Steve Lacy | Soprano Sax

soprano sax

Soprano Sax (noto anche con il titolo Soprano Today) è un album pubblicato dalla Prestige nel 1958 che segna il debutto da solista del sassofonista jazz Steve Lacy.
I sei brani in scaletta risalgono all’unica sessione del primo novembre del 1957, registrata in quartetto da Lacy al sax soprano, Wynton Kelly al piano, Buell Neidlinger al contrabbasso e Dennis Charles alla batteria.

Primo di tre album registrati per la Prestige, in Soprano Sax si respira una tensione controllata dove tutti i musicisti sembrano suonare con attenzione (sciolti, insomma, ma ben accorti a non eccedere) e la cosa sembra essere evidenziata anche da una scaletta composta solo da standard che esigono si diverse velocità di esecuzione, ma una interpretazione non troppo ricca, come nel caso di Alone Together e della Day Dream di Duke Ellington che aprono il disco. Con Work ascoltiamo invece il primo sentito tributo ufficiale di Lacy a Thelonious Monk (pezzo che probabilmente aprirà la pista al successivo album, autentico omaggio al pianista, registrato sempre per la Prestige e intitolato Reflections: Steve Lacy Plays Thelonious Monk). Interessante poi la reinterpretazione dai toni più allegri della Rockin’ in Rhythm che Ellington scrisse ed eseguì per la prima volta al Cotton Club nel 1931. Probabilmente è il brano in cui viene più alla luce il Lacy come musicista dixieland progressivo dei suoi inizi.
Little Girl, Your Daddy Is Calling You (che sembra scritta proprio per quest’album ma il cui compositore è sconosciuto) è un brano impreziosito da un’ottima performance di Kelly al piano, mentre infine la Easy to Love di Cole Porter è il pezzo più lungo (otto minuti e mezzo) e chiude placidamente il disco.

steve lacy

Nonostante il quartetto all’opera suoni con il freno a mano tirato in un paio di punti dell’album, Soprano Sax rappresenta a tutti gli effetti l’ottimo esordio da leader, nella lunga e prolifica carriera musicale di Lacy.

Tracklist:

  1. Day Dream (B. Strayhorn, D. Ellington) – 4:23
  2. Alone Together (H. Dietz, A. Schwartz) – 6:35
  3. Work (T. Monk) – 5:24
  4. Rockin’ in Rhythm (D. Ellington, I. Mills, H. Carney) – 4:05
  5. Little Girl, Your Daddy Is Calling You (Unknown) – 4:32
  6. Easy to Love (C. Porter) – 8:25

Musicisti:

  • Steve Lacy – Sax soprano
  • Wynton Kelly – Piano
  • Buell Neidlinger – Contrabbasso
  • Dennis Charles – Batteria

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John Coltrane | Live at Birdland

coltrane live at birdland

Live at Birdland raccoglie una delle prestazioni live più note e amate del sassofonista John Coltrane, accompagnato dai suoi sidemen di fiducia: McCoy Tyner al piano, Jimmy Garrison al contrabbasso e Elvin Jones alla batteria.

Registrato presso il celebre Birdland di New York durante la notte dell’8 ottobre del 1963, e pubblicato subito dopo dalla Impulse, l’album in realtà presenta in scaletta solo tre pezzi (su cinque in totale) registrati dal vivo: versioni brillanti di Afro Blue (standard composto dal percussionista cubano Ramón “Mongo” Santamaría nel 1959 e arrangiato da Coltrane per la prima volta qui, se non ricordo male), I Want to Talk About You (versione che rispetto a quella originale, inserita nel disco Soultrane nel 1958, presenta un lungo assolo finale dello stesso Coltrane) e The Promise. Mentre i restanti due sono incisi in studio: Your Lady (la traccia più dolce del disco) e Alabama (composto da Coltranecome tributo ai quattro bambini rimasti uccisi il 15 settembre ’63 durante un attentato razzista ad opera del Ku Klux Klan in una chiesa battista nella cittadina di Birmingham, in Alabama“).

john coltrane

Come ebbe modo di scrivere LeRoi Jones nelle note del disco, Live at Birdland è una delle più belle e sentite testimonianze dal vivo del sassofonista, dove tutto è davvero vivo, compresi i suoni e le parole delle persone che erano lì quella sera, e dove la musica di Coltrane e socivi farà pensare a un sacco di cose strane e meravigliose.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Coltrane, tranne dove indicato diversamente.

  1. Afro Blue (M. Santamaria)  – 10:50
  2. I Want to Talk About You (B. Eckstine)  – 8:11
  3. The Promise – 8:10
  4. Alabama – 5:09
  5. Your Lady – 6:39
    Bonus track nella versione in CD:
  6. Vilia – 4:36

Musicisti:

  • John Coltrane – Sax tenore, Sax soprano
  • McCoy Tyner – Piano
  • Jimmy Garrison – Contrabbasso
  • Elvin Jones – Batteria

Sam Rivers | Streams

streams

Streams è un album pubblicato dalla Impulse Records che raccoglie le performance live del sassofonista americano Sam Rivers registrate al Montreux Jazz Festival, in Svizzera, il 6 luglio del 1973. Dalle sue ultime sessioni Blue Note (che diedero vita all’album Contours del 1965), la musica di Rivers si liberò da certi schemi post-bop proprio con il suo arrivo alla Impulse all’inizio degli anni ’70.

Streams rappresenta appunto l’apice e la capacità del sassofonista di muoversi in un free jazz fatto di improvvisazioni a oltranza, un flusso di coscienza puro e continuo suddiviso in soli due brani per la durata di quasi 50 minuti. Non sono distinguibili temi preimpostati, ma solo idee libere, quindi, e la primigenia interazione tra i musicisti del trio all’opera che oltre allo stesso Rivers vede anche Cecil McBee al contrabbasso e Norman Connors alla batteria.

Rivers in particolare, qui si destreggia con padronanza tra più strumenti e passa dal sax (soprano e tenore) al flauto in modo ritmico e armonico e dà infine vita ad una sezione al piano in una performance che deve qualcosa al modo di suonare di Cecil Taylor. In tutto questo, McBee e Connors donano colore in modo efficace alle idee fiume che si sviluppano sempre sotto la guida attenta del bandleader.

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Streams è un tour de force straordinario e a tutti gli effetti testimone di uno dei momenti salienti dell’intera carriera di Rivers, elegantemente distinta da fasi stilistiche estremamente diverse.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Rivers, tranne dove indicato diversamente. Tutti i brani sono stati registrati al Montreux Jazz Festival, in Svizzera, il 6 luglio del 1973.

  1. Spoken Introduction – 1:18
  2. Tenor Saxophone Section Beginning of Flute Section – 23:12
  3. Conclusion of Flute Section Piano Section/Soprano Saxophone Section -25:14

Musicisti:

  • Sam Rivers – Sax soprano, Sax tenore, Flauto, Piano
  • Cecil McBee – Contrabbasso
  • Norman Connors – Batteria, Gong

Grachan Moncur III | Evolution

evolution

Nato dalla sessione di registrazione del 21 novembre 1963 e pubblicato dalla Blue Note l’anno successivo, nel 1964, Evolution rappresenta il debutto come bandleader del trombonista americano Grachan Moncur III.
Tra i pochissimi trombonisti compositori jazz, dall’enorme potere evocativo ma fin troppo sottovalutato dalla critica, Moncur ottenne il suo primo grande riscontro proprio pochi mesi prima di questo disco con il capolavoro di Jackie McLean, One Step Beyond, i cui musicisti furono quasi tutti riuniti per questo debutto: Jackie McLean al sax alto, Bobby Hutcherson al vibrafono e Tony Williams alla batteria. A loro si aggiungono anche Lee Morgan alla tromba e Bob Cranshaw al contrabbasso.

In EvolutionMoncur si concede più spazi da solista, anche se l’attenzione è tutta per il suo talento compositivo, proprio per via dei quattro brani in scaletta, tutte composizioni originali da lui firmate. Sono pezzi lunghi (il più breve dura otto minuti), molto ambiziosi e terribilmente lunatici. Tra loro vanno sicuramente sottolineati quello più memorabile, Monk in Wonderland, con il suo capriccioso tema angolare compensato dalle misteriose vibrazioni di Hutcherson, e l’inquietante e terribilmente frenetico Air Raid.

Il critico Steve Huey del sito AllMusic, scrive:

Gran parte dell’album suona sinistro e minaccioso, dove anche il materiale più brillante è permeato da una contorta e surreale giocosità. In parte è dovuto alla precisione con cui i musicisti interpretano la visione di Moncur. Hutcherson offre il suo tipico accompagnamento che risulta fondamentale per la complessiva consistenza dell’album. E per di più il disco raccoglie alcune delle prestazioni più strambe di McLean e quelle di un Morgan particolarmente ispirato e avanzato.

Con un debutto del genere, dove l’inventiva prima di tutto è un valore inequivocabile, viene da pensare che sia un vero peccato che Moncur abbia registrato così poco da leader (seguì l’album Some Other Stuff e poco altro). La cosa rende Evolution un disco ancora più importante soprattuto per gli appassionati del jazz avanguardistico.

grachan moncur III

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Moncur.

  1. Air Raid – 9:19
  2. Evolution – 12:24
  3. The Coaster – 11:39
  4. Monk in Wonderland – 7:54

Musicisti:

  • Grachan Moncur III – Trombone
  • Lee Morgan – Tromba
  • Jackie McLean – Sax alto
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

John Coltrane | Sun Ship

sun ship

Registrato il 26 agosto 1965, ma pubblicato postumo dalla Impulse! nel 1971, Sun Ship è un album di John Coltrane che approfondisce le tematiche free jazz già esplorate precedentemente nell’album Transition.

Sun Ship è uno uno degli ultimi album dove Coltrane incide con il suo storico quartetto, prima di iniziare un percorso di sperimentazione con una band da più elementi (sia McCoy Tyner sia Elvin Jones lasciarono la band l’anno successivo, nel 1966, interrompendo così quel prestigioso sodalizio durato quattro anni ma che aveva avuto il tempo di raggiungere una vitale identità collettiva).

Dalla pagina Wikipedia dedicata all’album:

Il sereno e rilassato andamento di ballate come Welcome viene qui trasformato in uno nuovo stile di “ballad” nei brani Dearly Beloved e Attaining. Questo particolare stile prevede un tempo di esecuzione molto lento, massiccia presenza della batteria, e un sound più “pesante” ed “intenso” rispetto a quello delle classiche ballate jazz. Come già in Psalm (da A Love Supreme), non esiste una vera e propria melodia, i pezzi si reggono su scale e accordi utilizzati per costruire un tema improvvisato. Gli assoli di Coltrane sulle tracce sono più estremi rispetto a quelli dei suoi primi album, e risentono dell’influenza degli stili di Albert Ayler e Pharoah Sanders, due guru della “New Thing”. Il titolo del disco, Sun Ship (“la nave solare“) potrebbe essere stato ispirato a Coltrane dalla concezione del free jazz di cui si faceva portavoce Sun Ra, con tutti i suoi rimandi alla science fiction e all’esistenza umana.

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Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Coltrane.

  1. Sun Ship – 6:12
  2. Dearly Beloved – 6:27
  3. Amen – 8:16
  4. Attaining – 11:26
  5. Ascent – 10:10

Musicisti:

  • John Coltrane – Sax tenore, Sax soprano
  • McCoy Tyner – Piano
  • Jimmy Garrison – Contrabbasso
  • Elvin Jones – Batteria

Sun Ra | The Nubians of Plutonia

the nubians of plutonia

The Nubians of Plutonia è un album del musicista statunitense Sun Ra e della sua Myth Science Arkestra. Originariamente noto con il titolo The Lady with the Golden Stockings, il disco venne registrato tra il 1958 e il 1959 (le date esatte delle sessioni sembrano sconosciute) e fu pubblicato solo nel 1966 dalla sua stessa etichetta, la El Saturn Records.

Dalla pagina di Wikipedia dedicata al disco:

In comune con altre uscite di Sun Ra dell’epoca per la Saturn, il disco fu stampato in pochissime copie ed era messo in vendita solamente ai concerti della band o su ordine via posta. L’album fu ristampato dalla Impulse Records nel 1974 e rimasterizzato in digitale dalla Evidence nel 1993, abbinato al contemporaneo Angels and Demons at Play.

Sun Ra in questo caso vira verso sonorità più sperimentali ed astratte. Proprio dalla fine degli anni ’50, infatti, il musicista diede il via all’utilizzo di strumentazione elettronica che insieme a percussioni più varie e pesanti rispetto ai precedenti lavori, accompagnano melodie dark che l’Arkestra provvede a fornire anche di una buona serie di assoli blueseggianti. In questo senso, i brani Nubia, Africa e Aiethopia, rappresentano alla perfezione questa escursione in territori ritmici che oscillano tra l’esotico e il mistico ed evidenziano appunto tutta la voglia del musicista di sperimentare sia a livello strumentale che sulla varietà di generi e sonorità.

Curiosità: la versione originale dell’LP aveva questa copertina. Quella che vedi in testa a questo post è quella più nota e caratteristica realizzata da Richard Pedreguera che accompagnò la prima ristampa della Impulse del ’74.

sun ra

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Sun Ra, tranne dove indicato diversamente.

  1. Plutonian Nights – (4.22)
  2. The Lady with the Golden Stockings – (7.41)
  3. Star Time – (4.18)
  4. Nubia – (8.14)
  5. Africa – (5.06)
  6. Watusa – (2.36)
  7. Aiethopia – (7.12)

Musicisti:

  • Sun Ra – Piano, Piano elettrico Wurlitzer
  • Lucious Randolph – Tromba (eccetto traccia 6)
  • Nate Pryor – Trombone
  • James Spaulding – Sax alto
  • Marshall Allen – Sax alto
  • John Gilmore – Sax tenore, Percussioni
  • Pat Patrick – Sax baritono, Percussioni
  • Charles Davis – Sax baritono
  • Ronnie Boykins – Contrabbasso
  • Robert Barry – Batteria
  • Jim Herndon – Percussioni
  • William Fielder – Tromba (traccia 6)

Archie Shepp | On This Night

on this night

Terza release per la Impulse del musicista jazz Archie Shepp, On This Night è un album del 1966 che raccoglie alcune tracce registrate dallo stesso Shepp, qui leader su pianoforte e sax tenore, con il contrabbassista David Izenzon e il batterista J.C. Moses nel marzo del 1965 e con un cast più esteso nell’agosto dello stesso anno.

Tra i punti forti di On This Night, ci sono una lettura appassionata dello standard immortale Ellingtoniano In a Sentimental Mood e l’esecuzione della title track, con Shepp al pianoforte che accompagna l’ammaliante voce soprano di Christine Spencer (che tre anni più tardi avrebbe collaborato anche all’album Now! di Bobby Hutcherson, conosciuto proprio in questa sessione di registrazione). Shepp suona il piano ma con il suo sax tenore rappresenta anche l’unico fiato del cast, che comprende anche le performance di David Izenzon e Henry Grimes che si alternano al contrabbasso, del giovane vibrafonista Bobby Hutcherson all’inizio della sua carriera e di ben quattro batteristi in rotazione (che offrono quindi una interessante varietà di percussioni): Rashied Ali, J.C. Moses, Joe Chambers e Ed Blackwell.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Sheep, tranne dove indicato. I brani sono stati tutti registrati presso gli studi Van Gelder (tracce 6-10: il 9 marzo 1965; tracce 1-5: il 12 agosto dello stesso anno). I quattro brani contrassegnati con un asterisco, sono stati inseriti come bonus tracks nella versione in CD.

  1. On This Night (If That Great Day Would Come) – 10:00
  2. The Mac Man – 7:27
  3. The Mac Man [Alternate Take] – 9:27*
  4. The Original Mr. Sonny Boy Williamson – 5:58
  5. In a Sentimental Mood (D. Ellington, M. Kurtz, I. Mills) – 3:18
  6. Chased [Alternate Take] – 11:45*
  7. Chased [Alternate Take 2] – 6:13*
  8. Chased [Take 3] – 5:14
  9. Pickaninny
    (Picked Clean-No More-Or Can You Back Back Doodleboug) – 7:22
  10. Malcolm, Malcolm, Semper Malcolm – 4:50*

Musicisti:

  • Archie Shepp – Sax tenore, Piano
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono (tracce 1-5)
  • David Izenzon – Contrabbasso (tracce 6-10)
  • Henry Grimes – Contrabbasso (tracce 1-5)
  • J.C. Moses – Batteria (tracce 4 & 6-10
  • Joe Chambers – Batteria, Timpani (tracce 1 & 5)
  • Rashied Ali – Batteria (tracce 1-3)
  • Christine Spencer – Voce (traccia 1)