Ornette Coleman | The Shape of Jazz to Come

the shape of jazz to come

The Shape of Jazz to Come è un album del sassofonista statunitense Ornette Coleman. Si tratta del primo disco registrato dall’artista per l’etichetta Atlantic Records che lo pubblicò alla fine del 1959. E’ uno dei primi dischi avant-garde jazz mai registrati (e questo spiega il titolo programmatico che in italiano si può tradurre come “La forma del jazz che verrà”), registrato dal quartetto di Coleman.

Da Wikipedia:

L’opera fu considerata scioccante dagli ascoltatori dell’epoca, poiché non conteneva strutture di accordi memorizzabili e includeva improvvisazioni simultanee da parte degli strumentisti in uno stile completamente libero rispetto a quanto si era precedentemente sentito nel jazz. Il metodo compositivo di Coleman non si basava sulla tradizionale teoria armonica ma si sviluppava invece per linee melodiche destrutturate e spesso indipendenti tra loro.

L’innovazione di Coleman va cercata quindi soprattutto nella struttura: ogni accenno alla più canonica melodia viene seguita da un largo minutaggio di pura improvvisazione senza schemi, dopo il quale si ripete il tema principale. In definitiva un album non di facile ascolto per i fruitori del jazz più tradizionale, in quanto presenta una dinamica musicale puramente bebop, ma con la totale assenza di accordi.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono opera di Ornette Coleman.

Lato A
  1. Lonely Woman – 5:02
  2. Eventually – 4:22
  3. Peace – 9:04
Lato B
  1. Focus on Sanity – 6:52
  2. Congeniality – 6:48
  3. Chronology – 6:03

Musicisti:

  • Ornette Coleman – Sax alto
  • Don Cherry – Cornetta
  • Charlie Haden – Contrabbasso
  • Billy Higgins – Batteria

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2 commenti su “Ornette Coleman | The Shape of Jazz to Come

  1. Evil Monkey ha detto:

    Fantastico; Lonely Woman sale e scende con un tempo tutto suo, che sembra ampliarsi e restringersi a piacimento.

    • Luigi Bicco ha detto:

      La dinamicità dei tempi è in effetti una prerogativa di tutto il disco. In particolare sono d’accordo sul fatto che tra i brani migliori ci sia proprio “Lonely Woman”. E anche se è più dura all’ascolto, anche “Eventually” non è male.

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