Grant Green | Reaching Out

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Pubblicato originariamente dalla Jazztime nel 1961 come un album del Dave Bailey Quintet, questo disco fu ristampato in seguito dalla Muse Records nel 1973 con il titolo Green Blues e accreditato al solo Grant Green come bandleader. Nel 1989, infine, la Black Lion Records lo distribuì per la terza volta, sempre sotto il nome di Green ma con il titolo originale Reaching Out (e con l’aggiunta di tre take alternativi).

Al di là della travagliata storia editoriale, quest’album si distingue per raccogliere alcune delle prime spettacolari registrazioni del chitarrista jazz, ma anche per le splendide performance di Frank Haynes (uno dei sassofonisti “più oscuri ma gustosi“, secondo il critico Michael G. Nastos) che tramite un suono spazioso e riflessivo, domina questa sessione. Il team all’opera comprende anche Billy Gardner (noto come organista, ma qui suona il piano con rara sensibilità), il contrabbassista Ben Tucker e il batterista Dave Bailey (Tucker e Bailey forniscono qui la perfetta e stabile sezione ritmica tanto essenziale all’espressionismo del jazz più mainstream).

Tra i brani in scaletta, Gardner scrive One for Elena, composto per il sax contenuto e sobrio di Haynes ma costellato anche da un lungo assolo di Green. Tucker firma invece A Flick of a Trick (un blues facile dalla melodia oscillante) e Baby You Should Know It (un famoso classico soul-jazz vocalizzato poi negli anni successivi). Infine è da sottolineare la Our Miss Brooks di Harold Vick che da questa sessione in avanti diventa un punto fermo nel repertorio di Green.

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Come la maggior parte dei primi lavori più belli che Grant Green firmò per la Blue Note, queste sessioni di sviluppo rappresentano la nascita di una stella. E in questo caso anche uno dei picchi più alti per il sassofonista Frank Haynes, purtroppo scomparso prematuramente nel 1965, ovvero quattro anni dopo la pubblicazione di quest’album nella sua incarnazione originale.

Tracklist:

  1. Reaching Out (R. Schaffer) – 5:23
  2. Our Miss Brooks (H. Vick) – 6:49
  3. A Flick of a Trick (B. Tucker) – 7:51
  4. One for Elena (B. Gardner) – 6:09
  5. Baby You Should Know It (B. Tucker) – 9:14
  6. Falling in Love with Love (L. Hart, R. Rodgers) – 5:26 Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Reaching Out [Alternate Take] (R. Schaffer) – 6:50
  8. Our Miss Brooks [Take 1] (H. Vick) – 10:14
  9. One for Elena [Take 4] (B. Gardner) – 7:52

Musicisti:

  • Grant Green – Chitarra
  • Frank Haynes – Sax tenore
  • Billy Gardner – Piano
  • Ben Tucker – Contrabbasso
  • Dave Bailey – Batteria

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4 commenti su “Grant Green | Reaching Out

  1. mabertoli ha detto:

    Ottima scelta.

    Volevo dirti che ho riaperto il mio blog usando un nuovo server che potrebbe interessare anche a te, FileFactory (filefactory.com); è gratuito solo per tre mesi, poi ha diversi piani il più costoso dei quali è 94 dollari US per un anno; ha funzioni di streaming e download e sembra robusto.

    Purtroppo, a differenza di DivShare (che Zeus se li incachi) e di GrooveShark, non consente lo streaming in pagina, ma rimanda con un link al suo sito, ma insomma.

    • Luigi Bicco ha detto:

      La notizia più bella è che JnP è tornato a farci compagnia, in un modo o nell’altro. Per il resto devo dire che avere un link che rimanda altrove è altra cosa rispetto ad avere un player nel post a portata di click, mi rendo conto. Il fatto è che bisogna pagare anche questi e che se domani dovesse presentarsi un nuovo problema tecnico, ti toccherebbe ricominciare da capo.

      Qualche post fa ho fatto presente che anch’io ho avuto qualche problema. In pratica vari browser, quando sono su wordpress, per motivi ancora oggi arcani, riconoscono come dannosi gli “inserti” di grooveshark in wordpress. Ho spiegato come fare per aggirare il problema ma è una bella seccatura. Ecco perché ultimamente sto cercando di caricare solo video da youtube.

      Mi sa comunque che alla fine sarò costretto a cedere al lato oscuro della forza e inserire il lettore di Spotify. Che io sappia, quello non dà proprio nessun problema. Vedremo.

  2. mabertoli ha detto:

    Ma Spotify, che ho usato pochissimo, consente l’upload di pezzi proprî, che tu sappia?

    • Luigi Bicco ha detto:

      No, a differenza di Grooveshark, su Spotify non puoi caricare brani. A meno che non siano di tua proprietà, da artista o da etichetta. Di quella musica lì che a noi interessa parecchio, ce n’è tanta, ma forse non quelle chicche che proponi tu sul blog. In ogni caso ti conviene farci un saltino per capire cosa c’è e cosa no. Tanto con l’account base gratuito hai libero accesso a tutto (devi solo sorbirti uno spot pubblicitario ogni cinque o sei brani).

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