The Eminent Jay Jay Johnson Volume 1

the eminent jay jay johnson vol1

The Eminent Jay Jay Johnson Volume 1 è un album del trombonista jazz J. J. Johnson registrato il 22 giugno 1953 e pubblicato dalla Blue Note due anni più tardi, nel 1953. Parte del materiale in scaletta fu originariamente pubblicato, sempre dalla Blue Note, in un vinile da 10 pollici con il titolo J. J. Johnson with Clifford Brown.

Il sestetto all’opera vede la collaborazione di alcuni dei nomi più autorevoli dell’epoca: Clifford Brown alla tromba (con una prestazione generale che, anche più del bandleader, riesce ad attirare le attenzioni di chi ascolta), Jimmy Heath al sax (sia tenore sia baritono), John Lewis al pianoPercy Heath al contrabbasso Kenny Clarke alla batteria. Tra i sei brani (più tre take alternativi in coda, registrati durante la stessa sessione) sono da sottolineare It Could Happen to You, la Turnpike composta dallo stesso Johnson e una versione classica di Get Happy.

La Penguin Guide to Jazz ha incluso questo primo volume nella sua “Core Collection” (così come il secondo, più o meno dello stesso periodo), riconoscendo al disco quattro stelle su quattro e definendolo come uno dei documenti più importanti del jazz del dopoguerra.

j. j. johnson

Tracklist:

  1. Capri (G. Gryce) – 3:37
  2. Lover Man (J. Davis, R. “Ram” Ramirez, J. Sherman) – 3:50
  3. Turnpike (J. J. Johnson) – 4:15
  4. Sketch 1 (J. Lewis) – 4:21
  5. It Could Happen to You (J. Burke, J. Van Heusen) – 4:42
  6. Get Happy (H. Arlen, T. Koehler) – 4:47
  7. Capri [Alternate Take] (G. Gryce) – 3:47
  8. Turnpike [Alternate Take] (J. J. Johnson) – 4:10
  9. Get Happy [Alternate Take] (H. Arlen, T. Koehler) – 4:11

Musicisti:

  • J. J. Johnson – Trombone
  • Clifford Brown – Tromba (eccetto traccia 5)
  • Jimmy Heath – Sax tenore, Sax baritono (eccetto traccia 5)
  • John Lewis – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

Annunci

Sonny Stitt / Bud Powell / J. J. Johnson

stitt powell johnson

Pubblicato dalla Prestige nel 1957, Sonny Stitt / Bud Powell / J. J. Johnson (conosciuto anche come All God’s Children Got Rhythm) è un album del sassofonista Sonny Stitt che raccoglie le sue collaborazioni con il trombonista J. J. Johnson e il pianista Bud Powell registrate in una tripla sessione tra il 1949 e il 1950. Alla fine degli anni ’40, Stitt restò fuori dalla scena musicale per qualche tempo per problemi di droga (purtroppo ancora ne sarebbero seguiti alla fine dei ’50). Quest’album quindi non solo segna il suo ritorno in uno studio di registrazione, ma vede anche il suo debutto al sax tenore (mettendo momentaneamente da parte quello alto dopo essere stato ingiustamente accusato di essere “solo” un imitatore di Charlie Parker).

La tracklist originale è composta da ben quindici brani, tutti di breve durata: sui primi nove, prevalentemente composizioni originali di Stitt, suona un Bud Powell al top della forma, il contrabbassista Curly Russell e il batterista Max Roach (l’unico, insieme a Stitt, a suonare in tutti i brani), mentre sugli altri (dal 10 al 17), al piano prende posto John Lewis e al contrabbasso Nelson Boyd. Tra questi ultimi otto brani troviamo tre originali di J. J. Johnson e la versione originale della Afternoon in Paris di Lewis (nella versione in CD sono stati inseriti anche i take alternativi dei rispettivi brani).

Sonny Stitt / Bud Powell / J. J. Johnson è un grande classico, altamente consigliato dalla critica specializzata a tutti i collezionisti appassionati di bop.

Sonny Stitt | Bud Powell | J. J. Johnson

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Stitt, tranne dove indicato diversamente. Il 17 ottobre del 1949 sono state registrati i brani dal 10 al 17, l’11 dicembre dello stesso anno dall’1 al 4 e il 26 gennaio 1950 dal 5 al 9. I brani segnati con un asterisco alla fine (6, 11, 13, 15 e 17), sono stati inseriti come bonus tracks nella versione in CD.

  1. All God’s Chillun Got Rhythm (W. Jurmann, G. Kahn, B. Kaper) – 2:57
  2. Sonnyside – 2:21
  3. Bud’s Blues – 2:32
  4. Sunset – 3:44
  5. Fine and Dandy (P. James, K. Swift) – 2:39
  6. Fine and Dandy [Alternate Take] (P. James, K. Swift) – 2:38*
  7. Strike Up the Band (G. Gershwin, I. Gershwin) – 3:26
  8. I Want to Be Happy (I. Caesar, V. Youmans) – 3:09
  9. Taking a Chance on Love (V. Duke, T. Fetter, J. Latouche) – 2:32
  10. Afternoon in Paris (J. Lewis) – 3:03
  11. Afternoon in Paris [Alternate Take] (J. Lewis) – 2:59*
  12. Elora (J. J. Johnson) – 3:03
  13. Elora [Alternate Take] (J.J. Johnson) – 3:07*
  14. Teapot (J. J. Johnson) – 2:43
  15. Teapot [Alternate Take] (J.J. Johnson) – 3:01*
  16. Blue Mode (J. J. Johnson) – 3:45
  17. Blue Mode [Alternate Take] (J. J. Johnson) – 2:49*

Musicisti:

  • Sonny Stitt – Sax tenore
  • J. J. Johnson – Trombone (tracce 10-17)
  • Bud Powell – Piano (tracce 1-9)
  • John Lewis – Piano (tracce 10-17)
  • Curly Russell – Contrabbasso (tracce 1-9)
  • Nelson Boyd – Contrabbasso (tracce 10-17)
  • Max Roach – Batteria

J. J. Johnson | Proof Positive

proof positive

Proof Positive è un album del trombonista jazz J. J. Johnson nato da due sessioni registrate l’1 maggio e il 4 luglio del 1964 e pubblicato nello stesso anno dalla Impulse! Records. L’ascoltatore si troverà al cospetto di un Johnson in forma strepitosa, dove certe sue malinconiche esplorazioni dai toni minori ricordano il Miles Davis dell’epoca (con il quale il trombonista aveva collaborato in tre album dal ’49 al ’54). Su sei delle sette tracce complessive, Johnson di avvale della collaborazione del pianista Harold Maberndel contrabbassista Arthur Harper e del batterista Frank Gant che affrontano insieme un repertorio di standard, tra i quali spiccano la Neo dello stesso Miles Davis, la Blues Waltz di Max Roach e l’unica composizione originale di Johnson, Minor Blues. Da sottolineare inoltre l’ultimo brano in scaletta, Lullaby of Jazzland, registrato con una band di guest star d’eccezione composta da McCoy Tyner al piano, Toots Thielemans all’armonica e alla chitarraRichard Davis al contrabbasso ed Elvin Jones alla batteria.

j.j. johnson

Tracklist:
Le tracce 1-6 sono state registrate a New York City l’1 maggio del 1964, mentre la traccia 7 presso i Rudy Van Gelder Studio ad Englewood Cliffs, nel New Jersey, il 4 luglio dello stesso anno. Il brano Gloria è stato inserito come secondo in scaletta solo nella versione rimasterizzata in CD.

  1. Neo (M. Davis) – 10:19
  2. Gloria (B. Kaper) – 3:04*
  3. Stella by Starlight (N. Washington, V. Young) – 4:02
  4. Minor Blues (J. J. Johnson) – 8:04
  5. My Funny Valentine (L. Hart, R. Rodgers) – 3:02
  6. Blues Waltz (M. Roach) – 8:05
  7. Lullaby of Jazzland (M. Albam, R. Ward) – 5:08

* Bonus track nella versione in CD.

Musicisti:

  • J. J. Johnson – Trombone
  • Harold Mabern – Piano (tracce 1-6)
  • Arthur Harper – Contrabbasso (tracce 1-6)
  • Frank Gant – Batteria(tracce 1-6)
  • Toots Thielemans – Armonica, Chitarra (traccia 7)
  • McCoy Tyner – Piano (traccia 7)
  • Richard Davis – Contrabbasso (traccia 7)
  • Elvin Jones – Batteria (traccia 7)

Qui sotto trovi i brani Neo e Minor Blues, mentre qui è disponibile all’ascolto l’album completo su Grooveshark.

Miles Davis Volume 1 & 2 (Complete: Miles Davis Allstars)

miles davis volume 1

Dopo le prime esperienze da bandleader per le etichette Capitol, Black Lion, Prestige e Savoy, Miles Davis debutta con la Blue Note Records con un terzetto di sessioni che daranno vita a due particolari album pubblicati entrambi nel 1955: Miles Davis Volume 1 e Miles Davis Volume 2. I due dischi raccolgono i 18 brani complessivi dei tre album a 10 pollici che Davis pubblicò tra il 1953 e il 1954 (Young Man with a Horn, Miles Davis Vol. 2 e Miles Davis Vol. 3).

Le due sessioni incluse sul Volume 1 (9 maggio 1952 e 6 marzo del 1954) sono tra le prime registrazioni hard bop che più avrebbero influenzato il futuro jazz mainstream a partire dal 1960. La prima sessione presenta Davis in sestetto in compagnia del trombonista J. J. Johnson, dell’amico sassofonista Jackie McLean, del pianista Gil Coggins, del contrabbassista Oscar Pettiford e del batterista Kenny Clarke. Importanti e da sottolineare, qui, i brani Dear Old Stockholm, Woody ‘n You e le reinterpretazioni di Yesterdays e How Deep Is the Ocean?. Per i restanti sei brani in scaletta (escluse quindi le versioni alternative di Donna e Would’n You) Davis suona invece in quartetto con il pianista Horace Silver, il contrabbassista Percy Heath e il batterista Art Blakey.

miles davis volume 2

Miles Davis Volume 2 raccoglie invece i brani nati dalla seconda sessione (20 aprile 1953), riconosciuta come la più ispirata delle tre e dalle radici più be bop. Qui Davis è di nuovo in sestetto con Jimmy Heath al sax tenore, J. J. Johnson al trombone, Gil Coggins al piano, Percy Heath al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. Il cast affronta una vetrina molto ambiziosa ispirata dalle composizioni di alcuni dei più grandi compositori jazz dell’epoca come Dizzy Gillespie, Ray Brown e Bud Powell. In ogni caso Davis,con Johnson e Heath, dà ad ogni brano un “peso specifico” da big band, come nel caso della cadenzata Kelo o della tragica Enigma (inserite in apertura d’album solo nella successiva rimasterizzazione in CD) che precedono di pochi anni quella tradizione orchestrale che avrebbe reso un capolavoro il futuro Birth of the Cool. In particolare Jimmy Heath sembra prendere a ispirazione i modelli orchestrali di Count Basie e Dizzy Gillespie e pennellare i propri assolo con affettuosi accenni al modo di suonare di Lester Young. La ballata Gillespiana I Waited for You è uno degli spettacoli di Davis più affascinanti, mentre lo swing di C.T.A. Ray’s Idea (anche queste inserite nel Volume 2 solo nella successiva rimasterizzazione in digitale) riassume le innovazioni nel fraseggio blues tanto caro a Davis. Da sottolineare infine il suo arrangiamento trascendentale e il suo personalissimo assolo su Tempus Fugit, un inno per modernisti di Bud Powell che genera una serie di impegnative variazioni sinfoniche guidate in questo caso dall’intensità emotiva di un ispiratissimo Art Blakey (la gioia con cui Davis e Blakey dialogano tra swing, ritmi afro-cubani, blues e fraseggi bop esprime a meraviglia il concetto stesso di jazz).

Tracklist:
La scaletta riportata qui sotto fa riferimento a quella originale pubblicata nei due dischi in vinile nel 1955. Oggi, però, la ristampa in digitale del doppio album che la Blue Note ha distribuito nel 2001 avvalendosi della rimasterizzazione di Rudy Van Gelder e titolata Complete: Miles Davis Allstars, viene considerata la versione definitiva (qui trovi la tracklist rivista da 26 brani).

Volume 1:

  1. Tempus Fugit – (B. Powell) – 3:47
  2. Kelo – (J. J. Johnson) – 3:16
  3. Enigma – (J. J. Johnson) – 3:20
  4. Ray’s Idea – (R. Brown, G. Fuller) – 6:42
  5. How Deep Is the Ocean? – (I. Berlin) – 4:36
  6. C.T.A. (Alternate Master) – (J. Heath) – 3:18
  7. Dear Old Stockholm – 4:10
  8. Chance It – (O. Pettiford) – 3:00
  9. Yesterdays – (J. Kern, O. Harbach) – 3:42
  10. Donna [Alternate Take] – (J. McLean) – 3:08
  11. C.T.A. – (J. Heath) – 3:20
  12. Would’n You [Alternate Take] – (D. Gillespie) – 3:19

Volume 2:

  1. Take Off – (M. Davis) – 3:37
  2. Weirdo – (M. Davis) – 4:42
  3. Would’n You – (D. Gillespie) – 3:19
  4. I Waited for You – (D. Gillespie, G. Fuller) – 3:26
  5. Ray’s Idea [Alternate Master] – (R. Brown, G. Fuller) – 3:48
  6. Donna – (J. McLean) – 3:10
  7. Well, You Needn’t – (T. Monk) – 5:20
  8. The Leap – (M. Davis) – 4:28
  9. Lazy Susan – (M. Davis) – 4:00
  10. Tempus Fugit [Alternate Master] – (B. Powell) – 3:55
  11. It Never Entered My Mind – (R. Rodgers, L. Hart) – 4:02

Musicisti:

1952

  • Miles Davis – Tromba
  • Jackie McLean – Sax contralto
  • J.J. Johnson – Trombone
  • Gil Coggins – Piano
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

1953

  • Miles Davis – Tromba
  • Jimmy Heath – Sax tenore
  • J. J. Johnson – Trombone
  • Gil Coggins – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

1954

  • Miles Davis – Tromba
  • Horace Silver – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Quincy Jones | Walking in Space

walking in space

Walking in Space è un album studio di Quincy Jones, registrato nella doppia sessione del 18 e 19 giugno 1969 e pubblicato dalla A&M nello stesso anno. Jones tornò ad incidere in studio con questa band estesa proprio in occasione di quest’album, dopo una lunga pausa che lo vide impegnato con Hollywood. Oltre a ricostruire la sua vecchia big band jazz (tra cui il contrabbassista Ray Brown e il batterista Grady Tate, entrambi al lavoro su tre brani e dando vita ad uno dei primi esempi di sezione ritmica jazz all’opera in altri ambiti musicali), studiò attentamente la scena pop e il mondo degli strumenti elettrici (lo stesso Brown, qui, fa un uso superbo anche del basso elettrico) e infine invitò a prendere parte al progetto alcune guest star d’eccezione della musica jazz tra i quali il trombettista Freddie Hubbard, il sassofonista Roland Kirk, il flautista Hubert Laws e i trombonisti J. J. Johnson e Kai Winding.

La lunga title track, Walking in Space, arrangiamento di una canzone tratta dal noto musical rock Hair, conta le performance della vocalist Valerie Simpson e rappresenta il punto culminante dell’intero disco, dove Hubbard sfrigola alla tromba con sordina e un esuberante Kirk esplode attraverso la sezione ritmica.

Secondo il critico Richard S. Ginell del sito AllMusic:
Troverete qui un Jones anche classico e spavaldo sulla composizione di Benny Golson “Killer Joe” – praticamente la versione definitiva – e sulla “Oh Happy Day” di Edwin Hawkins, irrompendo con arguzia e pura gioia. Questo è uno dei grandi picchi della A&M del periodo di Creed Taylor e suona ancora oggi in modo spettacolare.

Tracklist:

  1. Dead End (G. MacDermot, J. Rado, G. Ragni) – 4:05
  2. Walking in Space (G. MacDermot, J. Rado, G. Ragni) – 12:06
  3. Killer Joe (B. Golson) – 5:12
  4. Love and Peace (A. Adams) – 5:48
  5. I Never Told You (A. Hamilton, J. Mandel) – 4:18
  6. Oh Happy Day (E. Hawkins) – 3:37

Musicisti:

  • Quincy Jones – Conduttore, Arrangiatore, Tromba, Voce
  • Benny Golson – Compositore
  • Freddie Hubbard, Lloyd Michaels, Dick Williams,
    John Frosk, Marvin Stamm – Tromba
  • Jimmy Cleveland, J. J. Johnson (guest artist), Alan Raph,
    Tony Studd, Norman Pride, Kai Winding (guest artist) – Trombone
  • Joel Kaye, Hubert Laws (guest artist) – Flauto, Sax tenore
  • Roland Kirk – Sax tenore (guest artist)
  • Jerome Richardson – Sax soprano
  • Paul Griffin – Piano
  • Eric Gale – Chitarra elettrica
  • Ray Brown, Chuck Rainey (solo traccia 4) – Contrabbasso, Basso elettrico
  • Grady Tate, Bernard Purdie – Batteria
  • Bob James – Tastiera
  • Toots Thielemans – Chitarra, Armonica (guest artist)
  • Snooky Young – Tromba, Flicorno
  • Hilda Harris, Marilyn Jackson, Valerie Simpson,
    Maretha Stewart (solo traccia 2) – Voce

Qui sotto i due brani che aprono il disco, Dead End e la title track Walking in Space, mentre qui è disponibile all’ascolto l’intero album su Grooveshark.

Coleman Hawkins | The Hawk Flies High

the hawks flies high

The Hawk Flies High è un album del sassofonista Coleman Hawkins registrato in una doppia sessione di registrazione il 12 e il 15 marzo del 1957 e pubblicato dalla Riverside nello stesso anno.

Questo è l’unico disco che Hawkins abbia mai pubblicato per la Riverside Records il quale produttore, Orrin Keepnews, all’epoca ebbe il buon senso di chiedere proprio al leggendario sassofonista di scegliersi i propri musicisti. E Hawkins lo sorprese tirando dentro i giovani boppers J. J. Johnson al trombone, Idrees Sulieman alla tromba e una potente sezione ritmica composta da Hank Jones al piano, Barry Galbraith alla chitarra, Oscar Pettiford al contrabbasso e Jo Jones alla batteria. La doppia sessione produsse una serie di ottime prestazioni con un Hawkins al top della forma, ma i picchi si raggiungono sugli originali composti da questi stessi musicisti, Chant (Hank Jones), Juicy Fruit (Sulieman) e Sancticity (Hawkins), dove il cast all’opera meglio riesce ad adattarsi allo swing old fashioned del leader.

Hawkins è sempre stato riconosciuto come uno dei più grandi interpreti di ballate dell’epoca e la sua maestosa prestazione in questo disco, in particolare sullo standard Laura, rappresenta un’eccellente conferma.

Tracklist:

  1. Chant (Hank Jones, Henry Jones) – 5:08
  2. Juicy Fruit (I. Sulieman) – 11:16
  3. Think Deep (W. Smith) – 3:24
  4. Laura (J. Mercer, D. Raksin) – 4:34
  5. Blue Lights (G. Gryce) – 5:44
  6. Sancticity (C. Hawkins) – 9:10

Musicisti:

  • Coleman Hawkins – Sax tenore
  • Idrees Sulieman – Tromba
  • J.J. Johnson – Trombone
  • Hank Jones – Piano
  • Barry Galbraith – Chitarra
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso
  • Jo Jones – Batteria

Qui sotto i brani di apertura del disco, Chant e Juicy Fruit, mentre qui è disponibile all’ascolto l’intero album su Grooveshark.