Thelonious Monk | It’s Monk’s Time

it's monk's time

It’s Monk’s Time è il sesto album da solista di Thelonious Monk pubblicato nel 1964 dalla Columbia Records. Passato un anno appena dal suo precedente album in studio (Criss-Cross, 1963), Monk chiama a rapporto il sassofonista Charlie Rouse (sideman fisso del pianista sin dal ’58) e apporta una significativa alterazione alla sezione ritmica del quartetto dando il benvenuto a Butch Warren al contrabbasso e Ben Riley alla batteria.

Nato da due sessioni separate (una il 29 gennaio e l’altra il 9 marzo 1964), It’s Monk’s Time raccoglie tre composizioni originali e tre noti standard e testimonia l’apice dell’offerta stilistica dei musicisti all’opera. Dall’agile musicalità di Monk vengono fuori performance costellate da una giocosa maliziosità, notevole soprattutto sullo splendido brano d’apertura, Lulu Back in Town, e sulla Work If You Can Get It di Gershwin (entrambi questi standard sono esempi lampanti dell’approccio inimitabile di Monk come vero e proprio pioniere bop). Il resto delle composizioni armoniche vede Rouse sostenere in maniera efficace i tempi ingannevoli del brano Stuffy Turkey e il bop più aggressivo di Brake’s Sake. Quest’ultima scatena anche più di una gustosa interazione tra Monk e Rouse, esemplificando alla perfezione una strepitosa sinergia. Il pezzo che chiude il disco, Shuffle Boil, basato su una struttura melodica raffinata e stimolante, è un gioiello che Monk riprenderà anche nei suoi lavori successivi.

Il critico musicale Lindsay Planer del sito AllMusic, scrive:

Spesso ingiustamente diffamato dai sedicenti “puristi” del jazz, a metà anni ’60 Monk ha invece fatto con la Columbia un ottimo lavoro. It’s Monk’s Time contiene alcune delle migliori, se non le migliori, registrazioni in studio che il pianista abbia realizzato nei suoi ultimi anni da musicista. Il titolo dell’album si rivelò essere profetico, come confermò il Time che lo ritrasse sulla cover del 28 febbraio del 1964 [N.d.R.: Questa]. Quella copertina, infatti, era in programma per essere pubblicata il novembre dell’anno precedente, ma l’assassinio dell’allora presidente John F. Kennedy aveva avuto, naturalmente, la precedenza.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.

  1. Lulu’s Back in Town (A. Dubin, H. Warren) – 9:55
  2. Memories of You (E. Blake, A. Razaf) – 6:06
  3. Stuffy Turkey – 8:16
  4. Brake’s Sake – 12:29
  5. Nice Work If You Can Get It (G.e Gershwin, I. Gershwin) – 4:15
  6. Shuffle Boil – 7:09

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano
  • Charlie Rouse – Sax tenore
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Ben Riley – Batteria

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3 commenti su “Thelonious Monk | It’s Monk’s Time

  1. wildmanno ha detto:

    Disco splendido, come quasi tutta l’opera monkiana. Mi permetto solo di segnalarti che Charlie Rouse faceva parte in pianta stabile del quartetto di Monk già dal 1959.

    • Luigi Bicco ha detto:

      Verissimo! Ho preso una cantonata. Ho controllato e addirittura la prima collaborazione di Rouse con Monk sembra essere accreditata in un live del ’58, Thelonious Monk Quartet Live in New York, Vol. 1
      Ho modificato il testo nel post. Ehi, grazie per la dritta.

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