Tina Brooks | Back to the Tracks

back to the tracks

Pubblicato postumo solo nel gennaio del 1998 dalla Blue Note (grazie a Rudy Van Gelder che decise di pubblicare l’intera sessione nella sua interezza), Back to the Tracks è un album hard bop del sassofonista Tina Brooks registrato originariamente nel 1960 (ma alcune delle tracce di quella sessione hanno fatto la loro prima apparizione nel box set in quattro vinili della Mosaic Records intitolato The Complete Blue Note Recordings of The Tina Brooks Quintets).
Back to the Tracks
vanta le performance di un cast stellare che oltre a Brooks comprende Blue Mitchell alla tromba, Kenny Drew al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria. Guest star d’eccezione, Jackie McLean al sax alto (su una sola traccia) che volle ricambiare l’affiatamento che questo gruppo di musicisti mise nella sessione
di registrazione dell’album Jackie’s Bag, registrato solo un mese prima.

Come fu per Minor Move, quindi, la sessione squisitamente hard bop di Back to the Tracks rimase inedita per oltre 20 anni. E la cosa suona abbastanzacuriosa, visto che si parla di un album dove ogni musicista ha la possibilità di brillare vivacemente con i propri assolo, così come nelle interazioni di gruppo. Anche se Brooks rimane in ogni caso al centro dell’attenzione con il suo stile straordinariamente fluido ed elegante capace qui, come altrove, di arricchire i brani con improvvisazioni bop chiare e veloci.

tina brooks
La scaletta è composta da cinque pezzi: tre originali composti dallo stesso bandleader (Back to the Tracks, Street Singer e The Blues and I) e due standard (For Heaven’s Sake e The Ruby and the Pearl) che non fanno altro che confermare il sassofonista come uno dei più interessanti strumentisti e compositori in giro all’epoca.

Ascoltando quest’album è impossibile capire, una volta di più, perché questa sessione sia rimasta in un magazzino ad invecchiare, invece di essere rilasciata e riconosciuta per quello che era: un autentico gioiellino hard bop dei primi anni ’60.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Brooks, tranne dove indicato diversamente. Tutte le tracce sono state registrate il 20 ottobre del 1960, eccetto traccia 2 (1 settembre stesso anno).

  1. Back to the Tracks – 8:03
  2. Street Singer – 10:21
  3. The Blues and I – 8:55
  4. For Heaven’s Sake (E. Bretton, S. Edwards, D. Meyer) – 6:05
  5. The Ruby and The Pearl (J. Livingston, R. Evans) – 5:08

Musicisti:

  • Tina Brooks – Sax tenore
  • Jackie McLean – Sax alto (traccia 2)
  • Blue Mitchell – Tromba
  • Kenny Drew – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Les McCann Ltd. in New York

les mccann ltd in new york

Registrato dal vivo nella serata del 28 dicembre del 1961 presso il Village Gate nel Greenwich Village, Les McCann Ltd. in New York è un album del pianista americano Leslie ColemanLesMcCann pubblicato dalla Pacific Jazz nel 1962.

Si tratta di una pregevole sessione live dove McCann si avvale di un sestetto parecchio interessante dal punto di vista delle sonorità, che oltre a lui comprende Blue Mitchell alla tromba, Frank Haynes e Stanley Turrentine al sax tenore, Herbie Lewis al contrabbasso e Ron Jefferson alla batteria.
Alle cinque composizioni in scaletta, tutte firmate dal pianista, nella versione rimasterizzata in digitale si aggiungono tre bonus tracks: un ulteriore pezzo live preso sempre da quella serata al Village Gate e due brani registrati in studio un anno prima, nel 1960, con una band in quintetto dove restano inalterati il piano e la sezione ritmica, ma troviamo Curtis Amy al sax tenore (che scrive anche una delle due composizioni) e Bobby Hutcherson al vibrafono.

les mccann stanley turrentine

Les McCann Ltd. in New York è un album notevole che dà lustro al pianista ma che prima di tutto mette sotto la luce dei riflettori una memorabile coppia di fiati composta da Turrentine e Mitchell. Una sessione lunga e ricca, questa, tenendo conto che parte dei pezzi scartati per quest’album andarono ad impreziosire poi il successivo album del pianista, Plays the Shampoo at the Village Gate, pubblicato l’anno successivo, nel 1963.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di McCann, tranne dove indicato diversamente. I brani dall’1 al 6 sono stati registrati al Village Gate di New York il 20 dicembre del 1961, mentre il 7 e l’8 presso i Pacific Jazz Studios di Hollywood sul finire del 1960.

  1. Chip Monck – 7:45
  2. Fayth, You’re… – 6:10
  3. Twist Cha Cha – 7:38
  4. A Little ¾ for God & Co. – 9:24
  5. Maxie’s Changes – 8:51
    Bonus tracks nella versione in CD:
  6. Someone Stole My Chitlins – 5:10
  7. One More Hamhock Please (C. Amy) – 8:56
  8. Oatmeal – 4:57

Musicisti:

  • Les McCann – Piano
  • Blue Mitchell – Tromba (tracce 1-6)
  • Frank Haynes – Sax tenore (tracce 1-6)
  • Stanley Turrentine – Sax tenore (tracce 1-6)
  • Curtis Amy – Sax tenore (traccia 7)
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono (tracce 7-8)
  • Herbie Lewis – Contrabbasso
  • Ron Jefferson – Batteria

Horace Silver | Song for My Father

song for my father

Song for My Father è un album del pianista Horace Silver pubblicato dalla Blue Note Records nel 1965. Considerato tra le eccellenze hard bop dell’intero catalogo Blue Note, il disco rappresenta anche il picco di una discografia, quella di Silver, allora già costellata di grandi classici. Accanto al pianista troviamo all’opera uno strepitoso cast, composto dai suoi più stretti collaboratori di quegli anni, che suonano in quintetto alternandosi nelle due sessioni di registrazione che il disco raccoglie. Carmell Jones e Blue Mitchell alla tromba, Joe Henderson e Junior Cook al sax tenore, Teddy Smith e Gene Taylor al contrabbasso e Roger Humphries e Roy Brooks alla batteria.

Silver si è sempre dimostrato un maestro nel bilanciare ritmi e armonie complesse ottenendo risultati di rara raffinatezza e proprio in tal senso Song for My Father è probabilmente il suo disco più sofisticato. Parte del merito va anche alle tinte esotiche e agli affascinanti ritmi d’oltreoceano, come il classico bossa nova del brano che dà il titolo all’album, il tema orientale di Calcutta Cutie o quello tropicale di Que Pasa. Tra le composizioni originali vanno sottolineate la romantica e nostalgica Lonely Woman (di Silver), The Kicker, standard hard bop composto e introdotto da Joe Henderson , ma soprattutto la title track, Song for My Father, come da titolo dedicata al padre di Silver (ritratto anche sulla copertina in una foto risalente ad una decina di anni prima), resa di nuovo celebre anni dopo, ispirando il più grande successo pop degli Steely Dan, Rikki Don’t Lose That Number

horace silver

Song for My Father è un disco caldo e accogliente, un “must have” per tutti i collezionisti jazz e in particolare per i fan dell’hard bop più tradizionale.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Silver, tranne dove indicato diversamente. I brani dall’1 all’8 sono stati registrati il 26 ottobre del 1964, il 9 e il 10 il 28 gennaio 1964.

  1. Song for My Father – 7:15
  2. The Natives Are Restless Tonight – 6:08
  3. Calcutta Cutie – 8:28
  4. Que Pasa – 7:45
  5. The Kicker (J. Henderson) – 5:24
  6. Lonely Woman – 7:03
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Sanctimonious Sam (M. Kaleem) – 3:51
  8. Que pasa? (Trio Version) – 5:34
  9. Sighin’ and Cryin’ – 5:22
  10. Silver Treads Among My Soul – 3:51

Musicisti:
Brani 1-2, 4-5

  • Horace Silver – Piano
  • Carmell Jones – Tromba
  • Joe Henderson – Sax tenore
  • Teddy Smith – Contrabbasso
  • Roger Humphries – Batteria
Brani 3, 6-10
  • Horace Silver – Piano
  • Blue Mitchell – Tromba (eccetto brani 6-8)
  • Junior Cook – Sax tenore
  • Gene Taylor – Contrabbasso
  • Roy Brooks – Batteria

Qui trovi l’album completo in una playlist di Youtube, mentre qui sotto puoi ascoltare la title track da Spotify.

Blue Mitchell | Blue Soul

blue soul

Registrato il 28 settembre 1959 e pubblicato dalla Riverside Records nello stesso anno, Blue Soul è il terzo album da bandleader del trombettista Blue Mitchell.

Sul sito AllMusic, il critico Michael G. Nastos scrive:

“Lasciata la sua casa di Miami, una breve parentesi girovaga lo portò a prima a New York e poi in Florida e a Los Angeles. Il sound di Mitchell, inizialmente bollato dal calore del sud est, viene influenzato dagli Stati su cui aveva messo piede, baciato quindi dal trambusto della grande mela e lucidato dalla giovane scuola della west coast.”

La prima cosa che Mitchell fece dopo il suo ritorno a Miami nel 1959, fu contattare il trombonista di Detroit Curtis Fuller e il sassofonista di Philadelphia Jimmy Heath per formare uno dei più potenti trio corno che la storia del jazz ricordi. Al cast, destinato sin dall’inizio a formare un sestetto, si aggiunsero presto Wynton Kelly al piano, Sam Jones al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria.

Blue Soul è un disco intriso dal un blues per molti versi vicino a quello di Miles Davis, ma costellato da sfumature swing. L’album si apre con la celebre Minor Vamp, brano rivisto e stratificato rispetto al take originale che Fuller aveva registrato per l’etichetta Savoy. Seguono, tra le altre, l’hard bop di The Head, composizione dello stesso Mitchell, due originali di Heath, Top Shelf e Waverley Street, e lo swing luminoso della title track, Blue Soul, anche questo composto dal bandleader, influenzato qui dal classico davisiano Kind of Blue. Da segnalare infine l’omaggio di Mitchell al suo “capo” di quegli anni, Horace Silver, con una versione di Nica’s Dream che presenta la tromba con sordina caldamente accompagnata da trombone e sax tenore.

blue mitchell

Blue Soul raccoglie una delle sessioni jazz più preziose di un anno ricco e particolare per il catalogo Blue Note, e che per Mitchell stesso rappresentò un’importante dichiarazione nella sua carriera. Secondo la critica specializzata, un disco dedicato a tutti i seri appassionati di jazz mainstream.

Tracklist:

  1. Minor Vamp (B. Golson) – 3:39
  2. The Head (B. Mitchell) – 4:24
  3. The Way You Look Tonight (D. Fields, J. Kern) – 3:19
  4. Park Avenue Petite (B. Golson) – 3:54
  5. Top Shelf (J. Heath) – 4:02
  6. Waverley Street (J. Heath) – 4:56
  7. Blue Soul (R. Mitchell, B. Mitchell) – 4:07
  8. Polka Dots and Moonbeams (J. Van Heusen, J. Burke) – 5:46
  9. Nica’s Dream (H. Silver) 6:31

Musicisti:

  • Blue Mitchell – Tromba
  • Curtis Fuller – Trombone (eccetto brani 3-4, 7)
  • Jimmy Heath – Sax tenore (eccetto brani 3-4, 7)
  • Wynton Kelly – Piano
  • Sam Jones – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria

Su Youtube puoi ascoltare Blue Soul e Nica’s Dream, mentre qui sotto trovi i brani estratti dall’album completo su Spotify.

Jackie McLean | Jackie’s Bag

jackie's bag

Jackie’s Bag è un album di Jackie McLean pubblicato dalla Blue Note Records nel luglio del 1961. Il disco raccoglie due sessioni registrate il 18 gennaio 1959 e l’1 settembre 1960. Quella del ’59 (che diede vita ai primi tre brani) celebra anche la prima sessione che McLean abbia mai realizzato per la Blue Note, mentre la seconda, realizzata in sestetto, è caratterizzata dalla presenza come co-leader del sassofonista Tina Brooks (anche se non appare accreditato come tale sui credits del disco).

Visto il periodo di transizione della prima parte e il forte gusto musicale di Brooks che contraddistingue la seconda, in Jackie’s Bag ritroviamo un McLean in convinta modalità hard bop e autore di brillanti performance. Il disco è costellato anche di sapori esotici come in Appointment in Ghana o nella Isle of Java di Brooks. Tra le bonus tracks aggiunte nella versione in CD sono da sottolineare invece Medina, dal tema indimenticabile ma particolarmente complesso, e Street Singer (in entrambi i casi si tratta ancora di composizioni originali di Brooks, a sottolineare di nuovo quanto sia ingiusto non vederlo accreditato allo stesso livello di McLean). Nonostante i contributi cruciali dei trombettisti Blue Mitchell e Donald Byrd e dei batteristi Art Taylor e Philly Jo Jones, il vero punto focale di queste performance rimane la stessa interazione complementare tra McLean e Brooks. Chiudono la lista dei sideman il contrabbassista Paul Chambers (unico, oltre a McLean, a suonare su tutti i brani) e i pianisti Sonny Clark e Kenny Drew.

mclean brooks

Tracklist:
Tutti i brani sono di McLean, tranne dove indicato diversamente. I brani dall’1 al 3 sono stati registrati il 18 gennaio 1959, dal 4 al 9, l’1 settembre 1960.

  1. Quadrangle – 4:42
  2. Blues Inn – 9:05
  3. Fidel – 7:08
  4. Appointment in Ghana – 6:57
  5. A Ballad for Doll – 3:16
  6. Isle of Java (T. Brooks) – 7:27
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Street Singer (T. Brooks) – 10:15
  8. Melonae’s Dance – 6:46
  9. Medina (T. Brooks) – 6:00

Musicisti:

  • Jackie McLean – Sax alto
  • Tina Brooks – Sax tenore (tracce 4-9)
  • Donald Byrd – Tromba (tracce 1-3)
  • Blue Mitchell – Tromba (tracce 4-9)
  • Sonny Clark – Piano (tracce 2-3)
  • Kenny Drew – Piano (tracce 4-9)
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria (tracce 1-3)
  • Art Taylor – Batteria (tracce 4-9)

Finger Poppin’ with the Horace Silver Quintet

finger poppin' with the horace silver quintet

Finger Poppin’ with the Horace Silver Quintet è un album registrato il 31 gennaio del 1959 e pubblicato dalla Blue Note Records nello stesso anno. Si tratta del primo disco del pianista registrato con la formazione più celebre del suo quintetto, composta dal trombettista Blue Mitchell, dal sassofonista Junior Cook, dal contrabbassista Gene Taylor e dal batterista Louis Hayes. Finger Poppin’ è anche uno dei più grandi classici di Silver, un album da otto brani che vede il pianista percorrere arditamente, e in modo vincente, un personalissimo stile hard bop. Uno stile, appunto, che mantiene la propria sofisticata armonia ma fermamente radicata in un’immediatezza emotiva costellata da sfumature swing e blues.

Dall’intensa alchimia che regna tra i vari sideman traspare un palpabile senso di emozionante scoperta. Come un vero e proprio direttore d’orchestra, Silver aiuta e tiene insieme dichiarazioni solistiche ed un più conciso impatto ritmico concentrato sulla prestazione generale dedicata al pezzo. Particolarmente memorabili risultano Juicy Lucy, brano hard bop che oscilla anche tra swing e blues, il boppeggiante Cookin’ at the Continental e il potente groove di Come on Home. Il resto dei pezzi prevede, tra gli altri, un paio di ballate riflessive e, nel caso di Swingin’ the Samba, una frenetica esplorazione di ritmi brasiliani.

horace silver

Finger Poppin’ possiede tutto quello che un gruppo dedito all’hard bop dovrebbe avere e rappresenta un formidabile esempio di un jazz tradizionale e allo stesso tempo trascinante e contagioso.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Silver.

  1. Finger Poppin’ – 4:47
  2. Juicy Lucy – 5:46
  3. Swingin’ the Samba – 5:17
  4. Sweet Stuff – 5:32
  5. Cookin’ at the Continental – 4:54
  6. Come on Home – 5:30
  7. You Happened My Way – 5:29
  8. Mellow D – 5:37

Musicisti:

  • Horace Silver – Piano
  • Blue Mitchell – Tromba (tracce 1-3, 5-6, 8)
  • Junior Cook – Sax tenore (tracks 1-3, 5-6, 8)
  • Gene Taylor – Contrabbasso
  • Louis Hayes – Batteria

 

Blue Mitchell | Big 6

big 6

Big 6 è l’album di debutto da bandleader del trombettista americano Blue Mitchell registrato e distribuito dalla Riverside nel 1958 e celebre perché raccoglie la prima versione alternativa dello standard jazz Blues March (composto da Benny Golson) che anticipa, di fatto, quella più celebre di Art Blakey.

Mitchell, all’epoca pressoché sconosciuto, appare come musicista in ottima forma e dimostra un impeccabile senso del tempo (soprattutto su alcune ballate) e di essere già ampiamente capace di dirigere alla perfezione un sestetto all-star con il trombonista Curtis Fuller, il sassofonista tenore Johnny Griffin, il pianista Wynton Kelly, il contrabbassista Wilbur Ware e il batterista Philly Joe Jones. Oltre ad alcuni originali composti dallo stesso Mitchell come Brother ‘Ball e Sir John e uno composto da Fuller, Jamph, il resto dei brani sono standard di William Boone Jr. (la title track Big Six e il brano Promenade) e dalla coppia di compositori Mack Gordon e Harry Warren (There Will Never Be Another You).

blue mitchell

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Mitchell, tranne dove indicato diversamente. Tutti i brani sono stati registrati tra il 2 e il 3 luglio del 1958 a New York City.

  1. Blues March (B. Golson) – 10:23
  2. Big Six (W. Boone Jr.) – 6:42
  3. There Will Never Be Another You (M. Gordon, H. Warren) – 4:59
  4. Brother ‘Ball – 7:21
  5. Jamph (C. Fuller) – 3:46
  6. Sir John – 8:05
  7. Promenade (W. Boone Jr.) – 1:40

Musicisti:

  • Blue Mitchell – Tromba
  • Curtis Fuller – Trombone
  • Johnny Griffin – Sax tenore
  • Wynton Kelly – Piano
  • Wilbur Ware – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria