Red Garland’s Piano

La terza sessione registrata da Red Garland come leader, dà vita all’album Red Garland’s Piano. Registrato il 14 dicembre del 1956, il disco fu pubblicato dalla Prestige nel marzo del 1957 ed è testimone di un periodo particolarmente distintivo nella carriera del pianista. Garland qui è all’opera su otto standard, tra cui i bellissimi Please Send Me Someone to Love di Percy Mayfield, Stompin’ at the Savoy (composta originariamente nel 1934 da Edgar Sampson, ma co-firmata da Benny Goodman che ne diede la propria versione nel ’36) e la If I Were a Bell di Frank Loesser (resa davvero celebre in quello stesso anno da Miles Davis che la suonò in apertura del disco Relaxin’ with the Miles Davis Quintet).

Accompagnato da Paul Chambers al contrabbasso e da Art Taylor alla batteria, Garland mette insieme un repertorio che ha contraddistinto il suo modo di suonare in quegli anni, fatto di accordi distintivi, creatività melodica e un solido senso dello swing. Red Garland’s Piano è insomma un disco che si può facilmente consigliare agli amanti del piano jazz (e non solo a loro, ovviamente).

TRACK LIST:

  1. Please Send Me Someone to Love (P. Mayfield) – 9:51
  2. Stompin’ at the Savoy (B. Goodman, A. Razaf, E. Sampson, C. Webb) – 3:12
  3. The Very Thought of You (R. Noble) – 4:12
  4. Almost Like Being in Love (A. J. Lerner, F. Loewe) – 4:52
  5. If I Were a Bell (F. Loesser) – 6:41
  6. I Know Why (And So Do You) (H. Warren, M. Gordon) – 4:50
  7. I Can’t Give You Anything but Love (D. Fields, J. McHugh) – 5:05
  8. But Not For Me (G. Gershwin, I. Gershwin) – 5:52

MUSICISTI:

  • Red Garland – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

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Bud! The Amazing Bud Powell (Vol. 3)

Bud! The Amazing Bud Powell (Vol. 3) è un album del pianista jazz Bud Powell, registrato presso gli studi Van Gelder il 3 agosto del 1957 e pubblicato dalla Blue Note nello stesso anno.
Seguito del Volume 1 (del 1952) e del Volume 2 (1954), per questo terzo capitolo Powell di avvale della collaborazione di sidemen di lusso: Curtis Fuller al trombone (solo su 3 pezzi), Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.
Su nove pezzi in totale in scaletta (tre suonati in quartetto, cinque in trio e uno come solista al piano), siete invitati ad ascoltare con particolare attenzione la bellissima e placida apertura, Some Soul, o gli illuminanti due minuti e mezzo di Bud on Bach dove, come da titolo, Powell esegue appunto una composizione di Bach. Poi il terzetto di brani Idaho, Don’t Blame Me e la Moose the Mooche di Charlie Parker, arricchiti dalla presenza di un Curtis Fuller in gran forma.

Bud! The Amazing Powell (Vol. 3) è incluso nel terzo disco (di quattro in totale) del meraviglioso box set The Complete Blue Note and Roost Recordings, dedicato al pianista nel 1994 ed è stato rimasterizzato digitalmente dagli studi di Rudy Van Gelder nel 2001, entrando ufficialmente nella RVG Edition Series della Blue Note.

TRACK LIST:
Tutte le composizioni sono di Powell, tranne dove indicato diversamente.

  1. Some Soul – 6:56
  2. Blue Pearl – 3:46
  3. Frantic Fancies – 4:50
  4. Bud on Bach – 2:30
  5. Keepin’ in the Groove – 2:53
  6. Idaho (J. Stone) – 5:14
  7. Don’t Blame Me (J. McHugh, D. Fields) – 7:31
  8. Moose the Mooche (C. Parker) – 5:45
  9. Blue Pearl [alternate take] – 4:03

MUSICISTI:

  • Bud Powell – Piano
  • Curtis Fuller – Trombone (tracce 6-8)
  • Paul Chambers – Contrabbasso (eccetto traccia 4)
  • Art Taylor – Batteria (eccetto traccia 4)

Sonny Rollins | Moving Out

Secondo album registrato per la Prestige (nella doppia sessione del 18 agosto e 25 ottobre del 1954) che lo pubblicò due anni più tardi, nel 1956, Moving Out è, in quanto a musicisti all’opera, uno dei dischi meglio assortiti del sassofonista Sonny Rollins. Il bandleader, ovviamente al sax tenore, suona in quintetto lasciandosi accompagnare da Kenny Dorham alla tromba, Elmo Hope al piano, Percy Heath al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. Mentre per l’ultimo brano la band cambia radicalmente volto e a Rollins si affiancano delle guest-star d’eccezione: Thelonious Monk al piano, Tommy Potter al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

Raramente Rollins si è avvalso della collaborazione di trombettisti, ma quando l’ha fatto, i nomi coinvolti sono stati sempre di un certo spessore (Miles Davis o Clifford Brown, per citarne un paio). Moving Out, in questo senso, segna la prima collaborazione di Rollins con il grande Kenny Dorham, a quel tempo entrambi membri del Max Roach Quintet e proprio per questo in perfetta sintonia. Se teniamo conto anche dell’apporto di Hope, Heath e Blakey, ecco spiegato facilmente perché questo quintetto fu considerato tra i più potenti di quegli anni.

Quella di Moving Out è una musica semplice e orecchiabile, con un Rollins mai sopra le righe e un Dorham coinvolto prevalentemente sugli assoli. Per quanto lineare, risulta particolarmente effervescente la linea melodica perseguita nei primi due pezzi, la title track e Swingin’ for Bumsy, mentre Silk’n’ Satin è una lucida e morbida ballata particolarmente incentrata sul sax di Rollins. Solid è un grande classico che fa sfoggio invece di meravigliosi toni blues e vede protagonisti i due fiati (il pezzo, concertato benissimo, viene aperto da Rollins e Dorham insieme, per poi passare agli assolo di Rollins, poi Dorham, poi Hope al piano e infine di nuovo insieme sax e tromba). Chiude il disco More Than You Know che, come detto più sopra, è un brano molto particolare. A parte essere il più lungo in scaletta (11 minuti su 32 in totale dell’intero disco), vede anche uno stravolgimento della band all’opera. Il quintetto diventa quartetto e la melodia inconfondibile (diversa dalle altre per stile e consistenza) e portata avanti con armonia da Rollins e Monk.

Testimone di alcune delle migliori performance di Rollins, Moving Out raccoglie tanta buona musica anche per chi è alle prime armi con il bop, qui più sofisticato, della metà degli anni ’50.

TRACK LIST:
Tutte le composizioni sono di Rollins, tranne dove indicato diversamente. I brani dall’1 al 4 sono stati registrati il 18 agosto del 1954, mentre il quinto il 25 ottobre dello stesso anno.

  1. Moving Out – 4:31
  2. Swingin’ for Bumsy – 5:48
  3. Silk ‘n’ Satin – 4:03
  4. Solid – 6:27
  5. More Than You Know (E. Eliscu, B. Rose, V. Youmans) – 10:48

MUSICISTI:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Kenny Dorham – Tromba (tracce 1-4)
  • Elmo Hope – Piano (tracce 1-4)
  • Percy Heath – Contrabbasso (tracce 1-4)
  • Art Blakey – Batteria (tracce 1-4)
  • Thelonious Monk – Piano (traccia 5)
  • Tommy Potter – Contrabbasso (traccia 5)
  • Art Taylor – Batteria (traccia 5)

Jackie McLean | 4, 5 and 6

Alla fine del 1956, anno in cui lo stile personale di Jackie McLean stava affiorando, il sassofonista registrò vari brani in quartetto, quintetto e sestetto, che la Prestige Records raccolse nell’album 4, 5 and 6. Oltre allo stesso McLean, nel quartetto troviamo anche Mal Waldron al piano e la sezione ritmica composta da Doug Watkins al contrabbasso e Art Taylor alla batteria. A questi si aggiunge il trombettista Donald Byrd per la formazione a cinque e Hank Mobley per il sestetto.

Nella track list sono da sottolineare le versioni in quartetto degli standard Sentimental Journey, Why I Was Born? e When I Fall in Love che sfumano da un blues riflessivo a un hard bop più ritmato. Donald Byrd si unisce alla squadra per la Contour di Kenny Drew, mentre Hank Mobley si esibisce in sestetto per la lunga e solitaria Confirmation, bella versione del classico di Charlie Parker, da molti considerato il culmine artistico dell’intero album. Infine troviamo la Abstraction di Mal Waldron, costellata dalle rapide “risposte” di Byrd e McLean che illuminano il lato più oscuro e nostalgico del brano.

4, 5 and 6 non rompe certi schemi, ma ha il pregio di aprire uno spiraglio sul futuro di McLean, musicista particolarmente innovativo che da quel momento verrà guardato con ammirazione dai palcoscenici più noti del jazz mainstream.

TRACKLIST:
I brani dall’1 al 3 (lato A) sono stati registrati il 13 luglio del 1956.  Dal 4 al 6 (lato B), il 20 luglio dello stesso anno.

  1. Sentimental Journey (B. Homer, B. Green, L. Brown) – 9:57
  2. Why Was I Born? (J. Kern, O. Hammerstein II) – 5:13
  3. Contour (K. Drew) – 4:58
  4. Confirmation (C. Parker) – 11:25
  5. When I Fall in Love (E. Heyman, V. Young) – 5:32
  6. Abstaraction (M. Waldron) – 8:00

MUSICISTI:

  • Jackie McLean – Sax alto
  • Hank Mobley – Sax tenore (traccia 4)
  • Donald Byrd – Tromba (tracce 3, 4 e 6)
  • Mal Waldron – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Red Garland | A Garland of Red

a garland of red

Nel mezzo della sua esperienza come sideman per la prima formazione del quintetto di Miles Davis (con il quale stava registrando il noto quartetto di album per la Prestige Workin’, Steamin’, Cookin’ e Relaxin’) e poco prima di formare il proprio trio, il pianista Red Garland debuttò anche come solista con l’album A Garland of Red. Sette celebri standard e un originale in scaletta, registrati il 17 agosto del 1956 e pubblicati poi dalla stessa Prestige.

Ritroviamo qui un Garland trentatreenne che, all’epoca di questa sua prima registrazione come leader, aveva già uno stile pianistico distintivo e completamente formato da numerose esperienze. Per questa occasione sceglie di suonare in trio avvalendosi della collaborazione di Paul Chambers al contrabbasso (con lui negli album di Davis sopra citati) e di Art Taylor alla batteria. Ma è lui stesso, in particolare, ad apparire in forma smagliante e sicuro dei propri mezzi, dimostrando quanto potesse sembrare rilassato anche a ritmi molto più sostenuti, come nel caso della bellissima interpretazione dello standard di Charlie Parker Constellation. Va sottolineata poi l’armoniosa interazione del trio, probabilmente al suo apice nel brano Blue Red (unico originale composto da Garland) che chiude placidamente l’intero album.

Red Garland

Le sessioni che Garland registrò, da sideman e da leader, durante tutto il periodo tra il ’56 e il ’62 furono davvero frequenti. Tra quelle, secondo la critica, tutte le registrazioni in trio valgono l’ascolto. E A Garland of Red non fa certo eccezione.

Tracklist:

  1. A Foggy Day (G. Gershwin, I. Gershwin) – 4:51
  2. My Romance (L. Hart, R. Rodgers) – 6:51
  3. What Is This Thing Called Love? (C. Porter) – 4:53
  4. Makin’ Whoopee (W. Donaldson, G. Kahn) – 4:15
  5. September in the Rain (A. Dubin, H. Warren) – 4:48
  6. Little Girl Blue (L. Hart, R. Rodgers) – 5:07
  7. Constellation (C. Parker) – 3:31
  8. Blue Red (R. Garland) – 7:38

Musicisti:

  • Red Garland – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Tina Brooks | Back to the Tracks

back to the tracks

Pubblicato postumo solo nel gennaio del 1998 dalla Blue Note (grazie a Rudy Van Gelder che decise di pubblicare l’intera sessione nella sua interezza), Back to the Tracks è un album hard bop del sassofonista Tina Brooks registrato originariamente nel 1960 (ma alcune delle tracce di quella sessione hanno fatto la loro prima apparizione nel box set in quattro vinili della Mosaic Records intitolato The Complete Blue Note Recordings of The Tina Brooks Quintets).
Back to the Tracks
vanta le performance di un cast stellare che oltre a Brooks comprende Blue Mitchell alla tromba, Kenny Drew al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria. Guest star d’eccezione, Jackie McLean al sax alto (su una sola traccia) che volle ricambiare l’affiatamento che questo gruppo di musicisti mise nella sessione
di registrazione dell’album Jackie’s Bag, registrato solo un mese prima.

Come fu per Minor Move, quindi, la sessione squisitamente hard bop di Back to the Tracks rimase inedita per oltre 20 anni. E la cosa suona abbastanzacuriosa, visto che si parla di un album dove ogni musicista ha la possibilità di brillare vivacemente con i propri assolo, così come nelle interazioni di gruppo. Anche se Brooks rimane in ogni caso al centro dell’attenzione con il suo stile straordinariamente fluido ed elegante capace qui, come altrove, di arricchire i brani con improvvisazioni bop chiare e veloci.

tina brooks
La scaletta è composta da cinque pezzi: tre originali composti dallo stesso bandleader (Back to the Tracks, Street Singer e The Blues and I) e due standard (For Heaven’s Sake e The Ruby and the Pearl) che non fanno altro che confermare il sassofonista come uno dei più interessanti strumentisti e compositori in giro all’epoca.

Ascoltando quest’album è impossibile capire, una volta di più, perché questa sessione sia rimasta in un magazzino ad invecchiare, invece di essere rilasciata e riconosciuta per quello che era: un autentico gioiellino hard bop dei primi anni ’60.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Brooks, tranne dove indicato diversamente. Tutte le tracce sono state registrate il 20 ottobre del 1960, eccetto traccia 2 (1 settembre stesso anno).

  1. Back to the Tracks – 8:03
  2. Street Singer – 10:21
  3. The Blues and I – 8:55
  4. For Heaven’s Sake (E. Bretton, S. Edwards, D. Meyer) – 6:05
  5. The Ruby and The Pearl (J. Livingston, R. Evans) – 5:08

Musicisti:

  • Tina Brooks – Sax tenore
  • Jackie McLean – Sax alto (traccia 2)
  • Blue Mitchell – Tromba
  • Kenny Drew – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Red Garland Trio | All Kinds of Weather

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Registrato il 27 novembre del 1958, e pubblicato dalla Prestige Records nello stesso anno, All Kinds of Weather è un album del pianista jazz Red Garland che si avvale qui della collaborazione di Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.
Garland, che amava esibirsi in trio, in questo preciso periodo storico trova in Chambers e Taylor una configurazione tra le migliori della sua carriera musicale e tra le più “operative”. Basti pensare al meraviglioso John Coltrane with the Red Garland Trio, registrato solo qualche mese prima di questo, o agli altri due album registrati durante lo stesso anno, Can’t See for Lookin’ (nel quale esordì ufficialmente questa formazione, ma che fu pubblicato solo nel ’63) e The Red Garland Trio (noto anche con il titolo Moodsville Volume 6, registrato sempre nel novembre del ’58).

Rain, Summertime, Stormy Weather, Spring Will Be a Little Late This Year, Winter Wonderland e ‘Tis Autumn. Questi i sei pezzi in scaletta incentrati tematicamente, come da titolo, sulle stagioni e il tempo. Sono brani, standard noti e meno noti, che il trio all’opera riesce ad esplorare attraverso melodie oscillanti e incantevoli interpretazioni.

red garland

Lo stile di Garland, coerente soprattutto nella sua musica di metà e fine anni ’50, rende tutte le sue sessioni registrate per la Prestige immancabili per ogni buon appassionato di jazz. E All Kinds of Weather è forse una delle meritevoli.

Tracklist:

  1. Rain (E. Ford, A. Morgan, A. Swanstrom) – 4:14
  2. Summertime (G. Gershwin, I. Gershwin, D. Heyward) – 4:43
  3. Stormy Weather (H. Arlen, T. Koehler) – 10:35
  4. Spring Will Be a Little Late This Year (F. Loesser) – 5:42
  5. Winter Wonderland (F. Bernard, D. Smith) – 5:21
  6. ‘Tis Autumn (H. Nemo) – 9:08

Musicisti:

  • Red Garland – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria