Ben Webster Plays Ballads

Pubblicato per la prima volta nel 1988 dall’etichetta Storyville, Ben Webster Plays Ballads raccoglie una serie di sessioni mai rilasciate prima, registrate tra il 1964 e il 1971 dal sassofonista Ben Webster in combo con pochi musicisti o in collaborazione con band estese (la maggior parte delle quali furono suonate live per la radio danese, al Pori Jazz Festival in Finlandia, al Ronnie Scott Club di Londra o allo Stampen di Stoccolma).

In molti, giustamente, hanno sempre visto Webster come uno dei migliori interpreti di ballate strumentali della storia del jazz, grazie soprattutto al tono morbido e al suono fumoso del suo sax. Registrato nella parte finale della sua carriera musicale (negli anni in cui si trasferì appunto in Europa, a partire dal ’65), Plays Ballads non fa certo eccezione, essendo indubbiamente dedicato alla musica lirica e melodica a lui tanto cara.
Qui il sassofonista tenore
accarezza sette melodie senza tempo in una varietà di interessanti impostazioni. Classici immortali tra cui diversi noti standard suonati con nomi noti della scena jazz americana come Teddy Wilson o Kenny Drew al pianoforte, Sahib Shihab al sax e Albert “Tootie” Heath alla batteria (Stardust, My Romance, Willow Weep for Me e Old People), sostenuto dai musicisti europei della Danish Radio Big Band (Cry Me a River) o da un’intera orchestra (Greensleeves).

Ben Webster Plays Ballads raccoglie alcune delle migliori performance di Webster per quanto riguarda le ballate. E chi ascolta lo ritroverà in forma smagliante, nonostante queste sessioni siano state registrate appunto solo negli ultimi anni della sua carriera.

Tracklist:
  1. Stardust (H. Carmichael, M. Parish) – 6:22
  2. Cry Me a River (A. Hamilton) – 4:12
  3. For Heaven’s Sake (E. Bretton, D. Meyer, S. Edwards) – 7:48
  4. Greensleeves (Traditional) – 2:22
  5. My Romance (L. Hart, R. Rodgers) – 8:34
  6. Willow Weep For Me (A. Ronnell) – 5:17
  7. Old Folks (D. Lee Hill, W. Robison) – 7:28

Musicisti:

Ben Webster (sax tenore); Ole Molin (chitarra); Erling Christensen (sax); Hans Schwenger, Per Ludolph, Holger Bjerre, Mogens Holm Larsen, Stanley Carlson, Anton Kontra, Aage Bertelsen, Ove Winther, Kurt J. Jensen, Finn Ziegler (corde); Bent Juul Nielsen, Jesper Thilo, Sahib Shihab, Uffe Karskov, Flemming Madsen (sax); Jesper Thilo Quartet (sax tenore); Henry Henkel, Allan Botschinsky, Rolf Ericson, Palle Mikkelborg, Palle Bolvig, Perry Knudsen (tromba); Poul Jorgensen, Torolf Molgaard, Per Espersen, Ole Kurt Jensen (trombone); Lasse Sjösten, Stan Tracy, Kenny Drew, Ole Kock Hansen, Teddy Wilson (piano); Bjarne Rostvold (batteria, congas); Makaya Ntsoko, Fredrik Norén, Albert “Tootie” Heath, William Schiopffe, Jackie Dougan (batteria); John Steffensen (congas).

Annunci

Charlie Parker | Jam Session

jam session

Organizzata e diretta da Norman Granz, questo Jam Session, registrato da Charlie Parker nel giugno del 1952, rappresenta il primo della celebre serie di concerti tenuti tra il 1944 e il 1983 raccolti sotto il titolo  Jazz at the Philharmonic.
La sessione riunì, a parte lo stesso Parker, alcuni dei più grandi musicisti jazz della storia: in un ricco e magistrale reparto di fiati, troviamo infatti Johnny Hodges e Benny Carter al sax alto, Ben Webster e Flip Phillips al sax tenore e Charlie Shavers alla tromba. Accanto a loro, non da meno, il grande Oscar Peterson al piano, Barney Kessel alla chitarra e una sezione ritmica composta da  Ray Brown al contrabbasso e J.C. Heard alla batteria.

In apertura di scaletta, troviamo il brano originale Jam Blues e a seguire la What Is This Thing Called Love? di Cole Porter, il lungo Ballad Medley (che nei suoi 17 minuti raccoglie le ballate All the Things You Are, Dearly Beloved e The Nearness) e il blues melodico Funky Blues di Johnny Hodges.
Mentre Parker si estende con piacevole esuberanza attraverso ogni brano, va sottolineato come il disco sia particolarmente ispirato da numerosi assolo in sequenza (Jam Blues ne è un splendido esempio), mettendo sotto la luce dei riflettori anche i musicisti più in seconda linea come Shavers e Phillips che avrebbero meritato forse un riconoscimento maggiore dopo il lavoro svolto su questi pezzi.

parker hodges carter

È interessante notare come l’incontro di questi tre grandi del sax, Parker, Hodges e Carter, e dei loro stili molto diversi tra loro, si traduca in una musica spettacolare si, ma solo pacatamente competitiva. Ma Jam Session è un disco meraviglioso soprattutto per via dell’oscillante voglia di sperimentare di tutti i musicisti all’opera.

Tracklist:

  1. Jam Blues (N. Shrdlu) – (14:42)
  2. What Is This Thing Called Love? (C. Porter) – (15:51)
  3. Ballad Medley: All the Things You Are/Dearly Beloved/The Nearness…
    (T. Adair, F. E. Ahlert, H. Carmichael, M. Dennis, O. Hammerstein II,
    J. Kern, J. Mercer, R. Turk, N. Washington
    ) – (17:23)
  4. Funky Blues (J. Hodges) – (13:27)

Musicisti:

  • Charlie Parker – Sax alto
  • Johnny Hodges – Sax alto
  • Benny Carter – Sax alto
  • Ben Webster – Sax tenore
  • Flip Phillips – Sax tenore
  • Charlie Shavers – Tromba
  • Barney Kessel – Chitarra
  • Oscar Peterson – Piano
  • Ray Brown – Contrabbasso
  • J.C. Heard – Batteria

Ben Webster-Johnny Hodges Sextet | The Complete 1960 Sextet Jazz Cellar Session

complete jazz cellar sessionPubblicato nel 2011 dall’etichetta Solar, The Complete 1960 Sextet Jazz Cellar Session raccoglie l’eccellente collaborazione (qui in forma completa per la prima volta in assoluto) tra i sassofonisti Ben Webster e Johnny Hodges. Si tratta di una superba sessione da 17 brani registrata il 22 novembre del 1960 in una cantina a San Francisco senza la presenza di pubblico. Il sestetto all’opera è quello di Webster con Lou Levy al piano, Herb Ellis alla chitarra, Wilfred Middlebrooks al contrabbasso e Gus Johnson alla batteria.

Queste registrazioni sono estremamente eccezionali in quanto non esiste nelle rispettive discografie di Webster e Hodges nessuna loro comparsa come unici fiati. Da sottolineare, infine, che i brani dal 13 al 17 sono stati inseriti come bonus tracks perché appartenenti ad una sessione diversa, completa e molto rara, registrata in ottetto con altri musicisti il 31 gennaio 1961 a Los Angeles.

webster hodges

Tracklist:

  1. Ben’s Web – 5:08
  2. Side Door (Don’t Kid Yourself) – 5:49
  3. Blues’ll Blow Your Fuse – 4:21
  4. I Can’t Believe That You’re in Love with Me – 2:46
  5. Dual Highway – 3:14
  6. Big Ears – 4:50
  7. Shorty Gull – 3:48
  8. Ifida – 4:36
  9. Big Smack 4:51
  10. I’d Be There 5 :16
  11. Just Another Day – 5:48
  12. Lollalagin Now – 2:51
  13. Exactly Like You – 2:52
  14. I’m Beginning to See the Light – 4:00
  15. Val’s Lament – 4:10
  16. Tipsy Joe – 8:29
  17. Waiting On The Champagne – 3:24

Musicisti:

Brani 1-12

  • Ben Webster – Sax tenore
  • Johnny Hodges – Sax alto
  • Lou Levy – Piano
  • Herb Ellis – Chitarra
  • Wilfred Middlebrooks – Contrabbasso
  • Gus Johnson – Batteria

Brani 13-17

  • Ben Webster – Sax tenore
  • Johnny Hodges – Sax alto
  • Ray Nance – Tromba
  • Lawrence Brown – Trombone
  • Emil Richards – Vibrafono
  • Russ Freeman – Piano
  • Joe Mondragon – Contrabbassista
  • Mel Lewis – Batterista

The Ben Webster Quintet | Soulville

soulville

Soulville è un album del sassofonista jazz Ben Webster in collaborazione con il trio di Oscar Peterson registrato nell’unica sessione del 15 ottobre 1957 e pubblicato dalla Verve nello stesso anno.

Soulville rappresenta a tutti gli effetti uno dei punti più alti degli anni d’oro del jazz. Partendo con due originali blues composti dallo stesso Websterla lenta title track e la coraggiosa Late Date, la band arriva al cuore dell’album attraverso cinque ballate malinconiche tra cui le squisite e sornione MakinWhoopee e Where Are You?. Peterson rinuncia qui ai suoi soliti fuochi d’artificio per alcuni assoli compatti e piacevoli e altrettanto brillanti e autorevoli risultano i suoi accompagnatori: Herb Ellis alla chitarra, Ray Brown al contrabbasso e Stan Levey alla batteria.
Soulville fu ristampato in CD nei primi anni ’90 con l’aggiunta di tre particolari bonus tracks: Who?, Boogie Woogie e Roses of Picardy. Si tratta infatti di alcune rare registrazioni dove Webster mette da parte il sax per suonare invece il pianoforte (in modo “stridente e impressionante“, secondo la critica).

Soulville è un grande classico del jazz per ogni buon appassionato e soprattutto un punto di riferimento ideale per nuovi ascoltatori.

ben webster

Tracklist:

  1. Soulville (B. Webster) – 8:03
  2. Late Date (B. Webster) – 7:13
  3. Time on My Hands (H. Adamson, M. Gordon, V. Youmans) – 4:16
  4. Lover, Come Back to Me (O. Hammerstein II, S. Romberg) – 8:26
  5. Where Are You? (H. Adamson, J. McHugh) – 4:41
  6. Makin’ Whoopee (W. Donaldson, G. Kahn) – 4:29
  7. Ill Wind (H. Arlen, T. Koehler) – 3:30
    Bonus Tracks nella versione in CD:
  8. Who? (O. Hammerstein, O. Harbach, J. Kern) – 2:56
  9. Boogie Woogie (B. Webster) – 3:06
  10. Roses of Picardy (F. E. Weatherly, H. Wood) – 2:05

Musicisti:

  • Ben Webster – Sax tenore, Piano
  • Oscar Peterson – Piano
  • Herb Ellis – Chitarra
  • Ray Brown – Contrabbasso
  • Stan Levey – Batteria

[VIDEO] Ahmad Jamal Trio & Ben Webster Quintet | Jazz from Studio 61 (1959)

Questo speciale TV, dai tempi d’oro del jazz televisivo, è stato registrato il 2 aprile 1959 presso lo Studio 61 della CBS di New York. Il trio di Ahmad Jamal e il quintetto di Ben Webster si alternano su un meraviglioso set di quattro brani (due a testa): Darn That Dream, Аhmad’s Blues (da 05:37), Chelsea Bridge (da 09:24), C-Jam Blues aka Duke’s Place (da 13:25).

Ahmad Jamal Trio:

  • Ahmad Jamal – Piano
  • Israel Crosby – Contrabbasso
  • Vernel Fournier – Batteria

Ben Webster Quintet:

  • Ben Webster – Sax tenore
  • Buck Clayton – Tromba
  • Hank Jones – Piano
  • Vic Dickenson – Trombone
  • George Duvivier – Contrabbasso
  • Jo Jones – Batteria

Art Tatum & Ben Wester | The Tatum Group Masterpieces

the_tatum_group_masterpieces

The Tatum Group Masterpieces è un album del 1975 che raccoglie una sessione del 1956 nata dalla collaborazione tra il pianista Art Tatum e il sassofonista Ben Webster, con Red Callender al contrabbasso e Bill Douglass alla batteria. La sessione fu originariamente pubblicata su un album Verve Records prodotto da Norman Granz nel 1958, ma Granz stesso ne riacquistò i diritti nel 1972, dopo la fondazione della sua nuova etichetta musicale, la Pablo Records. Quindi li ristampò nel 1975 come una serie di otto album capolavoro (caratterizzati dalle prestigiose collaborazioni di Tatum con altri artisti) sotto il titolo The Complete Pablo Group Masterpieces (te ne ho già parlato brevemente qui). Questo The Tatum Group Masterpieces con Webster è in pratica l’ottavo e ultimo volume di quella raccolta.

Dalle note di copertina della collana Jazz 33 Giri della DeAgostini:

Uno è considerato il massimo virtuoso sul pianoforte mai espresso dal jazz, nei suoi cent’anni e rotti di storia. L’altro dispone di uno dei più bei suoni di sassofono mai registrati. Questo è il loro unico incontro fissato su disco. Sono Art Tatum e Ben Webster con un album che ci riporta all’epoca d’oro del jazz, quella del pieno periodo swing dei tardi anni trenta, in cui quello stile ormai maturo espresse il meglio di sé proprio in piccoli complessi come questo […] Il risultato è un disco che non è esagerato definire “classico”, per la limpida e infallibile perfezione del suo stile.

Tracklist:
Il cofanetto The Complete Pablo Group Masterpieces è stato ristampato in CD nel gennaio del 1992. Anche in questa versione, questo disco con Webster ne è parte integrante (sempre l’ottavo e ultimo della raccolta), ma per l’occasione sono state aggiunte 3 bonus tracks a fine scaletta.

  1. Gone With the Wind (H. Magidson, A. Wrubel) – 4:48
  2. All the Things You Are (O. Hammerstein II, J. Kern) – 7:15
  3. Have You Met Miss Jones? (L. Hart, R. Rodgers) – 4:49
  4. My One and Only Love (R. Mellin, G. Wood) – 6:15
  5. Night and Day (C. Porter) – 5:31
  6. My Ideal (N. Chase, L. Robin, R. Whiting) – 7:18
  7. Where or When (L. Hart, R. Rodgers) – 6:28
    Bonus tracks nella versione in CD:
  8. Gone With the Wind (Alternate Take 1) – 4:53
  9. Gone With the Wind (Alternate Take 2) – 4:51
  10. Have You Met Miss Jones? (Alternate Take) – 5:02

Musicisti:

  • Art Tatum – Piano
  • Ben Webster – Sax tenore
  • Red Callender – Contrabbasso
  • Bill Douglass – Batteria

[VIDEO] Ben Webster & Oscar Peterson | Hannover, 1972

Il sax tenore di Ben Webster e il piano di Oscar Peterson si incontrano per l’ultima volta in un concerto ad Hannover nel 1972.

Webster è stato senza dubbio uno dei più importanti e influenti sassofonisti tenore del jazz. In passato, con Peterson, hanno suonato parecchie volte. La loro collaborazione cominciò nel 1952 e sette anni più tardi li avrebbe portati a confezionare uno dei classici del jazz più importanti di sempre (Ben Webster Meets Oscar Peterson, 1959). Questa performance ad Hannover chiude quindi il cerchio segnando la loro ultima collaborazione ufficiale (Webster sarebbe morto meno di un anno dopo). E il tutto è stato raccolto anche in un eccezionale DVD, Ben Webster/Oscar Peterson in Hannover Germany 1972.

Nel video qui sopra puoi assistere a 56 minuti di spettacolo a ruota libera dove i due musicisti eseguono sette brani. Ecco quali:

  1. Poutin’ – 8:19
  2. Sunday – 7:29
  3. I Got It Bad and That Ain’t Good – 7:55
  4. Perdido – 8:05
  5. Come Sunday – 7:37
  6. For All We Know – 10:35
  7. Cottontail – 6:53