Nathan Davis | The Hip Walk

the hip walk

Nato in contemporanea con l’album Happy Girl (nell’ultima sessione registrata in data 30 gennaio 1965 per l’etichetta tedesca SABA), The Hip Walk fu poi pubblicato, sempre nel 1965, dall’etichetta MPS poco prima che il polistrumentista Nathan Davis lasciasse l’Europa per tornare negli Stati Uniti. Qui, però, Davis suona in un quintetto completamente diverso, con Carmell Jones alla tromba (con il quale divide gli onori di copertina), Francy Boland al piano, Jimmy Woode al contrabbasso e Kenny Clarke alla batteria.

Rispetto a Happy Girl, qui i tempi e le dinamiche di gruppo sono meno impegnative e i pezzi sono suonati in modo più sciolto e rilassato. Il che, secondo la critica, suggerirebbe che Davis e compagnia non avessero più tempo per provare, nonostante il fatto che Carmell Jones (suo compagno di scuola a Kansas City), arrivò apposta dagli States per registrare questa sessione).
In scaletta sono da sottolineare la title track che apre l’album, puntellata da assoli densi e mozzafiato, il brano
While Children Sleep, che rivela al mondo un Davis superbo anche come compositore di ballate (sempre tacitamente influenzato da Coltrane) e la Yesterdays di Jerome Kern che mette sotto la luce dei riflettori il virtuosismo al flauto del bandleader, attraverso una intro bella e leggermente inquietante. That Kaycee Thing è uno swing modale che sottolinea ulteriormente il debito di Davis nei confronti di Coltrane, Carmell’s Black Forest Waltz è il tributo compositivo di Jones per il disco e infine su B’s Blues ritroviamo Davis al sax soprano.

nathan davis & carmell jones

The Hip Walk è considerato uno dei migliori album di Nathan Davis in assoluto. Un superbo tributo ad un jazz oscillante costellato da venature soul.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Davis, tranne dove indicato diversamente.

  1. The Hip Walk – 6:50
  2. While Children Sleep – 7:16
  3. Train of Thought – 5:25
  4. Yesterdays (O. Harbach, J. Kern) – 2:53
  5. That Kaycee Thing – 7:50
  6. Carmell’s Black Forest Waltz (C. Jones) – 3:40
  7. B’s Blues – 4:55

Musicisti:

  • Nathan Davis – Sax tenore, Sax soprano, Flauto
  • Carmell Jones – Tromba
  • Francy Boland – Piano
  • Jimmy Woode – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

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The Eminent Jay Jay Johnson Volume 1

the eminent jay jay johnson vol1

The Eminent Jay Jay Johnson Volume 1 è un album del trombonista jazz J. J. Johnson registrato il 22 giugno 1953 e pubblicato dalla Blue Note due anni più tardi, nel 1953. Parte del materiale in scaletta fu originariamente pubblicato, sempre dalla Blue Note, in un vinile da 10 pollici con il titolo J. J. Johnson with Clifford Brown.

Il sestetto all’opera vede la collaborazione di alcuni dei nomi più autorevoli dell’epoca: Clifford Brown alla tromba (con una prestazione generale che, anche più del bandleader, riesce ad attirare le attenzioni di chi ascolta), Jimmy Heath al sax (sia tenore sia baritono), John Lewis al pianoPercy Heath al contrabbasso Kenny Clarke alla batteria. Tra i sei brani (più tre take alternativi in coda, registrati durante la stessa sessione) sono da sottolineare It Could Happen to You, la Turnpike composta dallo stesso Johnson e una versione classica di Get Happy.

La Penguin Guide to Jazz ha incluso questo primo volume nella sua “Core Collection” (così come il secondo, più o meno dello stesso periodo), riconoscendo al disco quattro stelle su quattro e definendolo come uno dei documenti più importanti del jazz del dopoguerra.

j. j. johnson

Tracklist:

  1. Capri (G. Gryce) – 3:37
  2. Lover Man (J. Davis, R. “Ram” Ramirez, J. Sherman) – 3:50
  3. Turnpike (J. J. Johnson) – 4:15
  4. Sketch 1 (J. Lewis) – 4:21
  5. It Could Happen to You (J. Burke, J. Van Heusen) – 4:42
  6. Get Happy (H. Arlen, T. Koehler) – 4:47
  7. Capri [Alternate Take] (G. Gryce) – 3:47
  8. Turnpike [Alternate Take] (J. J. Johnson) – 4:10
  9. Get Happy [Alternate Take] (H. Arlen, T. Koehler) – 4:11

Musicisti:

  • J. J. Johnson – Trombone
  • Clifford Brown – Tromba (eccetto traccia 5)
  • Jimmy Heath – Sax tenore, Sax baritono (eccetto traccia 5)
  • John Lewis – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

John Lewis & Sacha Distel | Afternoon in Paris

afternoon in paris

Afternoon in Paris è un album nato dalla collaborazione tra il pianista John Lewis e il chitarrista francese Sacha Distel, registrato nella doppia sessione del 4 e 7 dicembre 1956 e pubblicato l’anno successivo, nel 1957, dalla Atlantic Records.

Questo disco fu registrato, per volere dello stesso Lewis, proprio nella capitale francese dove Sacha Distel era molto popolare. Distel, nome d’arte di Sacha Alexandre (chitarrista, ma anche compositore, cantante e attore) era noto nei circoli jazz parigini, ma molto poco noto negli Stati Uniti, così come gli altri musicisti francesi impiegati sull’album: il sassofonista Barney Wilen (all’epoca appena 19enne) e il contrabbassista Pierre Michelot.
Da parte americana, invece, la band vede all’opera anche il contrabbassista Percy Heath (che si alterna a Michelot su metà dei brani) e i batteristi Connie Kay e Kennie Clarke (in pratica, tutti i musicisti statunitensi presenti in quest’album facevano parte del Modern Jazz Quartet).

Il risultato è un album bop superiore alle aspettative che affronta un repertorio di tutto rispetto che parte da I Cover the Waterfront e dalla traditional Dear Old Stockholm, passa dalla title track, composizione originale dello stesso Lewis, e dallo standard All the Things You Are, per finire poi con la Bags’ Groove di Milt Jackson (qui illustre assente del MJQ) e la Willow Weep form Me di Ronell.

lewis distel

Tracklist:

  1. I Cover the Waterfront (J. Green, E. Heyman) – 6:51
  2. Dear Old Stockholm (Tradidional) – 6:07
  3. Afternoon in Paris (J. Lewis) – 9:23
  4. All the Things You Are (O. Hammerstein II, J. Kern) – 5:16
  5. Bags’ Groove (M. Jackson) – 6:12
  6. Willow Weep for Me (A. Ronell) – 9:31

Musicisti:

  • John Lewis – Piano
  • Sacha Distel – Chitarra
  • Barney Wilen – Sax tenore
  • Pierre Michelot – Contrabbasso (tracce 1-3)
  • Percy Heath – Contrabbasso (tracce 4-6)
  • Connie Kay – Batteria (tracce 1-3)
  • Kenny Clarke – Batteria (tracce 4-6)

The Modern Jazz Quartet | Django

django

Django è un album del Modern Jazz Quartet pubblicato dalla Prestige Records nel 1956. Il quartetto all’opera è quello originario con Milt Jackson al vibrafono, John Lewis al piano, Percy Heath al contrabbasso e Kenny Clarke alla batteria (qui ad una delle sue ultime prove con il quartetto, prima di essere definitivamente sostituito da Connie Kay). La tracklist di otto brani raccoglie le registrazioni effettuate in tre diverse sessioni: la prima, risalente al giugno 1953, diede vita ai brani The Queen’s Fancy, Delauney’s Dilemma, Autumn In New York e But Not for Me, mentre nelle successive due nacquero i rimanenti brani, Django, One Bass Hit e Milano nel dicembre 1954 e La Ronde Suite nel gennaio 1955.

Il brano che dà il titolo all’intero album, Django, è una delle composizioni più celebri di John Lewis ed è dedicata naturalmente alla memoria del chitarrista zingaro franco-belga Django Reinhardt, all’epoca scomparso di recente. Il pezzo è un vero e proprio inno alla sua enigmatica essenza gipsy ed è illustrato a meraviglia soprattutto da Milt Jackson e dalla sua riflessiva e raffinata nenia d’apertura.

Da Wikipedia:

Altro brano “dedicato” è Delauney’s Dilemma, uno scherzoso tributo all’omonimo critico jazz francese. La lunga La Ronde Suite è praticamente una versione dello standard jazz Two Bass Hit, scritto da Lewis per Dizzy Gillespie. Curiosamente, l’album comprende anche la cover di One Bass Hit, brano composto in origine proprio da Gillespie. Sul disco si può chiaramente sentire Milt Jackson che canticchia e borbotta in sottofondo ai pezzi più lenti: la cover di But Not For Me di George Gershwin, lo standard Autumn In New York di Vernon Duke e il brano Milano, composto da Lewis in omaggio alla città italiana (dove ai tempi il jazz era molto popolare).

modern jazz quartet

In tutto il disco vive un notevole, clamoroso tocco mediterraneo che si alterna all’indiscutibile grazia di alcuni assolo prodotti dai vari musicisti.
E a tal proposito la critica specializzata parla del Modern Jazz Quartet come di un fiorire di varietà e stili e che proprio in questo disco raccoglie alcune delle proprie migliori performance di sempre.

Tracjklist:
Tutte le composizioni sono di Lewis, tranne dove indicato diversamente.

  1. Django – 7:03
  2. One Bass Hit (D. Gillespie) – 2:59
  3. La Ronde Suite – 9:38
  4. The Queen’s Fancy – 3:12
  5. Delauney’s Dilemma – 4:01
  6. Autumn in New York (V. Duke) – 3:40
  7. But Not for Me (G. Gershwin, I. Gershwin) – 3:44
  8. Milano – 4:23

Musicisti:

  • Milt Jackson – Vibrafono
  • John Lewis – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

Sonny Rollins with The Modern Jazz Quartet

sonny rollins with the modern jazz quartet

Sonny Rollins with the Modern Jazz Quartet, conosciuto anche con il titolo Sonny & the Stars, è un album del sassofonista Sonny Rollins pubblicato dalla Prestige nel 1956. Il disco raccoglie appunto le sue performance in collaborazione con il Modern Jazz Quartet (John Lewis al piano, Milt Jackson al vibrafono, Percy Heath al contrabbasso e Kenny Clarke alla batteria) e alcune delle sue prime sessioni come bandleader per la Prestige, con Kenny Drew al piano (sostituito nell’ultima traccia dalla guest star d’eccezione Miles Davis, in una delle sue rare registrazioni al piano) e Art Blakey alla batteria (sostituito su un brano da Roy Haynes).

A parte le cinque composizioni originali scritte dallo stesso Rollins, la scaletta omprende anche una serie di solidi standard (tra tutti, In the Sentimental Mood di Ellington e la With a Song in My Heart di Hart & Rodgers) e il brano di Miles Davis, I Know, dove, come detto sopra, Davis lascia occasionalmente la tromba per sedersi al piano. Questo brano è da sottolineare anche perché oltre a rappresentare la prima collaborazione di Davis con Rollins è anche la sua prima registrazione in assoluto con la Prestige.

sonny rollins

Sonny Rollins with the Modern Jazz Quartet è un disco meravigliosamente bop e vivace con qualche picco di malinconico ottimismo.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Rollins, tranne dove indicato diversamente. Il brano 13 è stato registrato il 17 gennaio del 1951; i brani dal 5 al 12, il 17 dicembre dello stesso anno; i primi quattro brani, il 7 ottobre del 1953.

  1. The Stopper – 2:59
  2. Almost Like Being in Love (A.J. Lerner, F. Loewe) – 3:26
  3. No Moe – 3:32
  4. In a Sentimental Mood (D. Ellington, M. Kurtz, I. Mills) – 3:20
  5. Scoops – 2:16
  6. With a Song in My Heart (L. Hart, R. Rodgers) – 3:08
  7. Newk’s Fadeaway – 3:15
  8. Time on My Hands (H. Adamson, M. Gordon, V. Youmans) – 2:42
  9. This Love of Mine (S. Parker, H. W. Sanicola Jr., F. Sinatra) – 2:26
  10. Shadrack (R. MacGimsey) – 2:35
  11. On a Slow Boat to China (F. Loesser) – 2:41
  12. Mambo Bounce – 2:25
  13. I Know (M. Davis) – 2:32

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • John Lewis – Piano (tracce 1-4)
  • Kenny Drew – Piano (tracce 5-12)
  • Miles Davis – Piano (traccia 13)
  • Milt Jackson – Vibrafono (tracce 1-4)
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria (tracce 1-4)
  • Art Blakey – Batteria (tracce 5-12)
  • Roy Haynes – Batteria (traccia 13)

Miles Davis Volume 1 & 2 (Complete: Miles Davis Allstars)

miles davis volume 1

Dopo le prime esperienze da bandleader per le etichette Capitol, Black Lion, Prestige e Savoy, Miles Davis debutta con la Blue Note Records con un terzetto di sessioni che daranno vita a due particolari album pubblicati entrambi nel 1955: Miles Davis Volume 1 e Miles Davis Volume 2. I due dischi raccolgono i 18 brani complessivi dei tre album a 10 pollici che Davis pubblicò tra il 1953 e il 1954 (Young Man with a Horn, Miles Davis Vol. 2 e Miles Davis Vol. 3).

Le due sessioni incluse sul Volume 1 (9 maggio 1952 e 6 marzo del 1954) sono tra le prime registrazioni hard bop che più avrebbero influenzato il futuro jazz mainstream a partire dal 1960. La prima sessione presenta Davis in sestetto in compagnia del trombonista J. J. Johnson, dell’amico sassofonista Jackie McLean, del pianista Gil Coggins, del contrabbassista Oscar Pettiford e del batterista Kenny Clarke. Importanti e da sottolineare, qui, i brani Dear Old Stockholm, Woody ‘n You e le reinterpretazioni di Yesterdays e How Deep Is the Ocean?. Per i restanti sei brani in scaletta (escluse quindi le versioni alternative di Donna e Would’n You) Davis suona invece in quartetto con il pianista Horace Silver, il contrabbassista Percy Heath e il batterista Art Blakey.

miles davis volume 2

Miles Davis Volume 2 raccoglie invece i brani nati dalla seconda sessione (20 aprile 1953), riconosciuta come la più ispirata delle tre e dalle radici più be bop. Qui Davis è di nuovo in sestetto con Jimmy Heath al sax tenore, J. J. Johnson al trombone, Gil Coggins al piano, Percy Heath al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. Il cast affronta una vetrina molto ambiziosa ispirata dalle composizioni di alcuni dei più grandi compositori jazz dell’epoca come Dizzy Gillespie, Ray Brown e Bud Powell. In ogni caso Davis,con Johnson e Heath, dà ad ogni brano un “peso specifico” da big band, come nel caso della cadenzata Kelo o della tragica Enigma (inserite in apertura d’album solo nella successiva rimasterizzazione in CD) che precedono di pochi anni quella tradizione orchestrale che avrebbe reso un capolavoro il futuro Birth of the Cool. In particolare Jimmy Heath sembra prendere a ispirazione i modelli orchestrali di Count Basie e Dizzy Gillespie e pennellare i propri assolo con affettuosi accenni al modo di suonare di Lester Young. La ballata Gillespiana I Waited for You è uno degli spettacoli di Davis più affascinanti, mentre lo swing di C.T.A. Ray’s Idea (anche queste inserite nel Volume 2 solo nella successiva rimasterizzazione in digitale) riassume le innovazioni nel fraseggio blues tanto caro a Davis. Da sottolineare infine il suo arrangiamento trascendentale e il suo personalissimo assolo su Tempus Fugit, un inno per modernisti di Bud Powell che genera una serie di impegnative variazioni sinfoniche guidate in questo caso dall’intensità emotiva di un ispiratissimo Art Blakey (la gioia con cui Davis e Blakey dialogano tra swing, ritmi afro-cubani, blues e fraseggi bop esprime a meraviglia il concetto stesso di jazz).

Tracklist:
La scaletta riportata qui sotto fa riferimento a quella originale pubblicata nei due dischi in vinile nel 1955. Oggi, però, la ristampa in digitale del doppio album che la Blue Note ha distribuito nel 2001 avvalendosi della rimasterizzazione di Rudy Van Gelder e titolata Complete: Miles Davis Allstars, viene considerata la versione definitiva (qui trovi la tracklist rivista da 26 brani).

Volume 1:

  1. Tempus Fugit – (B. Powell) – 3:47
  2. Kelo – (J. J. Johnson) – 3:16
  3. Enigma – (J. J. Johnson) – 3:20
  4. Ray’s Idea – (R. Brown, G. Fuller) – 6:42
  5. How Deep Is the Ocean? – (I. Berlin) – 4:36
  6. C.T.A. (Alternate Master) – (J. Heath) – 3:18
  7. Dear Old Stockholm – 4:10
  8. Chance It – (O. Pettiford) – 3:00
  9. Yesterdays – (J. Kern, O. Harbach) – 3:42
  10. Donna [Alternate Take] – (J. McLean) – 3:08
  11. C.T.A. – (J. Heath) – 3:20
  12. Would’n You [Alternate Take] – (D. Gillespie) – 3:19

Volume 2:

  1. Take Off – (M. Davis) – 3:37
  2. Weirdo – (M. Davis) – 4:42
  3. Would’n You – (D. Gillespie) – 3:19
  4. I Waited for You – (D. Gillespie, G. Fuller) – 3:26
  5. Ray’s Idea [Alternate Master] – (R. Brown, G. Fuller) – 3:48
  6. Donna – (J. McLean) – 3:10
  7. Well, You Needn’t – (T. Monk) – 5:20
  8. The Leap – (M. Davis) – 4:28
  9. Lazy Susan – (M. Davis) – 4:00
  10. Tempus Fugit [Alternate Master] – (B. Powell) – 3:55
  11. It Never Entered My Mind – (R. Rodgers, L. Hart) – 4:02

Musicisti:

1952

  • Miles Davis – Tromba
  • Jackie McLean – Sax contralto
  • J.J. Johnson – Trombone
  • Gil Coggins – Piano
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

1953

  • Miles Davis – Tromba
  • Jimmy Heath – Sax tenore
  • J. J. Johnson – Trombone
  • Gil Coggins – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

1954

  • Miles Davis – Tromba
  • Horace Silver – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Dexter Gordon | Our Man in Paris

our man in paris

Pubblicato dalla Blue Note nel 1963, Our Man in Paris è considerato uno degli album capolavoro del sassofonista Dexter Gordon che lo realizzò nel suo periodo più florido poco dopo essere stato acclamato da critica e pubblico con altri due dischi, Dexter Calling e Go!.

Il titolo dell’album fa riferimento all’esilio parigino autoimposto dello stesso Gordon (trasferitosi a Copenaghen solo un anno prima) e a questa particolare sessione di registrazione in cui ha collaborato con altri due musicisti espatriati di lusso, il pianista Bud Powell e il batterista Kenny Clarke (entrambi già residenti a Parigi dal ’59) e il contrabbassista francese, parigino doc, Pierre Michelot (i tre, sotto il nome di The Three Bosses, avevano suonato spesso insieme a Parigi).
Sembra che originariamente il pianista dovesse essere Kenny Drew, che si era reso disponibile per lavorare su diverse composizioni originali di Gordon, ma quando durante le prove furono inseriti in scaletta per lo più standard jazz già molto noti, Gordon optò invece per Bud Powell, che in tal senso aveva più esperienza.

Una sessione bop costellata di una notevole libertà d’improvvisazione e alle prese quindi con alcuni notissimi standard come la Scrapple from the Apple di Charlie Parker o la A Night in Tunisia di Gillespie e su ballate melodiche americane come Willow Weep for Me e Stairway to the Stars.

dexter gordon

Gordon qui è al top della forma e Powell offre una delle migliori performance della sua carriera musicale, nonostante in quel preciso periodo della sua vita fosse continuamente afflitto da problemi personali. In definitiva, secondo la critica specializzata, Our Man in Paris è un album dai ritmi rilassati ma comunque pieno di epici assolo e digressioni armoniche brillanti.

Tracklist:

  1. Scrapple from the Apple (C. Parker) – 7:22
  2. Willow Weep for Me (A. Ronell) – 8:47
  3. Broadway (B. Byrd, T. McRae, H. J. Wood) – 6:44
  4. Stairway to the Stars (M. Malneck, M. Parish, F. Signorelli) – 6:57
  5. A Night in Tunisia (D. Gillespie, F. Paparelli) – 8:15
    Bonus tracks nella versione in CD:
  6. Our Love is Here to Stay (G. Gershwin, I. Gershwin) – 5:39
  7. Like Someone in Love (J. Burke, J. Van Heusen) – 6:19

Musicisti:

  • Dexter Gordon – Sax tenore (eccetto traccia 7)
  • Bud Powell – Piano
  • Pierre Michelot – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria

Qui sotto i due brani che aprono il disco, Scrapple from di Apple e Willow Weep for Me, mentre qui puoi ascoltare l’album completo su Grooveshark.