[VIDEO] Dave Brubeck Quartet | St. Louis Blues (live in Belgium, 1964)

Dave Brubeck e i suoi soliti compagni di avventura, si destreggiano leggeri sulla St. Louis Blues registrata in uno studio televisivo in Belgio nel 1964. Uno spettacolo da guardare e ascoltare, ovviamente, costellato dagli immancabili assolo (in particolare quello lungo e pregevole di Joe Morello a partire dal minuto 6:10).
Il quartetto si esibirà ancora per la tv belga nel 1966 e le varie performance sono state raccolte per la prima volta nel 2007 nel DVD Jazz Icons: Dave Brubeck Live in ’64 & ’66 (lo trovi qui su Amazon).

Dave Brubeck – Piano
Paul Desmond – Sax alto
Eugene Wright – Contrabbasso
Joe Morello – Batteria

Annunci

Hank Mobley | Poppin’

Registrato il 20 ottobre del 1957, Poppin’ è un album del sassofonista Hank Mobley che vanta un eccellente sestetto composto anche da Art Farmer alla tromba, Pepper Adams al sax baritono, Sonny Clark al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria. Particolarità di questa sessione è che fu curiosamente recuperata dalla Blue Note solo ventitré anni dopo, nel 1980, e distribuita inizialmente solo in Giappone.

Questa disco è da annoverare tra i numerosi che il celebre sassofonista tenore registrò tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 e in realtà, come già avvenuto in altre occasioni, vista la qualità dei pezzi è difficile individuare il motivo del perché sia rimasto inedito fino alla fine degli anni ’70.
I cinque brani in scaletta, tre dei quali scritture originali di Mobley che una volta di più dimostra la sua straordinaria versatilità come compositore, sono suonati con passione e vigore e sono costellati da eccellenti performance
(in particolare Clark si distingue per i suoi agili assolo). Tra i brani, vanno almeno ricordati quello che dà il titolo al disco, la nostalgica Darn That Dream, la Tune-Up di Miles Davis (dove la fantasia di Art Farmer riesce a non far sentire troppo la mancanza del suo più illustre collega trombettista) e East of Brooklyn che mette in risalto il talentuosissimo trio di fiati di quest’ottimo ensemble.

Il risultato è un insieme ben caratterizzato di purissimo hard bop, che ha la forza di collocarsi tra le migliori e più solide sessioni della discografia di Mobley.

TRACK LIST:
Tutte le composizioni sono di Mobley, tranne dove indicato diversamente.

  1. Poppin’ – 6:33
  2. Darn That Dream (E. DeLange, J. Van Heusen) – 6:10
  3. Gettin’ into Something – 6:33
  4. Tune-Up (M. Davis) – 10:53
  5. East of Brooklyn – 10:09

MUSICISTI:

  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Art Farmer – Tromba
  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Sonny Clark – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria

Art Taylor | Taylor’s Wailers

Taylor’s Wailers è un album pubblicato dalla Prestige nel 1957, testimone del debutto come solista del batterista Art Taylor. Il disco raccoglie i brani registrati originariamente il 25 febbraio del ’57, più uno proveniente da una differente sessione con John Coltrane al sax (registrata invece il 22 marzo dello stesso anno).

Cinque dei sei brani in totale sono eseguiti da un sestetto composto per lo più da giovani musicisti, alcuni dei quali destinati a diventare brillantissimi interpreti. A parte lo stesso Art Taylor, infatti, troviamo Donald Byrd alla tromba, Jackie McLean al sax alto, Charlie Rouse al sax tenore, Ray Bryant al piano e Wendell Marshall al contrabbasso. Tra questi pezzi troviamo la versione originale della celebre Cubano Chant di Bryant e le belle reinterpretazioni di due brani di Thelonious Monk (Off Minor e Well, You Needn’t). Per quanto Bryant rappresenti qui l’uomo di esperienza, è assolutamente da sottolineare il trio di fiati composto da forti personalità che proprio in quel periodo stavano sviluppando individualmente i propri stili.
L’ultimo pezzo (una versione della C.T.A. di Jimmy Heath scartata da un’altra sessione e qui inserita in realtà come seconda in scaletta) è interpretata invece dal quartetto con il quale Taylor suonava all’epoca, composto da alcune delle più grandi eminenze del jazz: John Coltrane al sax tenore, Red Garland al piano e Paul Chambers al contrabbasso.

Taylor’s Wailers raccoglie alcune giovani testimonianze, importantissime in chiave futura, ed è rappresentante di un hard bop purissimo, all’apice delle proprie potenzialità.

TRACK LIST:

  1. Batland (L. Sears) – 9:52
  2. C.T.A. (J. Heath) – 4:43
  3. Exhibit A (L. Sears) – 6:16
  4. Cubano Chant (R. Bryant) – 6:36
  5. Off Minor (T. Monk) – 5:38
  6. Well You Needn’t (T. Monk) – 7:55

MUSICISTI:

Tracce #1, 3-6

  • Art Taylor – Batteria
  • Donald Byrd – Tromba
  • Jackie McLean – Sax alto
  • Charlie Rouse – Sax tenore
  • Ray Bryant – Piano
  • Wendell Marshall – Contrabbasso

Traccia #2

  • Art Taylor – Batteria
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Red Garland – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso

Stanley Turrentine & the 3 Sounds | Blue Hour

I 3 Sounds erano un trio jazz attivo tra il 1956 e il 1973, composto da Gene Harris al piano, Andrew Simpkins al contrabbasso e Bill Dowdy alla batteria. Nel 1960 (anno particolarmente attivo per il trio, che registrò ben quattro album), il sassofonista Stanley Turrentine propose loro un disco collaborativo. Nacque così Blue Hour, album che raccoglieva i brani registrati nella sessione del 16 dicembre del 1960, e pubblicato l’anno successivo dalla Blue Note.

Nel 2000, con il titolo Blue Hour: The Complete Sessions, l’album fu rimasterizzato in digitale e impacchettato con un disco aggiuntivo che raccoglieva i brani non pubblicati nella precedente sessione, più quattro registrati invece da una sessione completamente inedita (del 29 giugno 1960).

Vista la presenza di Turrentine a capo della band, e nonostante la sua carriera da solista fosse appena cominciata, Blue Hour non poteva non rivelare da subito la sua natura blues e rilassata. In definitiva, un album da ascoltare più volte.

TRACK LIST:
I brani dell’LP originale e i primi 3 della Complete Sessions sono stati registrati il 16 dicembre del 1960, mentre gli ultimi quattro brani, il 29 giugno dello stesso anno.

Original LP

  1. I Want a Little Girl (M. Mencher, B. Moll) – 7:03
  2. Gee Baby, Ain’t I Good to You (A. Razaf, D. Redman) – 5:20
  3. Blue Riff (G. Harris) – 6:26
  4. Since I Fell for You (B. Johnson) – 8:46
  5. Willow Weep for Me (A. Ronell) – 9:55

Bonus tracks on Blue Hour: The Complete Sessions CD 2:

  1. Blues in the Closet (Pettiford) – 5:00
  2. Just in Time (Comden, Green, Styne) – 5:40
  3. Gee Baby, Ain’t I Good to You [Alternate Take] – 5:33
  4. Where or When (Hart, Rodgers) – 7:00
  5. Blue Hour (G. Harris) – 5:14
  6. There Is No Greater Love (Jones, Symes) – 8:24
  7. Alone Together (Dietz, Schwartz) – 4:40
  8. Strike up the Band (G. Gershwin, I. Gershwin) – 5:24

MUSICISTI:

  • Stanley Turrentine – Sax tenore
  • Gene Harris – Piano
  • Andrew Simpkins – Contrabbasso
  • Bill Dowdy – Batteria

Red Garland’s Piano

La terza sessione registrata da Red Garland come leader, dà vita all’album Red Garland’s Piano. Registrato il 14 dicembre del 1956, il disco fu pubblicato dalla Prestige nel marzo del 1957 ed è testimone di un periodo particolarmente distintivo nella carriera del pianista. Garland qui è all’opera su otto standard, tra cui i bellissimi Please Send Me Someone to Love di Percy Mayfield, Stompin’ at the Savoy (composta originariamente nel 1934 da Edgar Sampson, ma co-firmata da Benny Goodman che ne diede la propria versione nel ’36) e la If I Were a Bell di Frank Loesser (resa davvero celebre in quello stesso anno da Miles Davis che la suonò in apertura del disco Relaxin’ with the Miles Davis Quintet).

Accompagnato da Paul Chambers al contrabbasso e da Art Taylor alla batteria, Garland mette insieme un repertorio che ha contraddistinto il suo modo di suonare in quegli anni, fatto di accordi distintivi, creatività melodica e un solido senso dello swing. Red Garland’s Piano è insomma un disco che si può facilmente consigliare agli amanti del piano jazz (e non solo a loro, ovviamente).

TRACK LIST:

  1. Please Send Me Someone to Love (P. Mayfield) – 9:51
  2. Stompin’ at the Savoy (B. Goodman, A. Razaf, E. Sampson, C. Webb) – 3:12
  3. The Very Thought of You (R. Noble) – 4:12
  4. Almost Like Being in Love (A. J. Lerner, F. Loewe) – 4:52
  5. If I Were a Bell (F. Loesser) – 6:41
  6. I Know Why (And So Do You) (H. Warren, M. Gordon) – 4:50
  7. I Can’t Give You Anything but Love (D. Fields, J. McHugh) – 5:05
  8. But Not For Me (G. Gershwin, I. Gershwin) – 5:52

MUSICISTI:

  • Red Garland – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Bud! The Amazing Bud Powell (Vol. 3)

Bud! The Amazing Bud Powell (Vol. 3) è un album del pianista jazz Bud Powell, registrato presso gli studi Van Gelder il 3 agosto del 1957 e pubblicato dalla Blue Note nello stesso anno.
Seguito del Volume 1 (del 1952) e del Volume 2 (1954), per questo terzo capitolo Powell di avvale della collaborazione di sidemen di lusso: Curtis Fuller al trombone (solo su 3 pezzi), Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.
Su nove pezzi in totale in scaletta (tre suonati in quartetto, cinque in trio e uno come solista al piano), siete invitati ad ascoltare con particolare attenzione la bellissima e placida apertura, Some Soul, o gli illuminanti due minuti e mezzo di Bud on Bach dove, come da titolo, Powell esegue appunto una composizione di Bach. Poi il terzetto di brani Idaho, Don’t Blame Me e la Moose the Mooche di Charlie Parker, arricchiti dalla presenza di un Curtis Fuller in gran forma.

Bud! The Amazing Powell (Vol. 3) è incluso nel terzo disco (di quattro in totale) del meraviglioso box set The Complete Blue Note and Roost Recordings, dedicato al pianista nel 1994 ed è stato rimasterizzato digitalmente dagli studi di Rudy Van Gelder nel 2001, entrando ufficialmente nella RVG Edition Series della Blue Note.

TRACK LIST:
Tutte le composizioni sono di Powell, tranne dove indicato diversamente.

  1. Some Soul – 6:56
  2. Blue Pearl – 3:46
  3. Frantic Fancies – 4:50
  4. Bud on Bach – 2:30
  5. Keepin’ in the Groove – 2:53
  6. Idaho (J. Stone) – 5:14
  7. Don’t Blame Me (J. McHugh, D. Fields) – 7:31
  8. Moose the Mooche (C. Parker) – 5:45
  9. Blue Pearl [alternate take] – 4:03

MUSICISTI:

  • Bud Powell – Piano
  • Curtis Fuller – Trombone (tracce 6-8)
  • Paul Chambers – Contrabbasso (eccetto traccia 4)
  • Art Taylor – Batteria (eccetto traccia 4)

Cannonball Adderley with Bill Evans | Know What I Mean?

Scelto un accompagnatore di lusso al piano, Bill Evans, e una sezione ritmica di tutto rispetto, quella del Modern Jazz Quartet con Percy Heath al contrabbasso e Connie Kay alla batteria, il sassofonista Julian “Cannonball” Adderley registra (in una tripla sessione il 27 gennaio, il 21 febbraio e il 13 marzo del 1961) uno dei suoi album più noti: Know What I Mean?

Pubblicato dalla Riverside in quello stesso anno sotto una cover davvero particolare (tra i quali oggetti in scena compare anche una foto di Evans, poco sotto la statua), si cela uno degli album più caldi e sentiti del sassofonista americano. Un ensemble perfetto che sforna energia e sensibilità in egual misura. Su dieci pezzi in totale del disco (due dei quali si ripetono con take alternativi), sono da sottolineare due storiche composizioni di Evans, la Waltz for Debby che apre il disco e la ballata modale Know What I Mean? che gli dà il titolo, due versioni del classico di Gershwin Who Cares?, la vivace Toy in un omaggio al suo autore, il sassofonista Clifford Jordan, e la bellissima Goodbye (arricchita da un assolo al piano di un Evans semplicemente strepitoso).

Al di là dei singoli brani, qui l’attenzione è tutta per l’eccellente stile post bop di Adderley ma anche per la curiosa e interessante interazione tra Evans e una sezione ritmica per lui insolitamente classica e morbida (Heath fu membro fondatore del Modern Jazz Quartet nel 1952, mentre Kay sostituì Kenny Clarke solo nel ’55).
Tutti gli amanti del jazz mainstream, insomma, troveranno in questo disco alcune delle più belle e interessanti registrazioni di Adderley.

TRACK LIST:
Tutte le tracce sono state registrate nel 1961 presso i Bell Sound Studios di New York City: la 2, 3, 7, 9 e 10 il 27 gennaio, la 5 e la 6 il 21 febbraio e la 1, 4 e 8 il 13 marzo.

  1. Waltz for Debby (B. Evans, G. Lees) – 5:15
  2. Goodbye (G. Jenkins) – 6:15
  3. Who Cares? [take 5] (G. Gershwin, I. Gershwin) – 5:57
  4. Venice (J. Lewis) – 2:55
  5. Toy (C. Jordan) – 5:09
  6. Elsa (E. Zindars) – 5:52
  7. Nancy (with the Laughing Face) (P. Silvers, J. Van Heusen) – 4:08
  8. Know What I Mean? [re-take 7] (B. Evans) – 4:54
  9. Who Cares? [take 4] – 5:55
  10. Know What I Mean? [take 12] – 7:01

MUSICISTI:

  • Cannonball Adderley – Sax alto
  • Bill Evans – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Connie Kay – Batteria