Jackie McLean | Jackie’s Bag

jackie's bag

Jackie’s Bag è un album di Jackie McLean pubblicato dalla Blue Note Records nel luglio del 1961. Il disco raccoglie due sessioni registrate il 18 gennaio 1959 e l’1 settembre 1960. Quella del ’59 (che diede vita ai primi tre brani) celebra anche la prima sessione che McLean abbia mai realizzato per la Blue Note, mentre la seconda, realizzata in sestetto, è caratterizzata dalla presenza come co-leader del sassofonista Tina Brooks (anche se non appare accreditato come tale sui credits del disco).

Visto il periodo di transizione della prima parte e il forte gusto musicale di Brooks che contraddistingue la seconda, in Jackie’s Bag ritroviamo un McLean in convinta modalità hard bop e autore di brillanti performance. Il disco è costellato anche di sapori esotici come in Appointment in Ghana o nella Isle of Java di Brooks. Tra le bonus tracks aggiunte nella versione in CD sono da sottolineare invece Medina, dal tema indimenticabile ma particolarmente complesso, e Street Singer (in entrambi i casi si tratta ancora di composizioni originali di Brooks, a sottolineare di nuovo quanto sia ingiusto non vederlo accreditato allo stesso livello di McLean). Nonostante i contributi cruciali dei trombettisti Blue Mitchell e Donald Byrd e dei batteristi Art Taylor e Philly Jo Jones, il vero punto focale di queste performance rimane la stessa interazione complementare tra McLean e Brooks. Chiudono la lista dei sideman il contrabbassista Paul Chambers (unico, oltre a McLean, a suonare su tutti i brani) e i pianisti Sonny Clark e Kenny Drew.

mclean brooks

Tracklist:
Tutti i brani sono di McLean, tranne dove indicato diversamente. I brani dall’1 al 3 sono stati registrati il 18 gennaio 1959, dal 4 al 9, l’1 settembre 1960.

  1. Quadrangle – 4:42
  2. Blues Inn – 9:05
  3. Fidel – 7:08
  4. Appointment in Ghana – 6:57
  5. A Ballad for Doll – 3:16
  6. Isle of Java (T. Brooks) – 7:27
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Street Singer (T. Brooks) – 10:15
  8. Melonae’s Dance – 6:46
  9. Medina (T. Brooks) – 6:00

Musicisti:

  • Jackie McLean – Sax alto
  • Tina Brooks – Sax tenore (tracce 4-9)
  • Donald Byrd – Tromba (tracce 1-3)
  • Blue Mitchell – Tromba (tracce 4-9)
  • Sonny Clark – Piano (tracce 2-3)
  • Kenny Drew – Piano (tracce 4-9)
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria (tracce 1-3)
  • Art Taylor – Batteria (tracce 4-9)

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Sonny Clark | Sonny’s Crib

sonnys crib

Sonny’s Crib è un album del pianista jazz Sonny Clark registrato il 9 ottobre del 1957 e pubblicato due anni più tardi, nel ’59, dalla Blue Note. Questo disco è un classico del bebop (realizzato un anno prima del capolavoro del pianista, Cool Struttin’) che mette in scena uno splendido sestetto di giganti che oltre allo stesso Clark al piano, vede anche John Coltrane al sax tenore, Donald Byrd alla tromba, Curtis Fuller al trombone, Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

Sonny’s Crib conta cinque brani in tutto, tra cui due composizioni originali di Clark e una serie di impressionanti riletture di brani classici come quello d’apertura, With a Song in My Heart (con uno degli assolo più particolari di Byrd) e la Speak Low di Kurt Weill. Da segnalare il brano News for Lulu, letteralmente adottato poi, più di trant’anni dopo, dal sassofonista John Zorn come tema principale di un suo celebre album.

sonny clark

In Sonny’s Crib, Chambers e Taylor alzano di continuo la ritmica mentre Clark compone lunghi accordi sullo sfondo. E se Coltrane, ancora una volta, dimostra di sapersi destreggiare con il bepop meglio di chiunque altro, è il modo di suonare di Byrd a risultare in particolare stupefacente nella sua complessità. In definitiva, Sonny’s Crib è una sessione fenomenale che ha contribuito non poco ad aprire le porte all’hard bop alla fine degli anni ’50, anche e soprattutto per via delle spettacolari e fantasiose performance dei musicisti all’opera.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Clark, tranne dove indicato diversamente.

  1. With a Song in My Heart (R. Rodgers, L. Hart) – 7:54
  2. Speak Low (K. Weill) – 6:50
  3. Come Rain or Come Shine (H. Arlen) – 7:29
  4. Sonny’s Crib – 13:31
  5. News for Lulu – 8:34
    Bonus tracks nella versione in CD:
  6. With a Song in My Heart [Alternate Take] (R. Rodgers) – 8:47
  7. Speak Low [Alternate Take] (K. Weill) – 6:57
  8. Sonny’s Crib [Alternate Take] – 9:56

Musicisti:

  • Sonny Clark – Piano
  • Donald Byrd – Tromba
  • Curtis Fuller – Trombone
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Donald Byrd | Royal Flush

royal flush

Royal Flush è un album del trombettista americano Donald Byrd registrato nel 1961 e pubblicato nello stesso anno dalla Blue Note Records. Il disco è realizzato in collaborazione con il sassofonista Pepper Adams e il quintetto all’opera vede anche Herbie Hancock al piano, Butch Warren al contrabbasso e Billy Higgins alla batteria. Royal Flush è noto anche perché raccoglie la prima sessione di registrazione di Hancock per la Blue Note.

All’inizio degli anni ’60, Donald Byrd era all’apice della sua carriera come band leader e alle spalle contava numerose sessioni straordinariamente solide per la Blue Note molto apprezzate da pubblico e critica. Royal Flush non fa eccezione. Qui Byrd si ritrovò ancora una volta a lavorare con il sax baritono di Pepper Adams e trovò un validissimo e giovane sideman al piano chiamato Herbie Hancock. I brani in scaletta (quattro su sei sono composizioni originali di Byrd) raccolgono un hard bop vitale, ma anche un blues oscillante, Hush, e uno standard pop, I’m a Fool to Want You. Il gioco, però, si fa davvero interessante quando Byrd e la sua band cominciano a spingersi oltre i confini del bop, in particolare in tre dei brani originali del trombettista, Jorgie’s, Shangri-La6M’sarmonicamente complessi e dai ritmi divergenti. Tutti e tre i brani riscossero un certo successo, ma Shangri-La, in particolare, è rimasto uno dei pezzi più celebri di Byrd. Da sottolineare anche l’aggraziata Requiem, scritta invece da Hancock, che richiama l’attenzione su linee melodiche e ritmi fluidi.

donald byrd & herbie hancock

Durante tutta la sessione, Byrd e Adams suonano in modo impressionante, come già facevano da tempo, alternando una coralità incisiva ad assoli eleganti e puliti.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Byrd, tranne dove indicato diversamente.

  1. Hush – 6:24
  2. I’m a Fool to Want You (J. Herron, F. Sinatra, J. Wolf) – 6:15
  3. Jorgie’s – 8:07
  4. Shangri-La – 6:37
  5. 6M’s – 6:30
  6. Requiem (H. Hancock) – 7:07

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Herbie Hancock – Piano
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Billy Higgins – Batteria

Qui sotto i brani Hush e Shangri-La, mentre qui puoi ascoltare l’intero album su Grooveshark.

Kenny Burrell | All Night Long

all night long

All Night Long è un album del chitarrista jazz Kenny Burrell registrato il 28 dicembre del 1956 e pubblicato dalla Prestige. Oltre a raccogliere due tra le migliori sessioni dell’intera carriera musicale di Burrell, questo disco è noto anche per una giovane e prestigiosa squadra all-star composta da Donald Byrd alla trombaHank Mobley al sax tenore, Jerome Richardson al secondo sax tenore e al flauto, Mal Waldron al piano, Doug Watkins al contrabbasso Art Taylor alla batteria.

Oltre alla stupenda title track, All Night Long, composta dallo stesso chitarrista, sono presenti in scaletta altri tre originali firmati dai membri della band: Boo-Lu e Li’l Hankie di Mobley e Flickers di Waldron. Jam session di questo tipo sono da tenere in considerazione anche solo per via dello spazio individuale destinato ai vari membri e ai loro assolo. Ma i musicisti all’opera non sono noti per caso e anche le loro interazioni risultano meravigliose e ispirare, tanto da rendere questo All Night Long uno degli album di Burrell più consigliati dalla critica di settore.

Da sottolineare inoltre che rispetto all’album originale, la versione in CD è stata arricchita con un bellissimo medley (registrato durante la stessa sessione) che dallo standard Body and Soul defluisce sulla Tune Up di Miles Davis.

kenny burrell

Tracklist:

  1. All Night Long (K. Burrell) – 17:10
  2. Boo-Lu (H. Mobley)- 6:44
  3. Flickers (M. Waldron) – 6:10
  4. Li’l Hankie (H. Mobley) – 8:20
    Bonus tracks nella versione in CD:
  5. Body and Soul (F. Eyton, J. Green, E. Heyman, R. Sour) – 10:20
  6. Tune Up (M. Davis) – 5:36

Musicisti:

  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Donald Byrd – Tromba
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Jerome Richardson – Sax tenore, Flauto
  • Mal Waldron – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Dizzy Reece | Blues in Trinity

blues in trinity

Blues in Trinity è il terzo album del trombettista jazz di origini giamaicane Dizzy Reece. Registrato e pubblicato nel 1958, questo disco segna anche il sodalizio con la Blue Note con la quale Reece avrebbe pubblicato anche i successivi tre album.

Reece sceglie qui di non correre troppi rischi da un punto di vista stilistico e preferisce rimanere entro i confini hard bop. Tuttavia, il suono forte e audace della sua tromba brucia semplicemente con passione. L’alta qualità di questo disco è riconosciuta anche per via delle impressionanti circostanze legate alla sessione di registrazione. Reece, infatti, che in quel periodo suonava di base a Parigi, assemblò un sestetto di musicisti che per caso, in quello stesso periodo, erano in vacanza proprio nella capitale francese: i britannici Tubby Hayes al sax tenore e Terry Shannon al piano, le stelle americane Donald Byrd alla tromba e Art Taylor alla batteria e il contrabbassista canadese Lloyd Thompson (l’unico a non essere in vacanza ma in tour con il sassofonista Zoot Sims). Nonostante sia stato quindi riunito per caso, il cast brilla incredibilmente di luce propria interagendo come se i vari membri suonassero insieme da sempre.

dizzy reece

Il critico di AllMusic, Stephen Thomas Erlewine, scrive:

In tutto questo, Reece riesce a rubare la scena con il suo timbro robusto e anche per questo Blues in Trinity si erge ben al di sopra del livello standard hard bop dell’epoca, rivelandosi qualcosa di speciale.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Reece, tranne dove indicato diversamente.

  1. Blues in Trinity – 6:45
  2. I Had the Craziest Dream (Gordon, Warren) – 3:04
  3. Close-Up – 10:38
  4. Shepherd’s Serenade – 6:36
  5. Color Blind – 6:02
  6. ‘Round About Midnight (Monk) – 4:46
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Eboo – 4:02
  8. Just a Penny – 5:28

Musicisti:

  • Dizzy Reece – Tromba (tracce 1-5, 7, 8)
  • Donald Byrd – Tromba (tracce 3, 5, 7, 8)
  • Tubby Hayes – Sex tenore (tracce 1, 3-8)
  • Terry Shannon – Piano
  • Lloyd Thompson – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Lou Donaldson | Lou Takes Off

lou takes off

Lou Takes Off è un album del sassofonista Lou Donaldson registrato il 15 dicembre del 1957 e pubblicato dalla Blue Note Records l’anno successivo, nel ’58. Il disco raccoglie le performance del sestetto di Donaldson composto anche da Donald Byrd alla tromba, Curtis Fuller al trombone, Sonny Clark al piano, George Joyner al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

Sebbene venga considerato uno dei “Bird’s Children”, cioè fortemente influenzato da Charlie Parker (e all’epoca non erano pochi, soprattutto tra i contraltisti, i cossiddetti “figli” di Bird), Lou Donaldson qui sembra assorbire e sintetizzare altre influenze pre Parker (Johnny Hodges e Benny Carter su tutti). Questa sessione segna un periodo particolare della sua carriera musicale che di lì a poco sarebbe stata testimone di un cambiamento stilistico che dal bop passò ad un rhythm & blues dall’enfasi più marcata. Nei brani si corre lungo le strade di un bebop purissimo e di un blues piuttosto caratteristico del periodo hard bop. Ottima rivisitazione, e non a caso, la Parkeriana Dewey Square, i tempi serrati dell’originale di Donaldson Sputnik e la giocosa e brillante interazione dei fiati nella Groovin’ High di Gillespie.

Nel complesso, secondo la critica di settore, Lou Takes Off è un disco solido con un grado di oscillazione notevole e un alto, squisito livello sonoro.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Donaldson, tranne dove indicato diversamente.

  1. Sputnik – 10:05
  2. Dewey Square (C. Parker) – 7:16
  3. Strollin’ In – 14:34
  4. Groovin’ High (D. Gillespie) – 6:22

Musicisti:

  • Lou Donaldson – Sax alto
  • Donald Byrd – Tromba
  • Curtis Fuller – Trombone
  • Sonny Clark – Piano
  • George Joyner – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Gene Ammons | Jammin’ with Gene

jammin' with gene

Jammin’ with Gene è un album del sassofonista Gene Ammons registrato il 13 giugno del 1956 e pubblicato dalla Prestige Records. A metà degli anni ’50, Ammons ha condotto una serie di ottime jam sessions per la Prestige avvalendosi di un cast stellare. Questo disco raccoglie e mette in scaletta solo tre brani: la tracktitle Jammin’ with Gene (un blues originale composto da Ammons), il brano We’ll Be Together Again (che qui evolve da caratteristica ballata a performance di gruppo) e Not Really the Blues della durata di ben 16 minuti. Anche qui, come altrove, Ammons è circondato da alcuni dei migliori e più accreditati musicisti dell’epoca: Art Farmer e Donald Byrd alla tromba, l’amico Jackie McLean al sax alto, Mal Waldron al piano, Doug Watkins al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

Jammin’ with Gene è un’eccellente e spontanea sessione che nonostante affondi le radici in un hard bop purissimo, è già in grado di sfiorare con disinvoltura ed eleganza temi e tempi di un soul-jazz in piena fioritura.

Tracklist:

  1. Jammin’ With Gene (G. Ammons) – 14:15
  2. We’ll Be Together Again (C. T. Fischer, F. Laine) – 10:00
  3. Not Really the Blues (J. Mandel) – 16:06

Musicisti:

  • Gene Ammons – Sax tenore
  • Donald Byrd – Tromba
  • Art Farmer – Tromba
  • Jackie McLean – Sax alto
  • Mal Waldron – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Qui sotto la tracktitle che apre il disco, mentre qui è disponibile all’ascolto l’album completo su Grooveshark.