Pat Martino | El Hombre

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Questo El Hombre (Prestige, 1967) segna il debutto sulle grandi scene del chitarrista italo americano Pat Martino, all’epoca appena 22enne, che fino ad allora era cresciuto musicalmente con gruppi d’organo soul-jazz mentre allo stesso tempo sfamava tutto l’amore possibile per la chitarra, amore che lo avrebbe poi portato ad essere riconosciuto come uno dei migliori musicisti al mondo di questo strumento e a diventare vero e proprio punto di riferimento per i chitarristi che sarebbero arrivati dopo di lui. El Hombre è un bel disco dove a farla da padrone è proprio il suo leader che trova spazi per almeno due assoli a brano. L’influenza di Wes Montgomery è lampante ed evidente in tutto il disco (Wes venne presentato a Pat dal proprietario della Prestige, Bob Weinstock, e da un amico di Philadelphia, il DJ e produttore di musica R&B, Joel Dorn).

Accompagnato dall’organista Trudy Pitts, dal flautista Danny Turner, dal batterista Mitch Fine e dai percussionisti Abdu Johnson e Vance Anderson (rispettivamente alla conga e ai bongo), Martino mostra già un carattere ed un suono riconoscibili e un estro invidiabile per la composizione (cinque dei sette brani che compongono la tracklist di questo disco, sono sue composizioni originali), come nel caso del bellissimo brano di apertura, Waltz for Geri.

Tracklist:
Le composizioni sono di Pat Martino, tranne dove indicato.

  1. Waltz for Geri – 6:21
  2. Once I Loved (R. Gilbert, A. C. Jobim, V. De Moraes) – 5:42
  3. El Hombre – 5:57
  4. Cisco – 4:29
  5. One for Rose – 4:54
  6. A Blues for Mickey-O – 8:02
  7. Just Friends (J. Klenner, S. M. Lewis) – 5:47

Musicisti:

  • Pat Martino – Chitarra
  • Trudy Pitts – Organo
  • Danny Turner – Flauto
  • Abdu Johnson – Conga
  • Vance Anderson – Bongo
  • Mitch Fine – Batteria

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4 commenti su “Pat Martino | El Hombre

  1. mabertoli ha detto:

    Grande musicista. Noto che la Trudy Pitts, uno dei miei organisti preferiti, era stata proprio la scopritrice di Pat Martino, pochissimi anni prima di questo disco. La Pitts fu méntore di moltissimi musicisti importanti di Filadelfia, una delle culle del jazz moderno.

    • Luigi Bicco ha detto:

      Interessante. Mi sono soffermato poco sul nome dell’organista in questione. E dopo che mi hai rivelato la sua natura da méntore, sono andato a controllare. Ho letto che la Pitts, tra l’altro, esordisce come leader in due dischi (Introducing the Fabulous Trudy Pitts e These Blues of Mine) datati 1967 (stesso anno quindi di questo El Hombre) e in entrambi è presente Pat Martino come sideman. Direi che quell’anno, i due, si sono voluti parecchio bene.

    • Luigi Bicco ha detto:

      E ti permetti benissimo. Ricordavo che ultimamente tu avessi parlato proprio di Martino, ma quel post mi era sfuggito. Bellissima la versione della Pitts di The Spanish Flea. Strana l’assenza di un basso, ma Martino sembra sopperire con la chitarra. Curioso. E Matchmaker è davvero una perla. Non sapevo della sua voce. Bellissima.

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