Jimmy Heath Quintet | On the Trail

on the trail

Registrato nei Plaza Sound Studios di New York nel 1964 e pubblicato dalla Riverside nello stesso anno, On the Trail è il sesto album del sassofonista Jimmy Heath. Un lavoro, questo, che a differenza di alcune sue sessioni precedenti registrate per la stessa etichetta, pone molta più attenzione sui suoi tempi e toni, piuttosto che sulle sue doti di arrangiatore.

Dopo anni come sideman di lusso per eminenti colleghi (anche solo nel il 1964, vedi la sua partecipazione a The Thing to Do di Blue Mitchell o a In a New Setting di Milt Jackson) Heath risulta qui in forma eccellente, in completa sintonia con un agile quintetto composto anche da Wynton Kelly al piano, Kenny Burrell alla chitarra, Paul Chambers al contrabbasso Albert “Tootie” Heath alla batteria.
L’hard bop del sassofonista
è uno di quelli immediatamente riconoscibili e per On the Trail è al servizio di quattro standard tra noti e meno noti (tra tutti la All the Things You Are di Hammerstein e Kern) e tre composizioni originali scritte di proprio pugno (Cloak and Dagger e le versioni originali di Gingerbread Boy e Project S).

jimmy heath

On the Trail è un fulgido e perfetto testimone del talento sonoro di un sassofonista fin troppo sottovalutato dal pubblico e dalla discografia tanto essenziale dal punto di vista quantitativo, quanto complessa e stratificata da quello stilistico.

Tracklist:

  1. On the Trail (F. Grofé) – 5:04
  2. Cloak and Dagger (J. Heath) – 4:17
  3. Vanity (B. Bierman, J. Manus, G. Wood) – 4:37
  4. All the Things You Are (O. Hammerstein II, J. Kern) – 5:19
  5. Gingerbread Boy (J. Heath) – 5:29
  6. I Should Care (S. Cahn, A. Stordahl, P. Weston) – 5:13
  7. Project S (J. Heath) – 8:01

Musicisti:

  • Jimmy Heath – Sax tenore
  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Wynton Kelly – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Albert Heath – Batteria

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Blue Mitchell | Blue Soul

blue soul

Registrato il 28 settembre 1959 e pubblicato dalla Riverside Records nello stesso anno, Blue Soul è il terzo album da bandleader del trombettista Blue Mitchell.

Sul sito AllMusic, il critico Michael G. Nastos scrive:

“Lasciata la sua casa di Miami, una breve parentesi girovaga lo portò a prima a New York e poi in Florida e a Los Angeles. Il sound di Mitchell, inizialmente bollato dal calore del sud est, viene influenzato dagli Stati su cui aveva messo piede, baciato quindi dal trambusto della grande mela e lucidato dalla giovane scuola della west coast.”

La prima cosa che Mitchell fece dopo il suo ritorno a Miami nel 1959, fu contattare il trombonista di Detroit Curtis Fuller e il sassofonista di Philadelphia Jimmy Heath per formare uno dei più potenti trio corno che la storia del jazz ricordi. Al cast, destinato sin dall’inizio a formare un sestetto, si aggiunsero presto Wynton Kelly al piano, Sam Jones al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria.

Blue Soul è un disco intriso dal un blues per molti versi vicino a quello di Miles Davis, ma costellato da sfumature swing. L’album si apre con la celebre Minor Vamp, brano rivisto e stratificato rispetto al take originale che Fuller aveva registrato per l’etichetta Savoy. Seguono, tra le altre, l’hard bop di The Head, composizione dello stesso Mitchell, due originali di Heath, Top Shelf e Waverley Street, e lo swing luminoso della title track, Blue Soul, anche questo composto dal bandleader, influenzato qui dal classico davisiano Kind of Blue. Da segnalare infine l’omaggio di Mitchell al suo “capo” di quegli anni, Horace Silver, con una versione di Nica’s Dream che presenta la tromba con sordina caldamente accompagnata da trombone e sax tenore.

blue mitchell

Blue Soul raccoglie una delle sessioni jazz più preziose di un anno ricco e particolare per il catalogo Blue Note, e che per Mitchell stesso rappresentò un’importante dichiarazione nella sua carriera. Secondo la critica specializzata, un disco dedicato a tutti i seri appassionati di jazz mainstream.

Tracklist:

  1. Minor Vamp (B. Golson) – 3:39
  2. The Head (B. Mitchell) – 4:24
  3. The Way You Look Tonight (D. Fields, J. Kern) – 3:19
  4. Park Avenue Petite (B. Golson) – 3:54
  5. Top Shelf (J. Heath) – 4:02
  6. Waverley Street (J. Heath) – 4:56
  7. Blue Soul (R. Mitchell, B. Mitchell) – 4:07
  8. Polka Dots and Moonbeams (J. Van Heusen, J. Burke) – 5:46
  9. Nica’s Dream (H. Silver) 6:31

Musicisti:

  • Blue Mitchell – Tromba
  • Curtis Fuller – Trombone (eccetto brani 3-4, 7)
  • Jimmy Heath – Sax tenore (eccetto brani 3-4, 7)
  • Wynton Kelly – Piano
  • Sam Jones – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria

Su Youtube puoi ascoltare Blue Soul e Nica’s Dream, mentre qui sotto trovi i brani estratti dall’album completo su Spotify.

The Eminent Jay Jay Johnson Volume 1

the eminent jay jay johnson vol1

The Eminent Jay Jay Johnson Volume 1 è un album del trombonista jazz J. J. Johnson registrato il 22 giugno 1953 e pubblicato dalla Blue Note due anni più tardi, nel 1953. Parte del materiale in scaletta fu originariamente pubblicato, sempre dalla Blue Note, in un vinile da 10 pollici con il titolo J. J. Johnson with Clifford Brown.

Il sestetto all’opera vede la collaborazione di alcuni dei nomi più autorevoli dell’epoca: Clifford Brown alla tromba (con una prestazione generale che, anche più del bandleader, riesce ad attirare le attenzioni di chi ascolta), Jimmy Heath al sax (sia tenore sia baritono), John Lewis al pianoPercy Heath al contrabbasso Kenny Clarke alla batteria. Tra i sei brani (più tre take alternativi in coda, registrati durante la stessa sessione) sono da sottolineare It Could Happen to You, la Turnpike composta dallo stesso Johnson e una versione classica di Get Happy.

La Penguin Guide to Jazz ha incluso questo primo volume nella sua “Core Collection” (così come il secondo, più o meno dello stesso periodo), riconoscendo al disco quattro stelle su quattro e definendolo come uno dei documenti più importanti del jazz del dopoguerra.

j. j. johnson

Tracklist:

  1. Capri (G. Gryce) – 3:37
  2. Lover Man (J. Davis, R. “Ram” Ramirez, J. Sherman) – 3:50
  3. Turnpike (J. J. Johnson) – 4:15
  4. Sketch 1 (J. Lewis) – 4:21
  5. It Could Happen to You (J. Burke, J. Van Heusen) – 4:42
  6. Get Happy (H. Arlen, T. Koehler) – 4:47
  7. Capri [Alternate Take] (G. Gryce) – 3:47
  8. Turnpike [Alternate Take] (J. J. Johnson) – 4:10
  9. Get Happy [Alternate Take] (H. Arlen, T. Koehler) – 4:11

Musicisti:

  • J. J. Johnson – Trombone
  • Clifford Brown – Tromba (eccetto traccia 5)
  • Jimmy Heath – Sax tenore, Sax baritono (eccetto traccia 5)
  • John Lewis – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

Milt Jackson Quintet Live at the Village Gate

live at the village gate

Registrato il 9 dicembre del 1963 presso il Village Gate di New York e pubblicato in seguito dalla Riverside, Milt Jackson Quintet Live at the Village Gate è un album live del vibrafonista jazz Milt Jackson in collaborazione con il sassofonista Jimmy Heath. Le sessioni di Milt Jackson al di fuori del Modern Jazz Quartet hanno sempre avuto un occhio di riguardo ad un hard-swinging lineare e melodico attraverso interessanti cambi di accordo e incantevoli dichiarazioni d’amore per le ballate più riflessive. Jackson ha sempre avuto un occhio di riguardo per le sue collaborazioni con vari tenoristi, ma con Jimmy Heath, che in quest’album è protagonista quanto lui, costruì una rapporto privilegiato che portò a questo bellissimo disco e, un anno più tardi, ad uno dei capolavori più riconosciuti di Jackson, In a New Settings.

Live al Village Gate è un disco sopra le righe dove Jackson e Heath, in compagnia del pianista Hank Jones, del contrabbassista Bob Cranshaw e del batterista Al “Tootie” Heath, dialogano armoniosamente tra loro oscillando tra ballate e magnifici standard blues (ascolta la Little Girl Blue di Hart e Rodgers in fondo al post).

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Jackson, tranne dove indicato diversamente.

  1. Bags of Blues – 7:44
  2. Little Girl Blue (L. Hart, R. Rodgers) – 4:27
  3. Gemini (J. Heath) – 9:41
  4. Gerri’s Blues – 7:41
  5. Time After Time (S. Cahn, J. Styne) – 4:33
  6. Ignunt Oil – 7:05
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Willow Weep for Me (A. Ronell) – 4:45
  8. All Members (J. Heath) – 7:09

Musicisti:

  • Milt Jackson – Vibrafono
  • Jimmy Heath – Sax tenore
  • Hank Jones – Piano
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Albert Heath – Batteria

Miles Davis Volume 1 & 2 (Complete: Miles Davis Allstars)

miles davis volume 1

Dopo le prime esperienze da bandleader per le etichette Capitol, Black Lion, Prestige e Savoy, Miles Davis debutta con la Blue Note Records con un terzetto di sessioni che daranno vita a due particolari album pubblicati entrambi nel 1955: Miles Davis Volume 1 e Miles Davis Volume 2. I due dischi raccolgono i 18 brani complessivi dei tre album a 10 pollici che Davis pubblicò tra il 1953 e il 1954 (Young Man with a Horn, Miles Davis Vol. 2 e Miles Davis Vol. 3).

Le due sessioni incluse sul Volume 1 (9 maggio 1952 e 6 marzo del 1954) sono tra le prime registrazioni hard bop che più avrebbero influenzato il futuro jazz mainstream a partire dal 1960. La prima sessione presenta Davis in sestetto in compagnia del trombonista J. J. Johnson, dell’amico sassofonista Jackie McLean, del pianista Gil Coggins, del contrabbassista Oscar Pettiford e del batterista Kenny Clarke. Importanti e da sottolineare, qui, i brani Dear Old Stockholm, Woody ‘n You e le reinterpretazioni di Yesterdays e How Deep Is the Ocean?. Per i restanti sei brani in scaletta (escluse quindi le versioni alternative di Donna e Would’n You) Davis suona invece in quartetto con il pianista Horace Silver, il contrabbassista Percy Heath e il batterista Art Blakey.

miles davis volume 2

Miles Davis Volume 2 raccoglie invece i brani nati dalla seconda sessione (20 aprile 1953), riconosciuta come la più ispirata delle tre e dalle radici più be bop. Qui Davis è di nuovo in sestetto con Jimmy Heath al sax tenore, J. J. Johnson al trombone, Gil Coggins al piano, Percy Heath al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. Il cast affronta una vetrina molto ambiziosa ispirata dalle composizioni di alcuni dei più grandi compositori jazz dell’epoca come Dizzy Gillespie, Ray Brown e Bud Powell. In ogni caso Davis,con Johnson e Heath, dà ad ogni brano un “peso specifico” da big band, come nel caso della cadenzata Kelo o della tragica Enigma (inserite in apertura d’album solo nella successiva rimasterizzazione in CD) che precedono di pochi anni quella tradizione orchestrale che avrebbe reso un capolavoro il futuro Birth of the Cool. In particolare Jimmy Heath sembra prendere a ispirazione i modelli orchestrali di Count Basie e Dizzy Gillespie e pennellare i propri assolo con affettuosi accenni al modo di suonare di Lester Young. La ballata Gillespiana I Waited for You è uno degli spettacoli di Davis più affascinanti, mentre lo swing di C.T.A. Ray’s Idea (anche queste inserite nel Volume 2 solo nella successiva rimasterizzazione in digitale) riassume le innovazioni nel fraseggio blues tanto caro a Davis. Da sottolineare infine il suo arrangiamento trascendentale e il suo personalissimo assolo su Tempus Fugit, un inno per modernisti di Bud Powell che genera una serie di impegnative variazioni sinfoniche guidate in questo caso dall’intensità emotiva di un ispiratissimo Art Blakey (la gioia con cui Davis e Blakey dialogano tra swing, ritmi afro-cubani, blues e fraseggi bop esprime a meraviglia il concetto stesso di jazz).

Tracklist:
La scaletta riportata qui sotto fa riferimento a quella originale pubblicata nei due dischi in vinile nel 1955. Oggi, però, la ristampa in digitale del doppio album che la Blue Note ha distribuito nel 2001 avvalendosi della rimasterizzazione di Rudy Van Gelder e titolata Complete: Miles Davis Allstars, viene considerata la versione definitiva (qui trovi la tracklist rivista da 26 brani).

Volume 1:

  1. Tempus Fugit – (B. Powell) – 3:47
  2. Kelo – (J. J. Johnson) – 3:16
  3. Enigma – (J. J. Johnson) – 3:20
  4. Ray’s Idea – (R. Brown, G. Fuller) – 6:42
  5. How Deep Is the Ocean? – (I. Berlin) – 4:36
  6. C.T.A. (Alternate Master) – (J. Heath) – 3:18
  7. Dear Old Stockholm – 4:10
  8. Chance It – (O. Pettiford) – 3:00
  9. Yesterdays – (J. Kern, O. Harbach) – 3:42
  10. Donna [Alternate Take] – (J. McLean) – 3:08
  11. C.T.A. – (J. Heath) – 3:20
  12. Would’n You [Alternate Take] – (D. Gillespie) – 3:19

Volume 2:

  1. Take Off – (M. Davis) – 3:37
  2. Weirdo – (M. Davis) – 4:42
  3. Would’n You – (D. Gillespie) – 3:19
  4. I Waited for You – (D. Gillespie, G. Fuller) – 3:26
  5. Ray’s Idea [Alternate Master] – (R. Brown, G. Fuller) – 3:48
  6. Donna – (J. McLean) – 3:10
  7. Well, You Needn’t – (T. Monk) – 5:20
  8. The Leap – (M. Davis) – 4:28
  9. Lazy Susan – (M. Davis) – 4:00
  10. Tempus Fugit [Alternate Master] – (B. Powell) – 3:55
  11. It Never Entered My Mind – (R. Rodgers, L. Hart) – 4:02

Musicisti:

1952

  • Miles Davis – Tromba
  • Jackie McLean – Sax contralto
  • J.J. Johnson – Trombone
  • Gil Coggins – Piano
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

1953

  • Miles Davis – Tromba
  • Jimmy Heath – Sax tenore
  • J. J. Johnson – Trombone
  • Gil Coggins – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

1954

  • Miles Davis – Tromba
  • Horace Silver – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Milt Jackson Sextet | Invitation

invitation

Invitation è un album del vibrafonista Milt Jackson realizzato in collaborazione con il suo sestetto ufficiale e pubblicato nel 1962 dalla Riverside. Registrato presso i Plaza Sound Studios di New York in tre diverse sessioni (30 agosto, 31 ottobre e 7 novembre 1962, ad un anno appena dal bellissimo Bags Meets Wes! in collaborazione con il chitarrista Wes Montgomey), quest’album affonda le radici in un post-bop classico e vede all’opera Kenny Dorham alla tromba (che cede lo strumento a Virgil Jones su un paio di brani), Tommy Flanagan al piano, Jimmy Heath al sax tenore, Ron Carter al contrabbasso e Connie Kay alla batteria. Inutile negare il ruolo di protagonista allo stesso Jackson che regala a questo set di brani il suo timbro oscillante e distintivo e una serie di notevoli interazioni con gli altri musicisti, in particolare sulle uniche due composizioni originali del vibrafonista (The Sealer e Poom-A-Loom) e sulla Ruby, My Dear  di Thelonious Monk.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Jackson, tranne dove indicato diversamente. Nella ristampa in CD sono state inserite le versioni alternative di Ruby, My Dear (take 5) e None Shall Wander (take 6).

  1. Invitation (B. Kaper, P. F. Webster) – 3:55
  2. Too Close for Comfort (J. Bock, L. Holofcener, G. D. Weiss) – 5:15
  3. Ruby, My Dear [Take 6] (T. Monk) – 4:27
  4. The Sealer – 6:32
  5. Poom-A-Loom – 6:56
  6. Stella by Starlight (N. Washington, V. Young) – 4:00
  7. Ruby (T. Monk) – 5:53
  8. None Shall Wander [Take 8] (K. Dorham) – 3:55

Musicisti:

  • Milt Jackson – Vibrafono
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Virgil Jones – Tromba (tracce 2 e 6)
  • Jimmy Heath – Sax tenore (tracce 1, 3-5 & 7-10)
  • Tommy Flanagan – Piano
  • Ron Carter – Contrabbasso
  • Connie Kay – Batteria

Curtis Fuller | Soul Trombone

soul trombone

Soul Trombone è un album del trombonista jazz Curtis Fuller registrato nl 1961 e pubblicato dalla Impulse! nello stesso anno. A partire dal suo album di debutto come leader per la Prestige (New Trombone, 1957), Fuller fu molto richiesto dalle varie etichette discografiche sia come sideman sia come leader (basti pensare che questo Soul Trombone, è il suo diciottesimo album da leader, in soli quattro anni).

Lo strumento di Fuller è naturalmente protagonista, ma il cast con il quale dialoga non è certo da meno: Freddie Hubbard alla tromba, Jimmy Heath al sax tenore, Cedar Walton al piano, Jymie Merritt al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria (sostituito da G.T. Hogan solo sulla prima traccia). Soul Trombone è un disco prevalentemente hard bop dove le interazioni tra i musicisti e i loro assoli sono superbi, con un Fuller molto propenso a donare più spazio possibile ai suoi colleghi. Un lavoro considerato di prim’ordine, dalla critica specializzata, dove spiccano soprattutto le tre composizioni originali (in una scaletta complessiva di sei brani) firmate dallo stesso Fuller: The Clan, Newdles e Ladies’ Night. Originali che, nonostante non siano diventati celebri, sono assolutamente da ricordare in quanto a ritmi e tempi.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Fuller, tranne dove indicato. Tutti i brani sono stati registrati nel 1961 presso gli studi Van Gelder, nel New Jersey, il 15 novembre (traccia 1), il 16 novembre (tracce 2 e 3) e il 17 novembre (tracce 4, 5 e 6).

  1. The Clan – 6:19
  2. In the Wee Small Hours of the Morning (B. Hilliard, D. Mann) – 4:57
  3. Newdles – 7:40
  4. Dear Old Stockholm (Traditional) – 4:03
  5. The Breeze and I (E. Lecuona, A. Stillman) – 9:07
  6. Ladies’ Night – 6:30

Musicisti:

  • Curtis Fuller – Trombone
  • Freddie Hubbard – Tromba
  • Jimmy Heath – Sax tenore
  • Cedar Walton – Piano
  • Jymie Merritt – Contrabbasso
  • Jimmy Cobb – Batteria (tracce 2-6)
  • G. T. Hogan – Batteria (traccia 1)