Jack Wilson | Something Personal

Registrato nella doppia sessione del 9 e 10 agosto del 1967, Something Personal è il secondo di tre album complessivi distribuiti dalla Blue Note (il primo era il bellissimo Easterly Winds, mentre l’ultimo Song For My Daughter) che coincidono anche con il periodo più bello e proficuo nella carriera musicale del pianista Jack Wilson.

In quartetto o quintetto, Wilson si avvale della collaborazione di Roy Ayers al vibrafono, Ray Brown e Charles “Buster” Williams che si alternano al contrabbasso (il primo anche al violoncello su due brani) e Varney Barlow alla batteria.
Tra i sei pezzi in scaletta (sette, compresa la bonus track coltraniana One and Four compresa nella versione rimasterizzata in CD), diversi richiamano ispirazioni dalle performance del Modern Jazz Quartet o dalla verve compositiva di Herbie Hancock e Bobby Hutcherson. In due casi, in particolare, The Sphinx di Ornette Coleman e Shosh (scritta dallo stesso Wilson, autore di 4 composizioni su 6), il comparto di accordi è convenzionale ma arricchito da complesse dichiarazioni melodiche.

Something Personal è una vetrina eccellente sulla spesso trascurata carriera di Wilson e rimane, in generale, uno dei suoi lavori più noti.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Wilson, tranne dove indicato diversamente. Tutti i brani sono stati registrati nel 1966: 1, 2, 3 e 5 il 9 agosto, 4, 6 e 7 il 10 agosto.

  1. Most Unsoulful Woman – 6:53
  2. The Sphinx (O. Coleman) – 5:07
  3. Shosh (Blues in F) – 8:59
  4. Serenata (L. Anderson) – 6:58
  5. Harbor Freeway 5 P.M. – 7:12
  6. C.F.D. – 4:58
    Bonus track nella versione in CD:
  7. One and Four [aka. “Mr. Day”] (J. Coltrane) – 4:51

Musicisti:

  • Jack Wilson – Piano
  • Roy Ayers – Vibrafono
  • Ray Brown – Contrabbasso (tracce 3-6), Violoncello (tracce 1-2)
  • Charles “Buster” Williams – Contrabbasso (tracce 1-2)
  • Varney Barlow – Batteria

Jack Wilson | Easterly Winds

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Easterly Winds è un album del pianista jazz americano Jack Wilson pubblicato dalla Blue Note nel 1967. Ritmi e sonorità di questo disco affondano le radici nell’hard bop più puro, ma spaziano anche tra funky e soul jazz, in netta controtendenza rispetto a Somethin’ Personal, il primo lavoro di Wilson per l’etichetta, che risulta invece fresco e romantico.

In Easterly Winds, Wilson sostiene temi diversificati sia sulle sue composizioni originali sia sulle cover. Dopo il funky duro dei due brani di apertura, Do It e On Children (entrambi i quali sottolineano la sua anima contemporanea), il sound si assesta con una bella versione della A Time for Love di Johnny Mandel. I toni si tingono poi di venature soul jazz, come nella title track, nel brano Frank’s Tune e nell’affascinante e lirica Nirvanna. Di prim’ordine il cast all’opera che vede Lee Morgan alla tromba e Jackie McLean al sax alto (ai quali Wilson ha il buon gusto di lasciare molto spazio), Garnett Brown al trombone e un solido supporto ritmico composto da Bob Cranshaw al contrabbasso e Billy Higgins alla batteria.

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Easterly Winds è una sessione dal fascino indiscusso che una volta di più dimostra come Wilson, all’epoca, fosse fin troppo sottovalutato. Sicuramente tra i migliori pianisti a disposizione della Blue Note negli anni ’60.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Wilson, tranne dove indicato.

  1. Do It – 6:25
  2. On Children – 5:25
  3. A Time for Love (J. Mandel) – 5:46
  4. Easterly Winds – 5:55
  5. Nirvanna – 6:34
  6. Frank’s Tune (F. Strozier) – 8:00

Musicisti:

  • Jack Wilson – Piano
  • Lee Morgan – Tromba (tracce 1-2 e 4-6)
  • Garnett Brown – Trombone (tracce 1-2 e 4-6)
  • Jackie McLean – Sax alto (tracce 1-2 e 4-6)
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Billy Higgins – Batteria