Donald Byrd | The Cat Walk

the cat walk

Nella sessione del 2 maggio del 1961, il trombettista americano Donald Byrd registrò sei pezzi (tutti tra i sei e i sette minuti di durata) che la Blue Note raccolse e pubblicò l’anno successivo, nel 1962, con l’album The Cat Walk.
Per farlo, Byrd si affidò ad un quintetto in parte già ampiamente rodato, con Pepper Adams al sax baritono (con cui aveva già lavorato in diverse registrazioni tra il ’58 e il ’61), Duke Pearson al piano (altro collaboratore di lunga data), Laymon Jackson al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria.

Il disco, unanimamente riconosciuto come uno tra i migliori di Byrd di quel periodo, è arricchito prima di tutto dalla scrittura dinamica di Pearson che contribuisce qui con ben quattro composizioni: Say You’re Mine, il bellissimo pezzo che apre il disco, Duke’s Mixture (costellato da duetti esemplari di Byrd e Adams), Hello Bright Sunflower (che prende in prestito la struttura melodica dall’apertura della Lullaby of Broadway di Doris Day) e Each Time I Think of You, un ottimo swing composto in collaborazione con Byrd. Restano la title track firmata dallo stesso Byrd che cerca, come da titolo, di “catturare l’andatura a spirale e tesa, ma in qualche modo ancora rilassata e sicura di un gatto” e infine il brano Cute, standard del trombettista Neal Hefti, valorizzato da una brillante performance solista di Jones alla batteria.

Il modo di suonare del Byrd di inizio anni ’60 tipicamente elegante e lirico e il contrappeso perfetto del sax baritono di Adams (che forse avrebbe meritato la cointestazione dell’album in copertina) rendono Cat Walk uno dei dischi essenziali di Byrd.

donald byrd

Tracklist:

  1. Say You’re Mine (D. Pearson) – 7:21
  2. Duke’s Mixture (D. Pearson) – 7:05
  3. Each Time I Think of You (D. Byrd, D. Pearson) – 5:39
  4. The Cat Walk (D. Byrd) – 6:46
  5. Cute (N. Hefti) – 6:21
  6. Hello Bright Sunflower (D. Pearson) – 7:29

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Duke Pearson – Piano
  • Laymon Jackson – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria

Sonny Rollins volume 1

sonny rollins volume 1

Sonny Rollins volume 1 (noto semplicemente come Sonny Rollins, così come riportato in copertina), è il primo album che il sassofonista registrò per la Blue Note (il 16 dicembre del 1956) dopo alcune memorabili sessioni per la Prestige.
Tenendo in considerazione che il 1956 è un anno imprescindibile per i fan del sassofonista, visto che dalle sessioni registrate in quell’anno sono venuti alla luce alcuni dei più grandi e riconosciuti classici della sua discografia (Tenor Madness Rollins Plays for Bird, Sonny Rollins Plus 4 e Saxophone Colossus), anche Sonny Rollins Volume 1, per quanto non così innovativo come gli altri, ha comunque il coraggio di spiccare tra le migliori uscite hard bop di quel periodo. Secondo quanto scrive Al Campbell, critico del sito AllMusic, si dà infatti per scontata anche qui “la capacità di Rollins di snocciolare un flusso ininterrotto di linee solistiche mozzafiato, pur mantenendo intatta la struttura tematica.

A parte questo, c’è da tenere in considerazione che in occasione di quest’album, Rollins si affida comunque ad un quintetto di autentici veterani: Donald Byrd alla tromba, Wynton Kelly al piano Gene Ramey al contrabbasso e Max Roach alla batteria.
Gli originali in scaletta (quattro su cinque brani in totale), tutti composti dal bandleader, prevedono il purissimo hard bop di
Blues
note e Sonnysphere, il blueseggiante Decision (che apre il disco) e l’orecchiabile swing Plain Jane. L’unico non originale, invece, è l’interpretazione nostalgica e quieta del brano How Are Things in Glocca Morra? (dove l’interazione e lo scambio tra gli strumenti diventa meraviglioso dialogo) tratto dalla performance teatrale Finian’s Rainbow a Broadway.

sonny rollins

Secondo la critica specializzata, Sonny Rollins volume 1 non è forse il disco più adatto per chi non è particolarmente avvezzo alla musicalità del sassofonista (anche se personalmente ritengo invece i cinque brani in scaletta ideali per chi vuole avvicinarsi morbidamente alle dinamiche di Rollins), ma è di sicuro un album essenziale se visto nel complesso della sua intera discografia.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Rollins, tranne dove indicato diversamente.

  1. Decision – 8:03
  2. Bluesnote – 7:01
  3. How Are Things in Glocca Morra? (B. Lane, E.Y. “Yip” Harburg) – 6:20
  4. Plain Jane – 10:00
  5. Sonnysphere – 9:36

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Donald Byrd – Tromba
  • Wynton Kelly – Piano
  • Gene Ramey – Contrabbasso
  • Max Roach – Batteria

Art Blakey & the Jazz Messengers | The Jazz Messengers

the jazz messengers

The Jazz Messengers è un album registrato nella doppia sessione del 6 aprile e del 4 maggio del 1956 e pubblicato nello stesso anno dalla Columbia Records.
E’ noto soprattutto per essere l’ultimo disco che presenta la prima storica formazione del gruppo, composta da Art Blakey alla batteria, Horace Silver al piano, Hank Mobley al sax tenore, Donald Byrd all tromba e Doug Watkins al contrabbasso.

La cosa notevole di quest’album sta nel fatto che molti di questi pezzi sono poi diventati dei veri classici hard bop, ripresi successivamente da numerosi artisti e band in tutto il mondo. Nica’s Dream è di certo il più noto, un brano tipicamente calypso e dalla melodia orecchiabile tra i grandi preferiti di Blakey. The End of a Love Affair è invece arricchito da cambi di ritmo e dal suono distintivo della grande coppia di fiati composta da Mobley e Byrd. Scandito da ritmi latini, Ecaroh (“Horace” scritto al contrario) è un brano di una meravigliosa semplicità che mette sotto la luce dei riflettori il piano di Silver (che ne firma appunto anche la composizione) e la batteria di Blakey.
Infra Rae e Hank’s Symphony sono invece dei classici hard bop entrambi composti da Mobley, che come compositore ha l’onore di aprire e chiudere il disco (sua anche Carol’s Interlude). Hank’s Symphony, in particolare, è un pezzo innovativo in quanto parte con una introduzione di ispirazione asiatica per assestarsi poi su ritmi afro-cubani (sfruttando un Blakey mai così ispirato)
.

jazz messengers

Tra il cast all’opera spiccano di sicuro due musicisti che da questo disco abbandonarono il gruppo per i propri progetti personali: un Byrd in piena ascesa in quel periodo che volle dedicarsi appunto alla carriera da solista (lasciando il suo posto nei Messengers a Bill Hardman) e Silver all’inizio della sua meravigliosa fase esplorativa che lo avrebbe portato, nel giro di qualche anno, a registrare alcuni degli album più interessanti della sua carriera come Finger Poppin’ o 6 Pieces of Silver (mentre nei Messangers al suo posto subentrò Sam Dockery).

Un disco essenziale e una prova senza tempo per una delle prime sessioni ufficiali dei Jazz Messengers che, secondo il sito AllMusic, già allora potevano essere tranquillamente etichettati come l’ottava meraviglia del mondo.

Tracklist:
This is the track listing for the current Columbia CD release. Tracks 1−7 are from the original LP and in the same order. The adjacent tracks 8−10 and 12 were first released on Originally (Columbia CL 897, 1956). Track 11 was previously unreleased.

  1. Infra-Rae (H. Mobley) – 6:57
  2. Nica’s Dream (H. Silver) – 11:51
  3. It’s You or No One (S. Cahn, J. Styne) – 5:36
  4. Ecaroh (H. Silver) – 6:02
  5. Carol’s Interlude (H. Mobley) – 5:36
  6. The End of a Love Affair (E.C. Redding) – 6:43
  7. Hank’s Symphony (H. Mobley) – 4:37
    Bonus tracks nella versione in CD:
  8. Weird-O (H. Mobley) – 7:06
  9. Ill Wind (H. Arlen, T. Koehler) – 2:52
  10. Late Show (H. Mobley) – 7:09
  11. Deciphering the Message (H. Mobley) – 6:29
  12. Carol’s Interlude [Alternate Take] (H. Mobley) – 6:13

Musicisti:

  • Art Blakey – Batteria
  • Horace Silver – Piano
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Donald Byrd – Tromba
  • Doug Watkins – Contrabbasso

Herbie Hancock | My Point of View

my point of view

My Point of View è il secondo album da bandleader del pianista Herbie Hancock. Registrato il 19 marzo 1963, e pubblicato dalla Blue Note nello stesso anno, in questo disco Hancock cambia registro e sidemen, ampliando in alcuni casi la band oltre il classico quintetto hard bop.

In particolare Tony Williams, allora appena 17enne, sostituisce Billy Higgins alla batteria (e un paio di mesi dopo si sarebbe riunito con il pianista nel quintetto di Miles Davis per incidere metà dei brani dell’album Seven Steps to Heaven). Donald Byrd sostituisce Freddie Hubbard alla tromba (che lavorò al disco d’esordio del 1961 di Hancock, Takin’ Off) e il sassofonista e compositore Hank Mobley prende il posto di Dexter Gordon. Infine Hancock arricchisce ulteriormente la band ingaggiando anche il trombone di Grachan Monchur III, il contrabbasso di Chuck Israels e la chitarra di Grant Green (quest’ultimo solo sui due brani che aprono e chiudono il disco).

L’hard bop rimane fondamentale per la musica di Hancock, ma il pianista esplora i propri limiti con cinque composizioni originali (su cinque pezzi in scaletta), trovando un lato sentimentale (con il brano Blind Man, Blind Man) e strade sonore particolarmente avventurose (come in King Cobra)The Pleasure is Mine è una ballata tanto semplice quanto meravigliosa, mentre A Tribute to Someone esplora un territorio più impegnativo e lirico. Chiude l’album And What If I Don’t che trova una band immersa in un ambiente disteso che percorre un solco blues che dà la possibilità di sperimentare anche in assolo.

herbie hancock

Secondo la critica specializzata, My Point of View è la dimostrazione ufficiale che l’imponente disco di debutto di Hancock non fu solo un colpo di fortuna. Questo è un album più rilassato, ma stupefacente per tutti i motivi sopra esposti.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Hancock, tranne dove indicato diversamente.

  1. Blind Man, Blind Man – 8:19
  2. A Tribute to Someone – 8:45
  3. King Cobra – 6:55
  4. The Pleasure is Mine – 4:03
  5. And What If I Don’t – 6:35
    Bonus track nella versione in CD:
  6. Blind Man, Blind Man [Alternate Take] – 8:21

Musicisti:

  • Herbie Hancock – Piano
  • Donald Byrd – Tromba
  • Grachan Moncur III – Trombone
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Grant Green – Chitarra (solo tracce 1 e 5)
  • Chuck Israels – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

Jackie McLean | Jackie’s Bag

jackie's bag

Jackie’s Bag è un album di Jackie McLean pubblicato dalla Blue Note Records nel luglio del 1961. Il disco raccoglie due sessioni registrate il 18 gennaio 1959 e l’1 settembre 1960. Quella del ’59 (che diede vita ai primi tre brani) celebra anche la prima sessione che McLean abbia mai realizzato per la Blue Note, mentre la seconda, realizzata in sestetto, è caratterizzata dalla presenza come co-leader del sassofonista Tina Brooks (anche se non appare accreditato come tale sui credits del disco).

Visto il periodo di transizione della prima parte e il forte gusto musicale di Brooks che contraddistingue la seconda, in Jackie’s Bag ritroviamo un McLean in convinta modalità hard bop e autore di brillanti performance. Il disco è costellato anche di sapori esotici come in Appointment in Ghana o nella Isle of Java di Brooks. Tra le bonus tracks aggiunte nella versione in CD sono da sottolineare invece Medina, dal tema indimenticabile ma particolarmente complesso, e Street Singer (in entrambi i casi si tratta ancora di composizioni originali di Brooks, a sottolineare di nuovo quanto sia ingiusto non vederlo accreditato allo stesso livello di McLean). Nonostante i contributi cruciali dei trombettisti Blue Mitchell e Donald Byrd e dei batteristi Art Taylor e Philly Jo Jones, il vero punto focale di queste performance rimane la stessa interazione complementare tra McLean e Brooks. Chiudono la lista dei sideman il contrabbassista Paul Chambers (unico, oltre a McLean, a suonare su tutti i brani) e i pianisti Sonny Clark e Kenny Drew.

mclean brooks

Tracklist:
Tutti i brani sono di McLean, tranne dove indicato diversamente. I brani dall’1 al 3 sono stati registrati il 18 gennaio 1959, dal 4 al 9, l’1 settembre 1960.

  1. Quadrangle – 4:42
  2. Blues Inn – 9:05
  3. Fidel – 7:08
  4. Appointment in Ghana – 6:57
  5. A Ballad for Doll – 3:16
  6. Isle of Java (T. Brooks) – 7:27
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Street Singer (T. Brooks) – 10:15
  8. Melonae’s Dance – 6:46
  9. Medina (T. Brooks) – 6:00

Musicisti:

  • Jackie McLean – Sax alto
  • Tina Brooks – Sax tenore (tracce 4-9)
  • Donald Byrd – Tromba (tracce 1-3)
  • Blue Mitchell – Tromba (tracce 4-9)
  • Sonny Clark – Piano (tracce 2-3)
  • Kenny Drew – Piano (tracce 4-9)
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria (tracce 1-3)
  • Art Taylor – Batteria (tracce 4-9)

Sonny Clark | Sonny’s Crib

sonnys crib

Sonny’s Crib è un album del pianista jazz Sonny Clark registrato il 9 ottobre del 1957 e pubblicato due anni più tardi, nel ’59, dalla Blue Note. Questo disco è un classico del bebop (realizzato un anno prima del capolavoro del pianista, Cool Struttin’) che mette in scena uno splendido sestetto di giganti che oltre allo stesso Clark al piano, vede anche John Coltrane al sax tenore, Donald Byrd alla tromba, Curtis Fuller al trombone, Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

Sonny’s Crib conta cinque brani in tutto, tra cui due composizioni originali di Clark e una serie di impressionanti riletture di brani classici come quello d’apertura, With a Song in My Heart (con uno degli assolo più particolari di Byrd) e la Speak Low di Kurt Weill. Da segnalare il brano News for Lulu, letteralmente adottato poi, più di trant’anni dopo, dal sassofonista John Zorn come tema principale di un suo celebre album.

sonny clark

In Sonny’s Crib, Chambers e Taylor alzano di continuo la ritmica mentre Clark compone lunghi accordi sullo sfondo. E se Coltrane, ancora una volta, dimostra di sapersi destreggiare con il bepop meglio di chiunque altro, è il modo di suonare di Byrd a risultare in particolare stupefacente nella sua complessità. In definitiva, Sonny’s Crib è una sessione fenomenale che ha contribuito non poco ad aprire le porte all’hard bop alla fine degli anni ’50, anche e soprattutto per via delle spettacolari e fantasiose performance dei musicisti all’opera.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Clark, tranne dove indicato diversamente.

  1. With a Song in My Heart (R. Rodgers, L. Hart) – 7:54
  2. Speak Low (K. Weill) – 6:50
  3. Come Rain or Come Shine (H. Arlen) – 7:29
  4. Sonny’s Crib – 13:31
  5. News for Lulu – 8:34
    Bonus tracks nella versione in CD:
  6. With a Song in My Heart [Alternate Take] (R. Rodgers) – 8:47
  7. Speak Low [Alternate Take] (K. Weill) – 6:57
  8. Sonny’s Crib [Alternate Take] – 9:56

Musicisti:

  • Sonny Clark – Piano
  • Donald Byrd – Tromba
  • Curtis Fuller – Trombone
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Donald Byrd | Royal Flush

royal flush

Royal Flush è un album del trombettista americano Donald Byrd registrato nel 1961 e pubblicato nello stesso anno dalla Blue Note Records. Il disco è realizzato in collaborazione con il sassofonista Pepper Adams e il quintetto all’opera vede anche Herbie Hancock al piano, Butch Warren al contrabbasso e Billy Higgins alla batteria. Royal Flush è noto anche perché raccoglie la prima sessione di registrazione di Hancock per la Blue Note.

All’inizio degli anni ’60, Donald Byrd era all’apice della sua carriera come band leader e alle spalle contava numerose sessioni straordinariamente solide per la Blue Note molto apprezzate da pubblico e critica. Royal Flush non fa eccezione. Qui Byrd si ritrovò ancora una volta a lavorare con il sax baritono di Pepper Adams e trovò un validissimo e giovane sideman al piano chiamato Herbie Hancock. I brani in scaletta (quattro su sei sono composizioni originali di Byrd) raccolgono un hard bop vitale, ma anche un blues oscillante, Hush, e uno standard pop, I’m a Fool to Want You. Il gioco, però, si fa davvero interessante quando Byrd e la sua band cominciano a spingersi oltre i confini del bop, in particolare in tre dei brani originali del trombettista, Jorgie’s, Shangri-La6M’sarmonicamente complessi e dai ritmi divergenti. Tutti e tre i brani riscossero un certo successo, ma Shangri-La, in particolare, è rimasto uno dei pezzi più celebri di Byrd. Da sottolineare anche l’aggraziata Requiem, scritta invece da Hancock, che richiama l’attenzione su linee melodiche e ritmi fluidi.

donald byrd & herbie hancock

Durante tutta la sessione, Byrd e Adams suonano in modo impressionante, come già facevano da tempo, alternando una coralità incisiva ad assoli eleganti e puliti.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Byrd, tranne dove indicato diversamente.

  1. Hush – 6:24
  2. I’m a Fool to Want You (J. Herron, F. Sinatra, J. Wolf) – 6:15
  3. Jorgie’s – 8:07
  4. Shangri-La – 6:37
  5. 6M’s – 6:30
  6. Requiem (H. Hancock) – 7:07

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Herbie Hancock – Piano
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Billy Higgins – Batteria

Qui sotto i brani Hush e Shangri-La, mentre qui puoi ascoltare l’intero album su Grooveshark.