Grachan Moncur III | Some Other Stuff

some other stuff

Some Other Stuff è il secondo album da solista del trombonista e compositore jazz Grachan Moncur III registrato il 6 luglio del 1964 e pubblicato dalla Blue Note Records l’anno successivo, nel ’65. Moncur è riconosciuto, negli anni ’60 e ancora oggi, come uno dei migliori trombonisti del jazz d’avanguardia, nonostante le sue poche sessioni di registrazione come leader.

All’opera, qui, un quintetto di lusso che oltre allo stesso Moncur comprende anche il contrabbassista Cecil McBee, il sassofonista Wayne Shorter e ben due membri (all’epoca) del Miles Davis Quintet: Herbie Hancock al piano e Tony Williams alla batteria. Il gruppo si esibisce in quattro brani composti da Moncur, tutti originali dall’esecuzione impegnativa tra cui Nomadic (che in gran parte è occupata da un unico assolo di batteria) e The Twins (dedicata dal protagonista ai suoi fratelli gemelli). Secondo MoncurGnostic è un brano free jazz che dovrebbe rappresentare il raggiungimento della salvezza attraverso l’espressione di conoscenza e saggezza, mentre Thandiwa (che significa “amata“, in lingua zulu) è la traccia meno sperimentale dell’album ma la più lunga (con i suoi quasi tredici minuti di durata).

Il set di brani che compongono Some Other Stuff, è tra i migliori di Moncur in assoluto. Un disco dove il grado di improvvisazione è elevatissimo e caratterizzato soprattutto dalla forte spinta individuale dei vari giovani musicisti all’opera.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Moncur.

  1. Gnostic – 11:46
  2. Thandiwa – 8:21
  3. The Twins – 12:55
  4. Nomadic – 7:43

Musicisti:

  • Grachan Moncur III – Trombone
  • Wayne Shorter – Sax tenore
  • Herbie Hancock – Piano
  • Cecil McBee – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

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4 commenti su “Grachan Moncur III | Some Other Stuff

  1. […] che sia un vero peccato che Moncur abbia registrato così poco da leader (seguì l’album Some Other Stuff e poco altro). La cosa rende Evolution un disco ancora più importante soprattuto per gli […]

  2. jazztrain1 ha detto:

    Thandiwa è un brano strepitoso sia per il tema, sia per la sensibilità interpretativa dei musicisti, mi riferisco in particolare ad uno Shorter che si stava sganciando dall’influenza coltraniana per trovare il suo inimitabile fraseggio che o porterà ai vertici nel quintetto davisiano. Un disco modernissimo e che ha ancora molto da dire pur essendo trascorso mezzo secolo dalla pubblicazione di questo bellissimo album.

    JT

    • Luigi Bicco ha detto:

      Vero. Proprio il ’64 fu un anno particolarmente ricco per Shorter. Anche se aveva già collaborato con Miles a lavori minori (una manciata di brani che finirono in un paio di antologie per la Columbia), proprio qualche mese dopo questa collaborazione con Moncur (a settembre) registrò il primo lavoro “ufficiale” con il quintetto di Davis, il bellissimo live Miles in Berlin.
      Moncur qui ha messo insieme una squadra davvero niente male. E rimane un peccato il fatto che non abbia inciso più dischi come leader. Fortunatamente, tra quelli incisi, ce ne sono alcuni parecchio preziosi.

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