Elvin Jones | Dear John C.

dear john c

Dear John C. è un album discografico del batterista jazz statunitense Elvin Jones pubblicato nel 1965 dalla Impulse! Records. Il titolo del disco si riferisce naturalmente a John Coltrane, musicista che conosceva bene e con il quale collaborò diverse volte in carriera.

Quarto album da leader del batterista (secondo con la Impulse!), questo Dear John C. vede un Elvin Jones più sideman, quasi musicista di sottofondo, e senza doveri compositivi o spazi evidenti da solista. Il valore di Jones come bandleader sta più che altro nel selezionare con accuratezza le parti dei propri sideman, come nel caso dei pianisti Roland Hanna e Hank Jones (fratello di Elvin) e dirottarli su tracce precise o anche nel decidere che in tre brani della tracklist non suonerà invece nessun pianista. Nonostante questo, l’album risulta pregevole per diversi aspetti. Prima di tutto è riconosciuto come uno dei migliori della carriera del sassofonista Charlie Mariano, che è protagonista in diversi brani con alcune brillandi improvvisazioni. E poi perchè siamo al cospetto di una band tra le più geniali e fiorenti della metà degli anni ’60 alla quale piaceva suonare sia standard classici bop come quelli di Bob Hammer sia prendere ispirazione da fonti jazz più moderne e seducenti.

Si oscilla in modo potente da un brano all’altro: nella title track che sembra perseguire le stesse scale armoniche del brano Milestones di Miles Davis e dello stesso Coltrane, nell’evergreen di Charles Mingus Love Bird, nella versione della complessa Anthropology (perfettamente eseguita al piano da Hank Jones), in quella giocosa e rivista in chiave moderna della Ellingtoniana Fantazm, nella delicata passeggiata sulla Ballade di Hammer e anche in That Five-Four Bag sempre di Hammer (e inclusa solo nella versione in CD dell’album), omaggio spassionato alla più famosa Take Five del Dave Brubeck Quartet. I tre brani senza pianoforte includono invece una versione breve di Everything Happens to Me, la ballata Smoke Rings (dove la band si rilassa ad eccezione di Mariano) e la celebre This Love of Mine di Frank Sinatra (dove il sax diventa voce divertente ed emotiva allo stesso tempo).

elvin jones

Dear John C. si presenta insomma con dinamiche sonore di alto livello, ottimo esempio di studio per i semplici appassionati di jazz e per i giovani musicisti (soprattutto della batteria) dove sono da sottolineare un grandioso lavoro di squadra con un ottimo controllo e una generosa condivisione di certi valori musicali. Un classico da conoscere a tutti i costi. Secondo il sito AllMusic questo disco, anche se fin troppo sottovalutato, dovrebbe essere seriamente rivalutato in quanto meritevole di un voto eccellente.

Tracklist:
Le tracce 2, 4, 5, 6 e 7 sono state registrate il 23 febbraio 1965, le tracce 1, 3, 8 e 9 il 25 febbraio dello stesso anno. La ristampa in CD prevede una scaletta differente e la bonus track That Five-Four Bag.

  1. Dear John C. (Hammer, Thiele) – 3:54
  2. Smoke Rings (Gifford, Washington) – 3:41
  3. Love Bird (Mingus) – 3:49
  4. Feeling Good (A. Newley, L. Bricusse) – 4:11
  5. Anthropology (Gillespie, Parker) – 4:20
  6. This Love of Mine (S. Parker, H. Sanicola, Sinatra) – 4:20
  7. Fantazm (Ellington) – 3:56
  8. Ballade (Hammer) – 5:18
  9. Everything Happens to Me (T. Adair, M. Dennis) – 5:56
    Bonus track nella versione in CD:
  10. That Five-Four Bag (Hammer) – 3:08

Musicisti:

  • Elvin Jones – Batteria
  • Charlie Mariano – Sax contralto
  • Roland Hanna (4, 5, 7); Hank Jones (1, 3, 8) – Pianoforte
  • Richard Davis – Contrabbasso

Qui sotto la title track del disco in un video di Youtube. Più sotto, invece, il brano Smoke Rings da Spotify.

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Lee Morgan with Hank Mobley’s Quintet | Introducing Lee Morgan

introducing lee morgan

Introducing Lee Morgan è il secondo album come leader del trombettista jazz Lee Morgan, nato in collaborazione con il quintetto del sassofonista Hank Mobley, registrato nella doppia sessione del 5 e del 7 novembre del 1956 e pubblicato dalla Savoy. Il quintetto in questione, che comprende appunto Morgan e Mobley, vede anche Hank Jones al piano, Doug Watkins al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

All’epoca Lee Morgan era appena 18enne (artisticamente già formato grazie alle sue collaborazioni con la band di Dizzy Gillespie) era profondamente influenzato dai lavori di Clifford Brown, ma la sua personalità brillante stava nascendo in modo prepotente soprattutto attraverso la sua creatività (nello stesso anno aveva dato alla luce il suo brillante esordio come leader con il disco, riconosciuto nel tempo come uno dei suoi capolavori, Lee Morgan Indeed!).

Su brani come quello d’apertura Hank’s Shout, Morgan alterna un sapiente uso delle scale cromatiche a improvvisi lampi creativi. Su quelli più lenti come P.S. I Love You, That’s All o Easy Living, fa sfoggio invece di un suono ricco e aperto e tratta con delicatezza i toni melodici. Dall’altro lato, Hank Mobley, “stilista” del sassofono già compiuto e versatile, merita ampiamente il ruolo di protagonista insieme al leader del disco. Da non dimenticare le performance di altri personaggi di un certo spessore come Art Taylor (splendido “discepolo” della scuola di Max Roach) e Hank Jones (pianista veterano per la stessa Savoy).

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Introducing Lee Morgan viene giustamente considerato un album classico del post-bop “east coast” strutturato e impegnativo, dal cool intrinseco e pieno di grandi e brillanti suonate.

Tracklist:

  1. Hank’s Shout (Mobley) – 7:03
  2. Nostalgia (Navarro) – 8:53
  3. Bet (Watkins) – 7:56
  4. Softly, As in a Morning Sunrise (Hammerstein, Romberg) – 2:29
  5. P.S. I Love You (Jenkins, Mercer) – 4:22
  6. Easy Living (Rainger, Robin) – 2:49
  7. That’s All (Brandt, Haymes) – 2:43

Musicisti:

  • Lee Morgan – Tromba
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Hank Jones – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Elvin Jones | Elvin!

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Elvin! (Riverside, 1962) è il secondo album da leader del batterista americano Elvin Ray Jones. Rispetto al precedente disco, Togheter!, questo è intriso di atmosfere più soft e ovattate e Jones lo affronta ben conscio delle proprie potenzilità e con alle spalle già innumerevoli successi come sideman (nel quintetto di Paul Chambers, nel Night at the Village Vanguard di Sonny Rollins, nello Sketches of Spain di Miles Davis, nell’opera musicale Porgy and Bess musicata da George Gershwin ma reinterpretata da Hank Jones e nel quartetto di John Coltrane in cinque album, tra i quali Africa/Brass e My Favorite Things).

Il sestetto all’opera in questo album comprende i due celebri fratelli di Elvin, Thad Jones (alla cornetta) e Hank Jones (al piano), il flautista Frank Wess, il sassofonista Frank Foster e il contrabbassista Art Davis. Tra i sette brani che compongono la tracklist, va citato almeno You Are Too Beautiful che si qualifica come vero e proprio standard di genere, nonostante alcune sonorità abbastanza convenzionali.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Elvin Jones, tranne dove indicato.

  1. Lady Luck (Jones, F. Wess) – 6:19
  2. Buzz-At – 6:31
  3. Shadowland (S. Cassey) – 4:06
  4. Pretty Brown (E. Wilkins) – 3:30
  5. Ray-El – 8:03
  6. Four and Six (O. Nelson) – 5:01
  7. You Are Too Beautiful (L. Hart, R. Rodgers) – 4:20

Musicisti:

  • Elvin Jones – Batteria
  • Thad Jones – Cornetta (tracks 1-3, 5 & 7)
  • Frank Wess – Flauto (tracks 1-3, 5 & 7)
  • Frank Foster – Sax tenore (tracks 1-3 & 5)
  • Hank Jones – Piano
  • Art Davis – Contrabbasso

[VIDEO] Hank Jones | Live at Blue Note Tokyo

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The Great Jazz Trio Live at Blue Note Tokyo è una performance dal vivo di un terzetto delle mervaviglie composto dai musicisti Hank Jones, David Finck e Jerome Jennings, registrata il 5 marzo del 2006 e successivamente pubblicata in DVD e Blu-Ray Disc. A questa si aggiunge la performance in solitaria di Hank Jones al piano, avvenuta la settimana successiva (il 12 marzo), sempre al Blue Note della capitale giapponese.

Qui sotto il trio all’opera su In a Sentimental Mood e On Green Dolphin Street (intervallata da una breve intervista a Hank Jones). Qui trovate gli altri video al Blue Note.

Cannonball Adderley | Somethin’ Else

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Somethin’ Else (Blue Note, 1958) è un meraviglioso album del sassofonista americano Julian “Cannonball” Adderley e del suo quintetto, con Miles Davis come ospite d’onore alla tromba in una delle sue rare apparizioni come sideman. Un classico tra i capolavori jazz di sempre, reso tale anche dalla presenza dei due giganti del jazz citati sopra, ma anche di altri musicisti di prim’ordine come Hank Jones al piano, Sam Jones al contrabbasso e Art Blakey alla batteria.

L’album è stato registrato nel periodo in cui Adderley faceva appunto parte del Miles Davis Sextet (proprio dal ’58) ed è una delle rare apparizioni di Miles Davis come sideman dopo il ’55. Da sottolineare in scaletta i brani Autumn Leaves (che sarebbe rimasto nel repertorio di Davis) e Love for Sale (registrato anche dal sestetto di Davis appena due mesi dopo). One for Daddy-O è una composizione originale scritta dal fratello di Adderley per una radio di Chicago, mentre One for Daddy-O è un blues dove alla fine si può udire Davis chiedere al produtto Alfred Lion: “is that what you wanted, Alfred?” (trad.: questo è ciò che volevi, Alfred?”).

Tracklist:
Il sesto brano, originariamente pubblicato come Alison’s Uncle, fu poi rititolato Bangoon nell’edizione RVG della stessa Blue Note.

  1. Autumn Leaves (J. Kosma, J. Mercer, J. Prévert) – 11:01
  2. Love for Sale (C. Porter) – 7:06
  3. Somethin’ Else (M. Davis) – 8:15
  4. One for Daddy-O (N. Adderley, S. Jones) – 8:26
  5. Dancing in the Dark (H. Dietz, A. Schwartz) – 4:07
  6. Alison’s Uncle (H. Jones) – 5:05

Musicisti:

  • Cannonball Adderley – Sax alto
  • Miles Davis – Tromba
  • Hank Jones – Piano
  • Sam Jones – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Qui sotto il brano di apertura, Autumn Leaves, e la bellissima One for Daddy-O. Mentre qui puoi ascoltare tutto il disco su Grooveshark.

Milt Jackson & John Coltrane | Bags & Trane

bags & trane

Uno dei più grandi vibrafonisti di sempre, Milt Jackson, e il sassofonista per definizione John Coltrane, si riuniscono per la prima e unica volta e fanno squadra per regalare ai posteri Bags & Trane (Atlantic Records, 1961 ma registrato nel gennaio del ’59), una sessione in studio tra le più interessanti nata appunto dalla collaborazione di due Maestri indiscussi del jazz.

Sono della partita anche il pianista Hank Jones (fondatore della scuola pianistica di Detroit e già collaboratore di Jackson come di Charlie Parker, Lester Young e Cannonball Adderley), il bassista Paul Chambers (che poco dopo avrebbe registrato il successo Sketches of Spain con Miles Davis) e il batterista Connie Kay (percussionista ufficiale di Jackson sia nei i suoi album come solista sia per il Modern Jazz Quartet).

Tracklist:

  1. Bags & Trane (Jackson) – 7:25
  2. Three Little Words (Kalmar, Ruby) – 7:29
  3. The Night We Called It a Day (Adair, Dennis) – 4:22
  4. Be-Bop (Gillespie) – 8:00
  5. The Late Late Blues (Jackson) – 9:35

Musicisti:

  • Milt Jackson – Vibrafono
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Hank Jones – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Connie Kay  – Batteria