Kraftwerk

Fondati nel 1970 a Düsseldorf da Ralf Hütter e Florian Schneider, i Kraftwerk sono ancora oggi giustamente considerati i pionieri della musica elettronica.

Il krautrock (anche detto Kosmische Musik o corrieri cosmici) è un termine coniato dalla stampa e critica angloamericana in riferimento alla scena musicale costituita dai gruppi attivi in Germania negli anni settanta che hanno prodotto in varia misura forme musicali nuove a partire dal rock progressivo o dalla musica elettronica tedesca (ad esempio Karlheinz Stockhausen) dei decenni precedenti.

Ed è proprio partendo dal krautrock che i Kraftwerk sperimentano nuove sonorità che daranno vita al loro album di esordio, Kraftwerk 1 (Philips, Vertigo, 1971). Ma sarà solo con il loro secondo album, Kraftwerk 2 (Philips, Vertigo, 1972) che le loro dinamiche sonore si arricchiranno con i primi strumenti elettronici.

La presenza dell’elettronica e di alcuni ritmi sintetici (brevettati dallo stesso duo tedesco), si fanno più prepotenti con il terzo album, Ralf & Florian (Philips, 1973). Con il successivo, Autobahn (Philips, Vertigo, 1974), il gruppo arriverà alla maturazione che li ha resi celebri e consegnati alla storia del genere.

Nei primi mesi del 1975 i Kraftwerk partono per un tour mondiale (in Europa ed America) proprio in seguito al successo del loro ultimo album. Alla fine dello stesso anno il gruppo pubblica Radio-Activity (Radio AktivitätCapitol Records, 1975) dal quale nasce il primo singolo in 45 giri omonimo (del quale verranno distribuite in radio tre versioni, inglese, tedesco e francese).

Due anni più tardi è il turno del sesto album che, come per Autobahn, segna il successo del gruppo a livello mondiale. Parliamo di Trans-Europe Express (Trans Europa Express, King Klang, Capitol, 1977) dedicato proprio ai treni e all’Europa e dal quale venne fuori un nuovo singolo di successo con il brano che dà il titolo all’album.

Nel 1978 tocca a The Man-Machine (Die Mensch-Maschine) prodotto da Kling Klang, EMI e Capitol. A oggi riconosciuto come il massimo lavoro dei Kraftwerk, da questo album, e per la prima volta, vengono fuori tre singoli invece di uno: The Robots, The Model e The Man-Machine. Brani che esprimono concetti moderni e precursori della musica elettronica che verrà poi.

Nel 1981, in pieno boom tecnologico, il gruppo dà vita a Computerwelt (King Klang, EMI) tradotto poi nel resto del mondo in Computer World e con il quale i Kraftwerk raggiungono l’apice del loro successo commerciale, nonostante quest’album non arrivi alle vette di quelli precedenti.

Da wikipedia:

Nel 1982, sulla scia del successo dell’album Computer World, il gruppo dà avvio ad un nuovo progetto in studio intitolato Technopop, da cui viene estratto alcuni mesi dopo un singolo intitolato Tour de France (EMI Records, 1983, della durata di 3 minuti e 45) dedicato all’omonima gara ciclistica. Il progetto Technopop si interrompe subito dopo la pubblicazione del singolo a causa di un grave incidente in bicicletta occorso a Ralf Hütter che lo lascerà in coma per un breve periodo e gli impedirà di lavorareper sei mesi. L’album vede la luce solamente quattro anni dopo, nel dicembre del 1986, con il nome di Electric Café (EMI, 1986), primo album ad essere registrato in digitale.

Tutto il resto è storia. Poco da segnalare se non The Mix (EMI, Elektra, 1991), una raccolta dei successi del gruppo pubblicati tra il 1974 e il 1986, riarrangiati e registrati in studio in digitale, Tour de France Soundtrack (EMI, 2003), il loro undicesimo album realizzato in occasione del centesimo anniversario del Tour de France e Minimum-Maximum (EMI, Toshiba, 2005), primo album live ufficiale del gruppo pubblicato in doppio CD.Da ricordare ancora The Catalogue (Der Katalog in originale, Kling Klang, EMI, Mute, Astralwerks, 2009), uno stupendo box set che comprende 8 loro album prodotti dal 1974 al 2003 (da Autobahn a Tour de France Soundtrack) rimasterizzati digitalmente.

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Un commento su “Kraftwerk

  1. […] Kraftwerk ho già ampiamente parlato qui, ma sotto la luce dei riflettori volevo porre un album in particolare, che in quella biografia ha […]

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