Grant Green | Idle Moments

Grant Green nasce nel 1935 a St. Louise, nel Missouri. Chitarrista e compositore jazz di indiscussa fama, in vita lavorerà quasi esclusivamente per la Blue Note Records, come leader solista e come sideman (collaborando con musicisti come Hank Mobley, Bobby Hutcherson, Lee Morgan, Art Blakey ed Herbie Hancock), realizzando più di una trentina di dischi.

Questo Idle Moments (Blue Note, 1964) è conosciuto soprattutto per il brano che dà il titolo all’intero album, un blues lento di 15 minuti, e per i prestigiosi contributi di Joe Henderson al sassofono tenore e di Bobby Hutcherson al vibrafono.

Tracklist:

  1. Idle Moments (Pearson) – 14:56
  2. Jean De Fleur (Green) – 6:49
  3. Django (Lewis) – 8:44
  4. Nomad (Pearson) – 12:16

Musicisti:

  • Grant Green – Chitarra
  • Joe Henderson – Sassofono tenore
  • Duke Pearson – Piano
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Al Harewood – Batteria

 

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5 commenti su “Grant Green | Idle Moments

  1. ipofrigio ha detto:

    Come ho scritto una volta sul mio blog, poteva capitare che Green non suonasse «niente» in termini di note e di fraseggio, ma lo faceva sempre con uno swing irresistibile.

    • Luigi Bicco ha detto:

      Un virtuoso delle scale? A sentire proprio il primo brano, Idle Moments, è un bel girare a vuoto, però. Che poi una sua struttura ce l’ha. Per certi versi questo disco mi ha ricordato alcune cose di Kenny Burrell.

  2. ipofrigio ha detto:

    Un virtuoso delle scale?

    No di certo, quella generazione sarebbe venuta dopo e sarà quella di coloro che hanno frequentato le scuole di jazz.

    La mia frase suona più severa delle sua intenzione. Volevo dire semplicemente che il placement ritmico delle note viene per Green prima di ogni altra cosa, com’è del resto vero di quasi tutti i grandi jazzisti, con vistose eccezioni quali Coltrane e Tristano.

    • Luigi Bicco ha detto:

      Capito.
      In fondo anche il “virtuosismo” del quale parlavo io, non intendeva certo sminuire il lavoro di Green. Le scale utilizzate all’epoca come base per l’improvvisazione erano molto meno “tecniche” e più istintive, credo. Quasi di stomaco. E ben pochi hanno abbracciato invece l’approccio modale di Coltrane. Ma qui entriamo in un discorso sul quale dovrei studiare meglio. Anzi, adesso che ci penso, mi piacerebbe leggere qualcosa di buono a tal proposito. Devo fare una ricerchina, perché l’argomento è parecchio interessante.

  3. […] che lo faranno conoscere ad un pubblico più ampio (Talkin’ About, Street of Dreams, Idle Moments). Registrato il 20 maggio del 1964, quest’album fu però pubblicato per la prima volta solo […]

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