Kenny Burrell | Blue Lights vol. 1&2

blue lights vol. 1 & vol. 2

Blue Lights è un album del chitarrista jazz Kenny Burrell, registrato nel 1958 e pubblicato originariamente dalla Blue Note come due LP da 12 pollici dal titolo Volume 1 e Volume 2. Solo successivamente fu ristampato, con una track list rivista nell’ordine, prima come doppio album in vinile e poi in un set da due CD.

In Volume 1, Burrell conduce una jam session caratterizzata dalla tromba di Louis Smith (giovane, talentuoso musicista che più di un critico accostò all’epoca al modo di suonare di Lee Morgan), dallo splendido doppio sax tenore di Junior Cook e Tina Brooks, dal piano di Duke Jordan, dal contrabbasso di Sam Jones e dalla batteria del grande Art Blakey. Tra i punti più alti di questa prima sessione, la Scotch Blues di Jordan e l’effervescente I Never Knew, pezzo restaurato digitalmente solo nel 1989 e inserito purtroppo solo come bonus track nella versione in CD.

In Volume 2, il cast all’opera rimane praticamente lo stesso con l’eccezione Bobby Timmons che prende il posto di Jordan al piano. Questa sessione è incentrata invece su due standard, Caravan di Duke Ellington (che sembra tagliata su misura per la chitarra di Burrell) e Autumn in New York di Vernon Duke, e due originali, Chuckin di Sam Jones e Rock Salt dello stesso Burrell.

kenny burrell

In definitiva Blue Lights è un meraviglioso doppio album (impreziosito anche nella confezione dalla copertina firmata da Andy Warhol) che raccoglie dell’ottima musica improntata al bop più mainstream di quel periodo.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Burrell, tranne dove indicato diversamente. Tutti i brani sono stati registrati a New York City, presso le Manhattan Towers, il 14 maggio 1958.

Volume 1
  1. Phinupi – 9:47
  2. Yes Baby – 11:15
  3. Scotch Blues (D. Jordan) – 8:00
  4. The Man I Love (G. Gershwin, I. Gershwin) – 6:47
    Bonus track nella versione in CD:
  5. I Never Knew (T. Fio Rito, G. Kahn) – 12:37
Volume 2
  1. Caravan (D. Ellington, I. Mills, J. Tizol) – 9:55
  2. Chuckin’ (S. Jones) – 12:10
  3. Rock Salt – 11:19
  4. Autumn in New York (V. Duke) – 5:44

Musicisti:

  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Louis Smith – Tromba
  • Tina Brooks – Sax tenore (vol. 1, tracce 2, 3 e 5; vol. 2, tracce 1-3)
  • Junior Cook – Sax tenore (vol. 1, tracce 1-3 e 5, vol. 2, tracce 1-3)
  • Duke Jordan – Piano (in vol. 1)
  • Bobby Timmons – Piano (in vol. 2)
  • Sam Jones – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

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Jimmy Heath Quintet | On the Trail

on the trail

Registrato nei Plaza Sound Studios di New York nel 1964 e pubblicato dalla Riverside nello stesso anno, On the Trail è il sesto album del sassofonista Jimmy Heath. Un lavoro, questo, che a differenza di alcune sue sessioni precedenti registrate per la stessa etichetta, pone molta più attenzione sui suoi tempi e toni, piuttosto che sulle sue doti di arrangiatore.

Dopo anni come sideman di lusso per eminenti colleghi (anche solo nel il 1964, vedi la sua partecipazione a The Thing to Do di Blue Mitchell o a In a New Setting di Milt Jackson) Heath risulta qui in forma eccellente, in completa sintonia con un agile quintetto composto anche da Wynton Kelly al piano, Kenny Burrell alla chitarra, Paul Chambers al contrabbasso Albert “Tootie” Heath alla batteria.
L’hard bop del sassofonista
è uno di quelli immediatamente riconoscibili e per On the Trail è al servizio di quattro standard tra noti e meno noti (tra tutti la All the Things You Are di Hammerstein e Kern) e tre composizioni originali scritte di proprio pugno (Cloak and Dagger e le versioni originali di Gingerbread Boy e Project S).

jimmy heath

On the Trail è un fulgido e perfetto testimone del talento sonoro di un sassofonista fin troppo sottovalutato dal pubblico e dalla discografia tanto essenziale dal punto di vista quantitativo, quanto complessa e stratificata da quello stilistico.

Tracklist:

  1. On the Trail (F. Grofé) – 5:04
  2. Cloak and Dagger (J. Heath) – 4:17
  3. Vanity (B. Bierman, J. Manus, G. Wood) – 4:37
  4. All the Things You Are (O. Hammerstein II, J. Kern) – 5:19
  5. Gingerbread Boy (J. Heath) – 5:29
  6. I Should Care (S. Cahn, A. Stordahl, P. Weston) – 5:13
  7. Project S (J. Heath) – 8:01

Musicisti:

  • Jimmy Heath – Sax tenore
  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Wynton Kelly – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Albert Heath – Batteria

Thad Jones | After Hours

after hours

After Hours è un album del trombettista Thad Jones registrato il 21 giugno 1957 e publicato dalla Prestige nello stesso anno. Particolarità di questo disco è che fu poi ristampato sei anni più tardi, nel ’53, con un titolo diverso (Steamin’) e accreditato alla doppia guida del sassofonista Frank Wess e del chitarrista Kenny Burrell.

In effetti non sembra esistere un vero e proprio leader in questa jam session in sestetto che raccoglie la propria forza proprio nelle zone d’interazione tra i vari musicisti, nonostante tutti abbiano anche ampio spazio per gli assolo personali.
Oltre allo stesso Jones alla tromba, all’opera troviamo un nutritissimo gruppo all stars composto da Frank Wess al flauto e al sax tenore, Mal Waldron al piano (autore anche di tutte e quattro le composizioni in scaletta), Kenny Burrell alla chitarra, Paul Chambers al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.
La tracklist raccoglie quattro pezzi che variano da un minimo di nove minuti ad un massimo di dodici, tra cui vanno sottolineate il pimpante e bellissimo brano che apre il disco, Steamin’, ottima prova per il flauto scatenato di Wess, e la lenta Empty Street che invece lo chiude sulle nostalgiche note della tromba di Jones (e dove in generale i protagonisti sono i due fiati).

thad jones

Un cast eccezionale per un un disco che raccoglie quattro meravigliosi pezzi che fanno la felicità dei fan del bop e, più in generale, di tutti gli amanti della buona musica.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Mal Waldron.

  1. Steamin’ – 9:20
  2. Blue Jelly – 11:20
  3. Count One – 7:52
  4. Empty Street – 12:35

Musicisti:

  • Thad Jones – Tromba
  • Frank Wess – Flauto, Sax tenore
  • Mal Waldron – Piano
  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Kenny Burrell | All Night Long

all night long

All Night Long è un album del chitarrista jazz Kenny Burrell registrato il 28 dicembre del 1956 e pubblicato dalla Prestige. Oltre a raccogliere due tra le migliori sessioni dell’intera carriera musicale di Burrell, questo disco è noto anche per una giovane e prestigiosa squadra all-star composta da Donald Byrd alla trombaHank Mobley al sax tenore, Jerome Richardson al secondo sax tenore e al flauto, Mal Waldron al piano, Doug Watkins al contrabbasso Art Taylor alla batteria.

Oltre alla stupenda title track, All Night Long, composta dallo stesso chitarrista, sono presenti in scaletta altri tre originali firmati dai membri della band: Boo-Lu e Li’l Hankie di Mobley e Flickers di Waldron. Jam session di questo tipo sono da tenere in considerazione anche solo per via dello spazio individuale destinato ai vari membri e ai loro assolo. Ma i musicisti all’opera non sono noti per caso e anche le loro interazioni risultano meravigliose e ispirare, tanto da rendere questo All Night Long uno degli album di Burrell più consigliati dalla critica di settore.

Da sottolineare inoltre che rispetto all’album originale, la versione in CD è stata arricchita con un bellissimo medley (registrato durante la stessa sessione) che dallo standard Body and Soul defluisce sulla Tune Up di Miles Davis.

kenny burrell

Tracklist:

  1. All Night Long (K. Burrell) – 17:10
  2. Boo-Lu (H. Mobley)- 6:44
  3. Flickers (M. Waldron) – 6:10
  4. Li’l Hankie (H. Mobley) – 8:20
    Bonus tracks nella versione in CD:
  5. Body and Soul (F. Eyton, J. Green, E. Heyman, R. Sour) – 10:20
  6. Tune Up (M. Davis) – 5:36

Musicisti:

  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Donald Byrd – Tromba
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Jerome Richardson – Sax tenore, Flauto
  • Mal Waldron – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Tommy Flanagan, John Coltrane, Kenny Burrell & Idrees Sulieman | The Cats

the cats

The Cats è un album accreditato al pianista Tommy Flanagan, al sassofonista John Coltrane, al chitarrista Kenny Burrell e al trombettista Idrees Sulieman, pubblicato nel 1959 dalla New Jazz Records (quindi dopo che lo stesso Coltrane smise di incidere per questa etichetta). Visto che la sessione fu registrata in sestetto, a parte i musicisti sopracitati, la sezione ritmica si arricchisce anche con Doug Watkins al contrabbaso e Louis Hayes alla batteria.

Nel 1957, annata tra le più memorabili per il jazz moderno, Detroit era considerata un vero e proprio centro nevralgico ricco di musicisti, tra originari della città e semplici residenti. Fu qui che Coltrane e Flanagan vollero registrare questo The Cats, album seminale hard bop e fu proprio dalla città di Detroit che pescarono a piene mani per cercare i membri della band di cui sopra. Ci si rende conto di quanto sia speciale il disco già dal suo brano di apertura, il classico Minor Mishap, dove un Flanagan particolarmente eccitato suona tra linee melodiche e luminose e assoli in piena fioritura mentre Coltrane suona in modo effervescente ed ispirato (fresco della sua collaborazione con il Miles Davis Quintet e in piena ricerca espressiva). La scaletta dei brani prevede poi altri originali (ben quattro composizioni su cinque firmate da Flanagan), come Eclypso e Solacium, brani appunto radicalmente hard bop, il blues di chiusura da 12 minuti Tommy’s Tune (brano dove Burrell si esprime a meraviglia e che fa da preludio ai suoi classici futuri come All Day Long e All Night Long) e il pezzo arrangiato e suonato in trio How Long Has This Been Going On (standard dei fratelli Gershwin), considerato come uno dei picchi espressivi più alti di Flanagan.

Tommy Flanagan | John Coltrane | Kenny Burrell | Idrees Sulieman

The Cats fu un disco di preludio per tutti questi musicisti che da lì in poi avrebbero sfornato molti dei loro capolavori e proprio per questo è altamente consigliato dalla critica specializzata (“un must have per i secoli a venire“).

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Flanagan, tranne dove indicato diversamente.

  1. Minor Mishap – 7:26
  2. How Long Has This Been Going On (G. Gershwin, I. Gershwin)- 5:58
  3. Eclypso – 7:57
  4. Solacium – 9:10
  5. Tommy’s Tune – 11:58

Musicisti:

  • Idrees Sulieman – Tromba
  • John Coltrane – Sax tenore (eccetto traccia #2)
  • Tommy Flanagan – Piano
  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Louis Hayes – Batteria

Freddie Roach | Down to Earth

down to earth

Down to Earth è l’album che segna il debutto dell’organista jazz Freddie Roach. Registrato nella sessione del 23 agosto del 1962 e pubblicato dall Blue Note nello stesso anno, questo disco mette in risalto un Roach che prende le distanze dalle legioni di organisti soul-jazz dell’epoca, affondando le radici nel funk, suonando con stile leggero e pulito e inventando assoli e accordi concisi e veloci.

Con l’esperienza come sideman per Ike Quebec alle spalle, per il suo debutto Roach sceglie di esibirsi in quartetto e si fa affiancare da da Kenny Burrell alla chitarra, Percy France al sax tenore e Clarence Johnston alla batteria e tutti riescono a fornire all’organista un supporto strumentale morbido ma che non perde mai di vista il groove al centro dei vari brani. Down to Earth rimane però principalmente uno show dello stesso Roach che per l’occasione scrisse cinque delle sei composizioni in scaletta: il blues di apertura dell’album, quello di De Bug, è una vetrina formidabile per il suo stile funky ed elegante, mentre in Ahm Miz mette in mostra invece tutto il suo lato grintoso.

Down to Earth è un disco meravigliosamente groove e blues dove viene esercitato tutto il buon gusto di Roach, che risulta alla fine essere divertente ed energico come quello più caldo di certi suoi “colleghi” come Jimmy Smith o John Patton.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Roach.

  1. De Bug – 6:46
  2. Ahm Miz – 5:53
  3. Lujan – 6:33
  4. Althea Soon – 8:11
  5. More Mileage – 6:39
  6. Lion Down – 4:55

Musicisti:

  • Freddie Roach – Organo
  • Percy France – Sax tenore
  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Clarence Johnston – Batteria

Coleman Hawkins | The Hawk Relaxes

the hawk relaxes

The Hawk Relaxes è un album del sassofonista Coleman Hawkins registrato nell’unica sessione del 28 febbraio 1961 e pubblicato nello stesso anno dalla Moodsville, sotto etichetta della Prestige. Si tratta di un disco più “saggio” e dolce rispetto ai precedenti album, dove Hawkins sceglie attentamente i propri compagni di squadra: Kenny Burrell alla chitarra (qui al suo debutto nel quintetto del sassofonista), Ronnell Bright al piano e una sezione ritmica che sembra capire e seguire alla perfezione Hawkins, composta dal giovane talento del contrabbasso, appena 24enne, Ron Carter e dal giovanissimo 22enne Andrew Cyrille alla batteria.

Non importa se i brani in scaletta siano ispirati o tratti da standard noti, ballate e canzoni popolari americane, suonati da Hawkins diventano semplicemente classici tutti suoi, come nel caso della cupa ballata I’ll Never Be the Same, la Under a Blanket of Blue dagli svolazzanti trilli o ancora la Just a Gigolo saldamente incentrata sui toni “ironici” del sassofonista. In certi passaggi, Hawkins sembra voler adottare lo spavaldo modo si suonare di Lester Young, come nel caso del brano che chiude l’album, Speak Low, un calypso elegante e seducente, abilmente evocato dalla batteria di Cyrille.

coleman hawkins

Questo quintetto, unico come ogni band al servizio di Hawkins, mette in mostra una notevole apertura mentale e uninnata capacità di adattamento da parte dei vari sideman. E The Hawk Relaxes ne è il grande risultato. Secondo la critica, uno dei migliori lavori dell’Hawkins di quel periodo.

Tracklist:

  1. I’ll Never Be the Same (G. Kahn, M. Malneck, F. Signorelli) – 6:11
  2. When Day Is Done (B. DeSylva, R. Katscher) – 4:28
  3. Under a Blanket of Blue (J. Livingston, Al J. Neiburg, M. Symes) – 4:39
  4. More Than You Know (E. Eliscu, B. Rose, V. Youmans) – 4:12
  5. Moonglow (E. DeLange, W. Hudson, I. Mills) – 5:59
  6. Just a Gigolo (J. Brammer, I. Caesar, L. Casucci) – 5:04
  7. Speak Low (O. Nash, K. Weill) – 6:44

Musicisti:

  • Coleman Hawkins – Sax tenore
  • Ronnell Bright – Piano
  • Kenny Burrell – Chitarra
  • Ron Carter – Contrabbasso
  • Andrew Cyrille – Batteria

Qui sotto i brani che aprono e chiudono il disco, I’ll Never Be the Same e Speak Low, mentre qui puoi ascoltare l’album completo su Grooveshark.