My Favorite Things: Coltrane at Newport

my favorite things coltrane at newport

Pubblicato dalla Impulse! Records nel 2007, My Favorite Things: Coltrane at Newport raccoglie le performance dal vivo del sassofonista registrate al Newport Jazz Festival il 7 luglio del 1963 e il 2 luglio del 1965 (pezzi già inseriti in precedenti album).

I primi tre pezzi, tratti dalla sessione del ’63, furono originariamente inseriti negli album Newport ’63 (anche questo pubblicato postumo dalla Impulse nel 1993) e Selflessness: Featuring My Favorite Things (Impulse, 1969), con la differenza che Impressions è qui presente per la prima volta nella sua versione extended (quasi 24 minuti), che I Want to Talk About You si apre con l’introduzione sul palco di Willis Conover e che la meravigliosa My Favorite Things (estesa per l’occasione a 17 minuti) è una tra le più belle versioni live in circolazione.
Il cast all’opera è il classico quartetto di Coltrane con McCoy Tyner al piano e Jimmy Garrison alla batteria, ma una piccola variazione sulla batteria con Roy Haynes al posto di Elvin Jones (che non riuscì ad essere presente).

Il set di brani della sessione del ’65 componeva invece il lato A dell’album New Thing at Newport, pubblicato dalla Impulse nel 1966 (sul lato B erano presenti le performance del quartetto di Archie Shepp). Qui Elvin Jones prende di nuovo il proprio posto alla batteria e il quartetto firma One Down, One Up (in una versione breve da 12 minuti ripresa integralmente, nei suoi 27 minuti di durata, solo nel 2005 nell’album Live at the Half Note: One Down, One Up) e una seconda versione lunga di My Favorite Things.

john coltrane

Messi insieme, i due diversi set compongono un meraviglioso ed unico affresco che sottolinea i diversi approcci dei due batteristi all’opera e la visione completa che Coltrane riusciva ad avere (e ad imprimere) a quel punto della propria carriera.

Tracklist:
Le tracce dalla 1 all 3 sono state registrate dal vivo il 7 luglio 1963 al Newport Jazz Festival in Freebody park, nel Rhode Island. Le tracce dalla 4 alla 6 allo stesso Festival, ma nell’edizione del 2 luglio del 1965.

  1. I Want to Talk About You – 9:41
  2. My Favorite Things – 17:20
  3. Impressions – 23:30
  4. Spoken Introduction to John Coltrane’s Set By Father Norman O’Connor – 1:08
  5. One Down, One Up – 12:43
  6. My Favorite Things – 15:13

Musicisti:

  • John Coltrane – Sax tenore, Sax soprano
  • McCoy Tyner – Piano
  • Jimmy Garrison – Contrabbasso
  • Roy Haynes – Batteria (tracce 1-3)
  • Elvin Jones – Batteria (tracce 5-6)

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Miles Davis Quintet with John Coltrane | Live in Zurich

live in zurich

Pubblicato dalla Jazz Unlimited solo nel 1993, Live in Zurich è un album di Miles Davis che raccoglie due sessione live registrate a cavallo tra gli anni ’50 e ’60.
Fresco del succeso planetario riservato al suo Kind of Blue, Davis infatti decide di partire con il suo quintetto per l’Europa. Un ensemble straordinario composto da John Coltrane al sax tenore, Wynton Kelly al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria, che riesce a toccare meravigliosi picchi esplorativi anche dal vivo, attraverso quattro brani lunghi (dai 10 ai 17 minuti) registrati alla Kongresshaus di Zurigo, in Svizzera, l’8 aprile del 1960.
Davis non perde occasione per sfoggiare il suo impeccabile e poetico fraseggio, anche se qui in particolare è Coltrane a brillare, dispiegando note su note con la solita passione in una serie di intensi assolo (non a caso il disco riporta anche il suo nome in copertina).
In scaletta sono presenti solo classici di Davis, tra i quali If I Where a Bell e All Blues (i più lunghi del disco con 17 minuti ciascuno), Fran-Dance e l’intramontabile So What. Da sottolineare The Theme, un rapido divertissement musicale (solo un minuto di durata) che saluta il pubblico e suonata solo da Davis e Cobb.

John Coltrane & Miles Davis

La seconda parte del disco è impreziosita da quattro bonus tracks tratte dalla performance live registrata invece al Café Bohemia di New York due anni prima (nella notte del 17 maggio del 1958). Il quintetto è più o meno lo stesso, con l’eccezione di Bill Evans al piano (al posto di Kelly) e Philly Joe Jones alla batteria (al posto di Cobb).
Di Davis si segnala solo il brano Four, mentre gli altri sono standard noti come Bye Bye Blackbird, Walkin’ e la Two Bass Hit di Gillespie e Lewis, qui purtroppo in una versione incompleta.

Live in Zurich è un documento prezioso di una delle jazz band più grandi di sempre e una testimonianza fondamentale sulla capacità di questi musicisti di improvvisare dal vivo come se avessero provato in studio per giorni.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Davis, tranne dove indicato diversamente.

  1. If I Were a Bell – 16:44
  2. Fran-Dance – 7:42
  3. So What – 15:27
  4. All Blues – 17:06
  5. The Theme – 0:55
    Bonus tracks nella versione in CD:
  6. Four – 4:51
  7. Bye Bye Blackbird (M. Dixon, R. Henderson) – 6:52
  8. Walkin’ (R. Carpenter) – 6:32
  9. Two Bass Hit [Incomplete] (D. Gillespie, J. Lewis) – 0:48

Musicisti:

  • Miles Davis – Tromba
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Wynton Kelly – Piano (tracce 1-5)
  • Bill Evans – Piano (tracce 6-9)
  • Jimmy Cobb – Batteria (tracce 1-5)
  • Philly Joe Jones – Batteria (tracce 6-9)

John Coltrane | Live at Birdland

coltrane live at birdland

Live at Birdland raccoglie una delle prestazioni live più note e amate del sassofonista John Coltrane, accompagnato dai suoi sidemen di fiducia: McCoy Tyner al piano, Jimmy Garrison al contrabbasso e Elvin Jones alla batteria.

Registrato presso il celebre Birdland di New York durante la notte dell’8 ottobre del 1963, e pubblicato subito dopo dalla Impulse, l’album in realtà presenta in scaletta solo tre pezzi (su cinque in totale) registrati dal vivo: versioni brillanti di Afro Blue (standard composto dal percussionista cubano Ramón “Mongo” Santamaría nel 1959 e arrangiato da Coltrane per la prima volta qui, se non ricordo male), I Want to Talk About You (versione che rispetto a quella originale, inserita nel disco Soultrane nel 1958, presenta un lungo assolo finale dello stesso Coltrane) e The Promise. Mentre i restanti due sono incisi in studio: Your Lady (la traccia più dolce del disco) e Alabama (composto da Coltranecome tributo ai quattro bambini rimasti uccisi il 15 settembre ’63 durante un attentato razzista ad opera del Ku Klux Klan in una chiesa battista nella cittadina di Birmingham, in Alabama“).

john coltrane

Come ebbe modo di scrivere LeRoi Jones nelle note del disco, Live at Birdland è una delle più belle e sentite testimonianze dal vivo del sassofonista, dove tutto è davvero vivo, compresi i suoni e le parole delle persone che erano lì quella sera, e dove la musica di Coltrane e socivi farà pensare a un sacco di cose strane e meravigliose.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Coltrane, tranne dove indicato diversamente.

  1. Afro Blue (M. Santamaria)  – 10:50
  2. I Want to Talk About You (B. Eckstine)  – 8:11
  3. The Promise – 8:10
  4. Alabama – 5:09
  5. Your Lady – 6:39
    Bonus track nella versione in CD:
  6. Vilia – 4:36

Musicisti:

  • John Coltrane – Sax tenore, Sax soprano
  • McCoy Tyner – Piano
  • Jimmy Garrison – Contrabbasso
  • Elvin Jones – Batteria

Thelonious Monk | Monk’s Music

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Monk’s Music nacque da una sessione del 26 giugno 1957 a New York e viene pubblicato nello stesso anno dalla Riverside Records. Thelonious Monk lo registrò nemmeno a sei mesi di distanza da uno dei suoi più grandi successi dell’epoca, Brilliant Corners.

Il sestetto all’opera, composto da straordinarie personalità, oltre allo stesso Monk al piano vede anche Ray Copeland alla tromba, Gigi Gryce al sax alto, Coleman Hawkins e John Coltrane al sax tenore, Wilbur Ware al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. A proposito di Coltrane, la sua presenza è da attribuire al fatto che si era unito al gruppo di Monk dopo un breve periodo passato nel quintetto di Miles Davis. E Monk’s Music è in effetti l’unica testimonianza registrata in studio della collaborazione tra il lui e il pianista.

Cinque dei sei pezzi totali sono composizioni originali di Monk, anche se qualcuno era già apparso in precedenti lavori. Il disco si apre con Abide with Me, un preludio sacro suonato in chiave gospel (e solo dal quartetto di fiati) scritto in origine dall’organista inglese William Henry Monk nel 1847.
Vanno citate inoltre l’immortale standard monkiano Ruby, My Dear, qui immersa nelle ricche e fumose atmosfere di Hawkins, Off Minor, guidata per lo più dai brillanti e memorabili assolo del pianista, ed Epistrophy, pezzo testimone della grande intesa tra Monk e Coltrane e di un meraviglioso assolo di Blakey, qui al top della forma.

thelonious monk

I sei anni di collaborazione tra Monk e la Riverside tra il 1955 e il 1961, sono spesso citati come punto focale dell’intera carriera del pianista. E anche se Monk’s Music dura poco più di trenta minuti, sono qui infatti confezionate le versioni definitive di alcune delle più note composizioni del pianista e alcune incredibile interazioni di uno spettacolare ensemble (quelle tra Coltrane e Hawkins, basterebbero da sole).

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.

  1. Abide with Me (H. F. Lyte, W. H. Monk) – 0:54
  2. Well, You Needn’t – 11:24
  3. Ruby, My Dear – 5:26
  4. Off Minor – 5:07
  5. Epistrophy (T. Monk, K. Clarke) – 10:46
  6. Crepuscule with Nellie – 4:38

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano
  • Ray Copeland – Tromba
  • Gigi Gryce – Sax alto
  • Coleman Hawkins – Sax tenore
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Wilbur Ware – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

John Coltrane | Coltrane’s Sound

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Pubblicato nel 1964 dalla Atlantic Records, Coltrane’s Sound raccoglie il materiale che venne inciso negli studios dell’etichetta durante le sessioni di My Favorite Things. Il disco fu assemblato dopo la partenza di John Coltrane per la Impulse e, come già accaduto in passato con Prestige e Blue Note, fu pubblicato senza la sua approvazione ufficiale. In ogni caso, nonostante la sua natura “raffazzonata”, secondo alcuni critici quest’album rimane a tutti gli effetti uno dei suoi lavori più sottovalutati.

Il quartetto all’opera, inutile sottolinearlo, è lo stesso di My Favortite Things: Coltrane al sax soprano e tenore, McCoy Tyner al piano, Steve Davis al contrabbasso ed Elvin Jones alla batteria.
La sessione, registrata durante quei tre giorni dell’autunno del 1960, va collocata in un periodo tra i più prolifici di Coltrane e dà vita a
sei pezzi segnati dall’inconfondibile stile primi anni ’60 del sassofonista americano. The Night Has A Thousand Eyes e il noto standard Body and Soul sono le uniche due composizioni a non essere firmate dal bandleader. Liberia è dedicata alla nazione africana e ispirata, con rispettoso omaggio, alla Night in Tunisia di Dizzy Gillespie. Da sottolineare infine il bellissimo e ipnotico blues Equinox, contraddistinto da una invidiabile precisione ritmica, in particolare quella dai toni swing pop di Jones alla batteria. Per una descrizione più particolareggiata dei pezzi, ti rimando alla relativa voce su wikipedia.

john coltrane

Come già detto, Coltrane’s Sound non è certo un dei titoli più noti di Coltrane, ma a prescindere da questa mancanza di attenzione, questo set di brani rimane in assoluto uno tra i suoi più fini e brillanti.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Coltrane, tranne dove indicato diversamente.

  1. The Night Has A Thousand Eyes (B. Bernier, J. Brainin) – 6:42
  2. Central Park West – 4:12
  3. Liberia – 6:45
  4. Body and Soul (E. Heyman, R. Sour, F. Eyton, J. Green) – 5:35
  5. Equinox – 8:33
  6. Satellite – 5:48
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. 26-2 – 6:09
  8. Body and Soul [Alternate Take] – 5:57

Musicisti:

  • John Coltrane – Sax tenore (1, 3-6, 8), Sax soprano (2, 7)
  • McCoy Tyner – Piano
  • Steve Davis – Contrabbasso
  • Elvin Jones – Batteria

The Complete Columbia Recordings of Miles Davis with John Coltrane

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The Complete Columbia Recordings of Miles Davis with John Coltrane è un box set da sei CD pubblicato nell’ottobre 1999 e dedicato appunto ai due musicisti in questione. Si tratta del primo cofanetto, di una serie di otto, confezionati dalla Columbia/Legacy e destinati al lavoro di Miles Davis per la Columbia Records. Questo, in particolare, comprende brani noti e take alternativi mai pubblicati prima, i commenti di vari musicisti e anche le false partenze eliminate dalle versioni originali. Originariamente distribuito in edizione limitata e racchiuso in un cofanetto di metallo, fu ristampato nel 2004 e allegato ad un libro di grandi dimensioni.

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In The Complete Columbia Recordings of Miles Davis with John Coltrane sono raccolte tutte le collaborazioni di Davis e Coltrane che vanno dal 1957 al marzo 1973. Nello specifico si tratta di tre album in studio (prodotti appunto dalla Columbia), due brani da un quarto disco e due live:

  • ‘Round About Midnight (marzo 1957)
  • Milestones (settembre 1958)
  • Kind of Blue (agosto 1959)
  • Someday My Prince Will Come (dicembre 1961) (solo 2 tracce)
  • Miles & Monk at Newport (maggio 1964) (solo Lato A)
    (ristampato nel 2001 solo come Miles Davis at Newport 1958)
  • Jazz at the Plaza (settembre 1973)

Questa è stata forse la raccolta più attesa dagli appassionati di Davis e Coltrane e non è così difficile capire il perché: le collaborazioni tra i due giganti del jazz hanno avuto come risultato le dinamiche registrazioni che tutti conoscono e che stabiliscono tuttora gli standard del jazz moderno (discorso che riguarda sia le loro sessioni per la Prestige sia quelle per la Columbia). Proprio dalla fine degli anni ’50, infatti, Davis cominciò a spingersi oltre i confini della propria musica realizzando rarissime perle e questi sei dischi ripercorrono proprio questa progressione dinamica partendo da ‘Round About Midnight per passare poi ad alcune delle pietre miliari del jazz modale più note di sempre come Kind of Blue.

Questo box set è stato progettato soprattutto per i collezionisti e gli appassionati storici. Al contrario, per via del troppo materiale organizzato in modo da non facilitare l’ascolto a chi non è ben addentro l’argomento, non è invece consigliato ai neofiti. In generale, però, per chi conosce e ama questa musica, questo è il complemento indispensabile in una vera libreria jazz che abbia la pretesa di apparire completa.

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Tracklist:
Per la tracklist completa, puoi consultare la pagina di Wikipedia in inglese qui.

Musicisti:

  • Miles Davis – Tromba
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Hank Mobley – Sax tenore (disco 5: traccia 1)
  • Cannonball Adderley – Sax alto
    (disco 3, disco 4: tracce 1, 6–9; disco 5: tracce 3–9; disco 6)
  • Red Garland – Piano (disco 1; disco 2; disco 3: tracce 1–6)
  • Bill Evans – Piano
    (disco 3: tracce 6-10; disco 4: tracce 1, 4–9; disco 5: tracce 3-9; disco 6)
  • Wynton Kelly – Piano (disco 4: tracce 2-3; disco 5: tracce 1–2)
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Philly Joe Jones – Batteria (disco 1; disco 2; disco 3: tracce 1-6)
  • Jimmy Cobb – Batteria (disco 3: tracce 7-10; disco 4; disco 5; disco 6)

John Coltrane | Sun Ship

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Registrato il 26 agosto 1965, ma pubblicato postumo dalla Impulse! nel 1971, Sun Ship è un album di John Coltrane che approfondisce le tematiche free jazz già esplorate precedentemente nell’album Transition.

Sun Ship è uno uno degli ultimi album dove Coltrane incide con il suo storico quartetto, prima di iniziare un percorso di sperimentazione con una band da più elementi (sia McCoy Tyner sia Elvin Jones lasciarono la band l’anno successivo, nel 1966, interrompendo così quel prestigioso sodalizio durato quattro anni ma che aveva avuto il tempo di raggiungere una vitale identità collettiva).

Dalla pagina Wikipedia dedicata all’album:

Il sereno e rilassato andamento di ballate come Welcome viene qui trasformato in uno nuovo stile di “ballad” nei brani Dearly Beloved e Attaining. Questo particolare stile prevede un tempo di esecuzione molto lento, massiccia presenza della batteria, e un sound più “pesante” ed “intenso” rispetto a quello delle classiche ballate jazz. Come già in Psalm (da A Love Supreme), non esiste una vera e propria melodia, i pezzi si reggono su scale e accordi utilizzati per costruire un tema improvvisato. Gli assoli di Coltrane sulle tracce sono più estremi rispetto a quelli dei suoi primi album, e risentono dell’influenza degli stili di Albert Ayler e Pharoah Sanders, due guru della “New Thing”. Il titolo del disco, Sun Ship (“la nave solare“) potrebbe essere stato ispirato a Coltrane dalla concezione del free jazz di cui si faceva portavoce Sun Ra, con tutti i suoi rimandi alla science fiction e all’esistenza umana.

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Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Coltrane.

  1. Sun Ship – 6:12
  2. Dearly Beloved – 6:27
  3. Amen – 8:16
  4. Attaining – 11:26
  5. Ascent – 10:10

Musicisti:

  • John Coltrane – Sax tenore, Sax soprano
  • McCoy Tyner – Piano
  • Jimmy Garrison – Contrabbasso
  • Elvin Jones – Batteria