Donald Byrd | Byrd Blows on Beacon Hill

Il titolo Byrd Blows on Beacon Hill fu dato a questo disco da Donald Byrd perché registrato proprio a Beacon Hill, a Boston, a casa dell’ingegnere del suono Steve Fassett, nel 1956. Originariamente pubblicato dall’etichetta Transition di Tom Wilson, più tardi fu pubblicato anche dalla Blue Note come parte della bellissima compilation The Transition Sessions firmata da Byrd in collaborazione con Doug Watkins.

Registrata in quartetto, questa sessione vede, oltre allo stesso Byrd alla tromba, anche Ray Santisi al piano e una sezione ritmica composta dal contrabbassista di Beacon Hill Doug Watkins e dal batterista Jimmy Zitano. Mentre la scaletta dei brani è composta da noti standard jazz come Stella by Starlight, Polka Dots and Moonbeams, People Will Say We’re in Love, If I Love Again e What’s New.
I ritmi swinging sono principalmente lenti ma arricchiti da venature funky blues volute dallo stesso Byrd per rendere più interessanti le varie performance.
Le ottime interpretazione del bandleader non chiedono mai troppa luce ai riflettori, non sovrastano la lirica generale e nemmeno il lavoro degli altri solisti. Più in generale c’è da dire che questo Byrd non era ancora quello degli anni subito successivi che iniziò ad incidere con la Blue Note, anche se si distingue già chiaramente la timbrica graziata che lo avrebbe reso celebre come solista.

Probabilmente, come dice anche il critico Thom Jurek di AllMusic, Byrd Blows on Beacon Hill potrebbe non interessare gli appassionati del Byrd classico più soul jazz, ma regala di sicuro una parziale, interessante panoramica sui suoi inizi.

TRACKLIST:

  1. Little Rock Getaway (J. Sullivan) – 7:04
  2. Polka Dots and Moonbeams (J. Burke, J. Van Heusen) – 7:20
  3. People Will Say We’re in Love (O. Hammerstein II, R. Rodgers) – 3:39
  4. If I Love Again (J. Murray, B. Oakland) – 4:41
  5. What’s New? (J. Burke, B. Haggart) – 5:02
  6. Stella by Starlight (N. Washington, V. Young) – 3:42

MUSICISTI:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Ray Santisi – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Jimmy Zitano – Batteria

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Donald Byrd | The Cat Walk

the cat walk

Nella sessione del 2 maggio del 1961, il trombettista americano Donald Byrd registrò sei pezzi (tutti tra i sei e i sette minuti di durata) che la Blue Note raccolse e pubblicò l’anno successivo, nel 1962, con l’album The Cat Walk.
Per farlo, Byrd si affidò ad un quintetto in parte già ampiamente rodato, con Pepper Adams al sax baritono (con cui aveva già lavorato in diverse registrazioni tra il ’58 e il ’61), Duke Pearson al piano (altro collaboratore di lunga data), Laymon Jackson al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria.

Il disco, unanimamente riconosciuto come uno tra i migliori di Byrd di quel periodo, è arricchito prima di tutto dalla scrittura dinamica di Pearson che contribuisce qui con ben quattro composizioni: Say You’re Mine, il bellissimo pezzo che apre il disco, Duke’s Mixture (costellato da duetti esemplari di Byrd e Adams), Hello Bright Sunflower (che prende in prestito la struttura melodica dall’apertura della Lullaby of Broadway di Doris Day) e Each Time I Think of You, un ottimo swing composto in collaborazione con Byrd. Restano la title track firmata dallo stesso Byrd che cerca, come da titolo, di “catturare l’andatura a spirale e tesa, ma in qualche modo ancora rilassata e sicura di un gatto” e infine il brano Cute, standard del trombettista Neal Hefti, valorizzato da una brillante performance solista di Jones alla batteria.

Il modo di suonare del Byrd di inizio anni ’60 tipicamente elegante e lirico e il contrappeso perfetto del sax baritono di Adams (che forse avrebbe meritato la cointestazione dell’album in copertina) rendono Cat Walk uno dei dischi essenziali di Byrd.

donald byrd

Tracklist:

  1. Say You’re Mine (D. Pearson) – 7:21
  2. Duke’s Mixture (D. Pearson) – 7:05
  3. Each Time I Think of You (D. Byrd, D. Pearson) – 5:39
  4. The Cat Walk (D. Byrd) – 6:46
  5. Cute (N. Hefti) – 6:21
  6. Hello Bright Sunflower (D. Pearson) – 7:29

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Duke Pearson – Piano
  • Laymon Jackson – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria

Donald Byrd | Royal Flush

royal flush

Royal Flush è un album del trombettista americano Donald Byrd registrato nel 1961 e pubblicato nello stesso anno dalla Blue Note Records. Il disco è realizzato in collaborazione con il sassofonista Pepper Adams e il quintetto all’opera vede anche Herbie Hancock al piano, Butch Warren al contrabbasso e Billy Higgins alla batteria. Royal Flush è noto anche perché raccoglie la prima sessione di registrazione di Hancock per la Blue Note.

All’inizio degli anni ’60, Donald Byrd era all’apice della sua carriera come band leader e alle spalle contava numerose sessioni straordinariamente solide per la Blue Note molto apprezzate da pubblico e critica. Royal Flush non fa eccezione. Qui Byrd si ritrovò ancora una volta a lavorare con il sax baritono di Pepper Adams e trovò un validissimo e giovane sideman al piano chiamato Herbie Hancock. I brani in scaletta (quattro su sei sono composizioni originali di Byrd) raccolgono un hard bop vitale, ma anche un blues oscillante, Hush, e uno standard pop, I’m a Fool to Want You. Il gioco, però, si fa davvero interessante quando Byrd e la sua band cominciano a spingersi oltre i confini del bop, in particolare in tre dei brani originali del trombettista, Jorgie’s, Shangri-La6M’sarmonicamente complessi e dai ritmi divergenti. Tutti e tre i brani riscossero un certo successo, ma Shangri-La, in particolare, è rimasto uno dei pezzi più celebri di Byrd. Da sottolineare anche l’aggraziata Requiem, scritta invece da Hancock, che richiama l’attenzione su linee melodiche e ritmi fluidi.

donald byrd & herbie hancock

Durante tutta la sessione, Byrd e Adams suonano in modo impressionante, come già facevano da tempo, alternando una coralità incisiva ad assoli eleganti e puliti.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Byrd, tranne dove indicato diversamente.

  1. Hush – 6:24
  2. I’m a Fool to Want You (J. Herron, F. Sinatra, J. Wolf) – 6:15
  3. Jorgie’s – 8:07
  4. Shangri-La – 6:37
  5. 6M’s – 6:30
  6. Requiem (H. Hancock) – 7:07

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Herbie Hancock – Piano
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Billy Higgins – Batteria

Qui sotto i brani Hush e Shangri-La, mentre qui puoi ascoltare l’intero album su Grooveshark.

Donald Byrd & Doug Watkins ‎| The Transition Sessions

the transission sessionsThe Transition Sessions è un doppio CD pubblicato dalla Blue Note nel 2002 che raccoglie tre diverse sessioni registrate dal trombettista Donald Byrd insieme al contrabbassista Doug Watkins, entrambi di passaggio in vari altri gruppi.

La prima sessione, registrata il 2 dicembre del 1955, diede vita ad una serie di brani (alcuni di questi originariamente inseriti nell’album Byrd’s Eye View) realizzati poco dopo che Byrd sostituì Kenny Dorham nei Jazz Messengers, i cui membri (Horace Silver, Art Blakey, Hank Mobley e gli stessi Byrd e Watkins) appaiono tutti nei credits di questo disco con l’aggiunta del trombettista Joe Gordon, ospite su tre pezzi. Tra i brani (precisamente i primi sei del primo CD), sono da sottolineare Doug’s Blues, una traditional dalle brillanti improvvisazioni, la Crazy Rhythm dall’impeccabile stile swing, Everything Happens to Me, caratteristica ballata originale, e un paio di potenti pezzi hard bop composti da Mobley, Hank’s Other Tune (meglio nota in seguiro come The Late Show) e Hank’s Tune.

Nella seconda sessione, registrata il 7 maggio del 1956 a casa dell’ingegnere del suono Steve Fassett a Beacon Hill (Boston), fanno la loro comparsa anche due musicisti locali: il pianista Ray Santisis e il batterista Jimmy Zitano. I brani nati da questa sessione (dal 7° al 10° del primo CD e il 6° e il 7° del secondo), originariamente raccolti nell’album Byrd Blows on Beacon Hill, sono rappresentati principalmente da una serie di ballate con la sola sorprendente eccezione della Little Rock Getaway di Joe Sullivan. Da segnalare che su un paio di queste (People Will Say We’re in Love e What’s New) Byrd non suona.

L’ultima delle tre sessioni, registrata l’8 dicembre del 1956, comprende i primi cinque brani del secondo CD ed è quella che segnò il debutto da leader di Doug Watkins (nell’album Watkins at Large, 1956) e per più di un motivo risulta la più interessante. Qui ritroviamo Hank Mobley e Art Taylor e a loro si affiancano Kenny Burrell alla chitarra e Duke Jordan al piano. Tra i brani sono da ricordare Return to Paradise, scritta dal compositore Dmitri Tomkin per la colonna sonora del film omonimo del 1953, la More of the Same di Thad Jones e le composizioni originali di Burrell (Phinupi) e Jordan (Panonica).

Queste tre sessioni segnano i primi giorni di maturazione dell’hard bop e fanno di questa ristampa un’opera piacevole e interessante da più punti di vista.

donald byrd doug watkins

Tracklist:
Tracce 1-6 del CD 1: registrate all’Harvard Square a Cambridge, Massachusetts, il 2 dicembre 1955. Originariamente pubblicate sull’album Byrd’s Eye View, eccetto Crazy Rhythm (pubblicata invece su Jazz In Transition). Tracce 7-10 del CD 1 e 6-7 del CD 2: registrate presso la residenza di Steve Fassett a Beacon Hill (Boston), il 7 maggio 1956. Originariamente pubblicate sull’album Byrd Blows on Beacon Hill. Tracce 1-5 del CD 2: registrate l’8 dicembre del 1956. Originariamente pubblicate sull’album Watkins At Large.

CD 1

  1. Doug’s Blues (Traditional) – 12:06
  2. El Sino (C. Greenlea) – 10:02
  3. Crazy Rhythm (I. Caesar, R. W. Kahn, J. Meyer) – 7:34
  4. Everything Happens to Me (T. Adair, M. Dennis) – 5:45
  5. Hank’s Other Tune (The Late Show) (H. Mobley) – 7:29
  6. Hank’s Tune (H. Mobley) – 7:42
  7. Little Rock Getaway (J. Sullivan) – 7:02
  8. Polka Dots and Moonbeams (J. Burke, J. Van Heusen)- 7:19
  9. If I Love Again (J. Murray, B. Oakland) – 4:39
  10. Stella by Starlight (N. Washington, V. Young) – 3:40

CD 2

  1. Return to Paradise (D. Tiomkin) – 12:48
  2. Phinupi (K. Burrell) – 9:21
  3. Phil T. McNasty’s Blues (Traditional) – 4:53
  4. More of the Same (T. Jones) – 10:02
  5. Panonica (D. Jordan) – 3:48
  6. People Will Say We’re in Love (O. Hammerstein II, R. Rodgers) – 3:37
  7. What’s New (J. Burke, B. Haggart) – 5:00

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba (tracce 1-10 CD1 e 1-5 CD 2)
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Joe Gordon – Tromba (tracce 1-3 e 6 CD 1)
  • Hank Mobley – Sax tenore (tracce 1, 4-6 CD 1 e 1-5 CD 2)
  • Duke Jordan – Piano (tracce 1-5 CD 2)
  • Horace Silver – Piano (tracce 1-6 CD 1)
  • Ray Santisi – Piano (tracce 7-10 CD 1 e 6-7 CD 2)
  • Kenny Burrell – Chitarra (tracce 1-5 CD 2)
  • Art Blakey – Batteria (tracce 1-6 CD 1)
  • Art Taylor – Batteria (tracce 1-5 CD 2)
  • Jim Zitano – Batteria (tracce 7-10 CD 1, e 6-7 CD 2)

Donald Byrd | A New Perspective

a new perspective

A New Perspective è uno degli album più noti del trombettista jazz americano Donald Byrd, pubblicato dalla Blue Note nel 1963. Si tratta di una sessione di registrazione in stile prevalentemente hard bop ma con il particolare accompagnamento di cori gospel. Inserimento rivelatosi nell’insieme, e con il passare del tempo, uno dei più riusciti in contesto jazz.

Donald Byrd mette insieme un cast all-star di prima grandezza che comprende, tra gli altri, anche il sassofonista Hank Mobley, il chitarrista Kenny Burrell e il pianista Herbie Hancock, accompagnati da un imperioso coro a otto voci diretto da Coleridge Perkinson. Gli arrangiamenti di Duke Pearson risultano magistrali e una delle sue composizioni in scaletta, Cristo Redentor (ispirata proprio alla statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro), è maturata fino a divenire uno dei brani gospel più brillanti e noti di sempre. Un disco che è anche un progetto memorabile e a suo modo innovativo, divenuto pietra miliare nella carriera di Byrd.

A proposito di A New Perspective, lo stesso Byrd dichiarò:

“Questo disco fa parte del mio background, ho sempre voluto scrivere un intero album di pezzi spiritual, un moderno inno dedicato ad un preciso periodo storico, quando i jazzisti di New Orleans spesso si dedicavano alla musica religiosa, suonandola esattamente per quello che era, ma reinterpretandola con le strutture e le tecniche tipiche del jazz. Ora, come jazzisti dell’era moderna, abbiamo cercato di riavvicinarci a questa tradizione con rispetto e grande piacere.”

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Byrd, tranne dove indicato.

  1. Elijah – 9:21
  2. Beast of Burden – 10:07
  3. Cristo Redentor (Duke Pearson) – 5:43
  4. The Black Disciple – 8:12
  5. Chant (Duke Pearson) – 7:31

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Herbie Hancock – Piano
  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Donald Best – Vibrafono, voce
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Lex Humphries – Batteria