Duke Pearson | “Wahoo!”

Di ritorno alla Blue Note dopo cinque anni di assenza (l’etichetta aveva distribuito i suoi primi due album nel 1959), il pianista e arrangiatore Duke Pearson registra in un’unica sessione, risalente al 21 novembre del 1964, l’album Wahoo!.
E lo fa mettendo insieme un sestetto di tutto rispetto, composto anche da Donald Byrd alla tromba, James Spaulding al sax alto e al flauto, Joe Henderson al sax tenore, Bob Cranshaw al contrabbasso e Mickey Roker alla batteria.

Il disco, considerato dalla critica come uno dei più “avventurosi” e creativi del pianista, vede Pearson uscire dall’influenza iniziale di Bud Powell per rivelare finalmente nuovi ed originali spunti sulla sua tecnica.
Il disco prevede una scaletta da sei pezzi dove tutte le composizioni sono originali firmati da Pearson eccetto Fly Little Bird Fly, brano che chiude l’album composto invece da Byrd. Per lo più si tratta di melodie imprevedibili che esaltano appunto le grandi doti da arrangiatore del bandleader: dai temi sottili ed esplorativi di Wahoo ed ESP fino agli agili e impegnativi accordi di Amanda, Bedouin o della bellissima Farewell Machelle (unica ad essere eseguita in trio con la sola sezione ritmica), tutte hanno la peculiarità di rivelare nuovi dettagli ad ogni nuovo ascolto.

La passione per la composizione di Pearson e l’impressionante tecnica dei tre grandi protagonisti ai fiati, Henderson, Byrd e Spaulding, rendono quest’album una delle sessioni hard bop più raffinate e coraggiose pubblicate dalla Blue Note a metà anni ’60. Un’autentica sorpresa per chi conosce poco il pianista, da ascoltare e riascoltare più volte.

TRACKLIST:
Tutte le composizioni sono di Pearson, tranne dove indicato diversamente.

  1. Amanda – 9:26
  2. Bedouin – 9:30
  3. Farewell Machelle – 2:48
  4. Wahoo – 7:19
  5. ESP (Extrasensory Perception) – 7:50
  6. Fly Little Bird Fly (D. Byrd) – 6:11

MUSICISTI:

  • Duke Pearson – Piano
  • Donald Byrd – Tromba (eccetto traccia #3)
  • James Spaulding – Sax alto, Flauto (eccetto traccia #3)
  • Joe Henderson – Sax tenore (eccetto traccia #3)
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Mickey Roker – Batteria

 

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Bobby Hutcherson | The Kicker

the kicker

The Kicker è un album che il vibrafonista americano Bobby Hutcherson registrò nella sessione del 29 dicembre del 1963, ma che la Blue Note pubblicò in edizione limitata solo trentasei anni dopo, alla fine del 1999.

Si può dire che questo disco, registrato in un periodo nel quale erano molto frequenti le collaborazioni tra Hutcherson e la Blue Note, è quasi diviso in due parti distinte.
Nella prima metà (lato A), il vibrafonista mette insieme tre brani autenticamente hard bop suonando in quintetto con Joe Henderson al sax tenore, Duke Pearson al piano, Bob Cranshaw al contrabbasso e Al Harewood alla batteria. Questa metà comincia con lo standard If Ever I Would Leave You che classicamente dovrebbe suonare come una ballata lenta, mentre Hutcherson e soci la trasformano qui in un energetico brano introduttivo di ben dieci minuti, e prosegue con Mirrors (composta originariamente dal batterista Joe Chambers che la registrò per la prima volta nel 1956) e For Duke P., un frizzante originale composto dallo stesso Hutcherson.

Nella seconda metà (lato B), al quintetto si aggiunge il chitarrista Grant Green che si ritaglia una fetta importante della scena, donando a tutti e tre i brani un’importante e solida base blueseggiante. Si parte con la primissima registrazione accreditata della bella The Kicker scritta da Joe Henderson, che divenne nota ben prima di questo rilascio perché inserita nella scaletta da Horace Silver nel suo album di grande successo Song for My Father del 1965. Si prosegue poi con un altro originale di Henderson, Step Lightly, della durata di ben quattordici minuti, e si chiude con la Bedouin del pianista Duke Pearson (e che Green si porterà dietro fino al 1979, inserendola nel suo album Matador).

bobby hutcherson

Pubblicato in edizione limitata all’interno della Blue Note Connoisseur Series, The Kicker risulta in verità un album dai toni pacati e piacevoli, ma in ogni caso tra i più interessanti di Hutcherson della prima metà degli anni ’60.

Tracklist:

  1. If Ever I Would Leave You (A. J. Lerner, F. Loewe) – 10:33
  2. Mirrors (J. Chambers) – 6:52
  3. For Duke P. (B. Hutcherson) – 7:54
  4. The Kicker (J. Henderson) – 6:07
  5. Step Lightly (J. Henderson) – 14:18
  6. Bedouin (D. Pearson) – 8:11

Musicisti:

  • Bobby Hutcherson – Vibrafono
  • Joe Henderson – Sax tenore
  • Duke Pearson – Piano
  • Grant Green – Chitarra (tracce 4-6)
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Al Harewood – Batteria

Donald Byrd | The Cat Walk

the cat walk

Nella sessione del 2 maggio del 1961, il trombettista americano Donald Byrd registrò sei pezzi (tutti tra i sei e i sette minuti di durata) che la Blue Note raccolse e pubblicò l’anno successivo, nel 1962, con l’album The Cat Walk.
Per farlo, Byrd si affidò ad un quintetto in parte già ampiamente rodato, con Pepper Adams al sax baritono (con cui aveva già lavorato in diverse registrazioni tra il ’58 e il ’61), Duke Pearson al piano (altro collaboratore di lunga data), Laymon Jackson al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria.

Il disco, unanimamente riconosciuto come uno tra i migliori di Byrd di quel periodo, è arricchito prima di tutto dalla scrittura dinamica di Pearson che contribuisce qui con ben quattro composizioni: Say You’re Mine, il bellissimo pezzo che apre il disco, Duke’s Mixture (costellato da duetti esemplari di Byrd e Adams), Hello Bright Sunflower (che prende in prestito la struttura melodica dall’apertura della Lullaby of Broadway di Doris Day) e Each Time I Think of You, un ottimo swing composto in collaborazione con Byrd. Restano la title track firmata dallo stesso Byrd che cerca, come da titolo, di “catturare l’andatura a spirale e tesa, ma in qualche modo ancora rilassata e sicura di un gatto” e infine il brano Cute, standard del trombettista Neal Hefti, valorizzato da una brillante performance solista di Jones alla batteria.

Il modo di suonare del Byrd di inizio anni ’60 tipicamente elegante e lirico e il contrappeso perfetto del sax baritono di Adams (che forse avrebbe meritato la cointestazione dell’album in copertina) rendono Cat Walk uno dei dischi essenziali di Byrd.

donald byrd

Tracklist:

  1. Say You’re Mine (D. Pearson) – 7:21
  2. Duke’s Mixture (D. Pearson) – 7:05
  3. Each Time I Think of You (D. Byrd, D. Pearson) – 5:39
  4. The Cat Walk (D. Byrd) – 6:46
  5. Cute (N. Hefti) – 6:21
  6. Hello Bright Sunflower (D. Pearson) – 7:29

Musicisti:

  • Donald Byrd – Tromba
  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Duke Pearson – Piano
  • Laymon Jackson – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria

Thad Jones / Pepper Adams Quintet | Mean What You Say

mean what you say

Mean What You Say è un album registrato nella doppia sessione del 26 aprile e del 9 maggio del 1966 e pubblicato nello stesso anno dalla Milestone Records. Il disco vede la collaborazione tra il sassofonista Pepper Adams e il trombettista Thad Jones su un set di brani di impronta classica, dove lo stesso Jones conduce, suona (in una delle sue rare performance solo ed esclusivamente su flicorno) e scrive di proprio pugno quattro delle otto composizioni totali in scaletta. A chiudere il quintetto all’opera su questo disco, un ensemble hard bop di alta qualità, troviamo anche il pianista Duke Pearson, il contrabbassista Ron Carter e il batterista Mel Lewis. Il resto dei pezzi comprende un originale di Carter, uno di Pearson e i due standard Wives and Lovers (firmato da Burt Bacharach) e Yes, Sir, That’s My Baby.

L’accoppiata Jones e Adams forma qui una squadra potente e dinamica che avrebbe di certo meritato un’attenzione maggiore. Purtroppo di lì a poco Jones sarebbe stato assorbito quasi completamente da altri progetti (su tutti la Thad Jones/Mel Lewis Orchestra) che purtroppo non permisero a questo quintetto di avere una vita più lunga.

jones adams

Tracklist:

  1. Mean What You Say (T. Jones) – 4:33
  2. H And T Blues (T. Jones) – 7:37
  3. Wives and Lovers (B. Bucharach) – 4:50
  4. Bossa Nova Ova (T. Jones) – 3:17
  5. No Refill (T. Jones) – 4:34
  6. Little Waltz (R. Carter) – 6:25
  7. Chant (D. Pearson) – 5:12
  8. Yes, Sir, That’s My Baby (G. Kahn, W. Donaldson) – 4:07

Musicisti:

  • Pepper Adams – Sax baritono
  • Thad Jones – Flicorno
  • Duke Pearson – Piano
  • Ron Carter – Contrabbasso
  • Mel Lewis – Batteria

Grant Green | Idle Moments

Grant Green nasce nel 1935 a St. Louise, nel Missouri. Chitarrista e compositore jazz di indiscussa fama, in vita lavorerà quasi esclusivamente per la Blue Note Records, come leader solista e come sideman (collaborando con musicisti come Hank Mobley, Bobby Hutcherson, Lee Morgan, Art Blakey ed Herbie Hancock), realizzando più di una trentina di dischi.

Questo Idle Moments (Blue Note, 1964) è conosciuto soprattutto per il brano che dà il titolo all’intero album, un blues lento di 15 minuti, e per i prestigiosi contributi di Joe Henderson al sassofono tenore e di Bobby Hutcherson al vibrafono.

Tracklist:

  1. Idle Moments (Pearson) – 14:56
  2. Jean De Fleur (Green) – 6:49
  3. Django (Lewis) – 8:44
  4. Nomad (Pearson) – 12:16

Musicisti:

  • Grant Green – Chitarra
  • Joe Henderson – Sassofono tenore
  • Duke Pearson – Piano
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Al Harewood – Batteria