Hank Mobley and His All Stars

hank mobley and his all stars

Da molti considerato un pezzo importantissimo dell’hard bop di fine anni ’50, Hank Mobley and His All Stars è un album del sassofonista americano registrato nell’unica sessione del 13 gennaio 1957 e pubblicato dalla Blue Note Records nello stesso anno. Il titolo si deve allo straordinario cast all’opera, un quintetto di altissimo livello che oltre allo stesso Mobley al sax tenore è composto anche da Milt Jackson al vibrafono, Horace Silver al piano, Doug Watkins al contrabbasso e Art Blakey alla batteria.

In scaletta sono presenti cinque brani (tutte composizioni originali di Mobley) tra i quali va sottolineata di sicuro la lirica Mobley’s Musings. Nonostante nessuno dei pezzi sia mai diventato uno standard, rimangono in ogni caso interessanti soprattutto per via dei cambi d’accordo e per le melodie. L’attenzione va costantemente rivolta alle parti da solista dei vari sideman (anche se in particolare va premiata la ruggente inventiva di Blakey), i quali riescono a fare del proprio meglio in occasione di questa sessione.

hank mobley

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Mobley.

  1. Reunion – 6:55
  2. Ultra Marine – 6:39
  3. Don’t Walk – 7:50
  4. Lower Stratosphere – 10:38
  5. Mobley’s Musings – 6:04

Musicisti:

  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Milt Jackson – Vibrafono
  • Horace Silver – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

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4 commenti su “Hank Mobley and His All Stars

  1. jazztrain1 ha detto:

    Musicista sfortunato, chiuso da colossi del calibro di Sonny Rollins e di John Coltrane, Mobley non ha mai potuto esprimere le sue bella voce da sax tenore anni 50 nel quintetto di Miles Davis (se non ricordo male registrò con Davis il disco Someday My Prince Will Come), la sua carriera non decollò come avrebbe meritato, peccato. Ti ringrazio per aver messo questo belle registrazioni, chissà sa saranno riscoperte come meriterebbero di esserle.

    JT

    • Luigi Bicco ha detto:

      Non so quanto possa ritenersi sfortunata la sua carriera ma di sicuro, come dici anche tu, tutto il suo talento (compreso quello compositivo) è passato in secondo piano rispetto a quello di altri suoi più blasonati colleghi. E questo è davvero un peccato, si. Davis all’epoca lo sostituì con Coltrane perché per il suo quintetto voleva musicisti più sanguigni e istintivi. Non che avesse torto, visto il nome scelto in seguito, ma mi sarebbe comunque piaciuto ascoltare di più Mobley in quel quintetto (ha collaborato per l’album in studio che citi e per due live, tra cui il meraviglioso at Carnegie Hall).

      Grazie a te per il commento, JT.

  2. […] Hank Mobley Quintet fu registrato in un’unica sessione l’8 marzo del 1957 nei Van Gelder Studio in New Jersey. La Blue Note Records lo pubblicò qualche mese dopo, in agosto, mettendo a catalogo la terza preziosa collaborazione con il sassofonista americano dopo gli album Hank Mobley Sextet e Hank Mobley and His All Stars. […]

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