Joe Henderson | In ‘n Out

in 'n out

Registrato il 10 aprile del 1964 e pubblicato dalla Blue Note nel gennaio 1965, In ‘n Out è il terzo album da solista di Joe Henderson che oltre al suo sax tenore e al veterano della tromba Kenny Dorham vede all’opera anche una straordinaria sezione ritmica composta da McCoy Tyner al piano, Richard Davis al contrabbasso e Elvin Jones alla batteria.

Non c’è da meravigliarsi se la title track che apre il disco è orientata al sound di John Coltrane, nonostante Henderson riesca a rendere il tutto personalissimo, donando delle brillanti parti da solista e in particolare un assolo lungo e aggressivo, dimostrando ancora una volta la sua capacità di improvvisare in modo complesso anche su pezzi notoriamente semplici).
Tra le cinque composizioni, tra cui tre originali di Henderson e due di Dorham, spiccano il brano Punjab, dove viene fuori tutta la ricca inventiva del bandleader e la stilosa potenza musicale del trombettista,
l’ammaliante Serenity, con un lungo e ipnotico assolo centrale di Tyner, e la vivace Short Story che conferma appunto quanto pesi effettivamente questa sezione ritmica.

joe henderson

In ‘n Out è un grande classico del repertorio Blue Note che ogni appassionato dovrebbe voler ascoltare, perché raccoglie alcune delle più brillanti performance di Henderson e, più in generale, di un periodo tra i più creativi per il jazz.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Henderson, tranne dove indicato diversamente.

  1. In ‘N Out – 10:23
  2. Punjab – 9:07
  3. Serenity – 6:16
  4. Short Story (K. Dorham) – 7:10
  5. Brown’s Town (K. Dorham) – 6:23
    Bonus track nella versione in CD:
  6. In ‘N Out [Alternate Take] – 9:15

Musicisti:

  • Joe Henderson – Sax tenore
  • Kenny Dorham – Tromba
  • McCoy Tyner – Piano
  • Richard Davis – Contrabbasso
  • Elvin Jones – Batteria

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[VIDEO] Charlie Parker | White Christmas (Live in New York, 25 dicembre 1948)

In una meravigliosa diretta radio del 25 dicembre 1948 presso la Royal Roost di New York, Charlie Parker al sax alto, Kenny Dorham alla tromba, Al Haig al piano, Tommy Porter al contrabbasso e Max Roach alla batteria, auguravano buon Natale a tutte le persone in ascolto, suonando White Christmas.

Il Natale è ormai andato, insomma (neanche sembra arrivato, a dire il vero, visto le insopportabili e miti temperature quasi primaverili), ma le feste fortunatamente ancora no. Di conseguenza, con colpevole ritardo, sto qui ad augurarti un buon proseguimento e una felicissima quiete.

Kenny Dorham | Una Mas (One More Time)

una mas

Una Mas (One More Time) è un album del trombettista jazz Kenny Dorham pubblicato nel 1963 dalla Blue Note. Celebre soprattutto per rappresentare una delle ultime sessioni in studio guidate da Dorham (prima della sua graduale scomparsa dalla scena jazz nel ’64), questo disco raccoglie tre composizioni originali del trombettista (la title track Una Mas, Straight Ahead e Sao Paolo) e una ballata (If Ever I Would Leave You).

Quando si pensa ai grandi talent scout del jazz, il nome di Dorham è spesso ingiustamente trascurato. Molti musicisti poi divenuti famosi, hanno suonato con lui ancora giovani. A testimoniarlo è anche il cast all’opera proprio in quest’album: il sassofonista Joe Henderson, il contrabbassista Butch Warren e (poco prima di prendere parte al quintetto di Miles Davis) il pianista Herbie Hancock e il batterista Tony Williams.

Anche se l’intera scaletta di quattro brani è della durata totale di 37 minuti (breve, quindi, per gli standard dell’epoca), la musica risulta oscillante ed esplorativa, sicuramente all’altezza del potenziale espresso dai vari musicisti.

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Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Dorham, tranne dove indicato diversamente.

  1. Una Mas (One More Time) 15:19
  2. Straight Ahead 8:58
  3. Sao Paolo 7:20
  4. If Ever I Would Leave You (A. J. Lerner, F. Loewe) 5:07

Musicisti:

  • Kenny Dorham – Tromba
  • Herbie Hancock – Piano
  • Joe Henderson – Sax tenore
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

Joe Henderson | Our Thing

our thing

Registrato nel settembre del 1963 e pubblicato l’anno successivo dalla Blue Note, Our Thing è il secondo album da solista del sassofonista americano Joe Henderson. Il brillante cast di supporto, un quintetto, oltre allo stesso Henderson al sax tenore, vede all’opera anche Kenny Dorham alla tromba, Andrew Hill al piano, Eddie Khan al contrabbasso e Pete La Roca alla batteria. I cinque brani in scaletta raccolgono due composizioni originali di Henderson e ben tre di Dorham, storico sostenitore e collaboratore del sassofonista sin dagli inizi. Quattro dei pezzi sono aperti all’influenza del jazz avant-garde, pur restando nei confini del linguaggio hard bop, mentre invece il blues up-tempo che apre il disco, Teeter Totter, contrasta con gli altri (fregiandosi addirittura di una versione alternativa nella versione in CD).

Anche se nessuno di questi brani è divenuto poi uno standard, la musica che sprigiona Our Thing rimane sempre brillante e imprevedibile. Inoltre, anche in questa fase relativamente precoce, Joe Henderson mette già in mostra, come sassofonista, tutto il grande potenziale che lo renderà celebre.

Kenny Dorham and Joe Henderson captured by Francis Wolff

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Henderson, tranne dove indicato diversamente.

  1. Teeter Totter – 8:33
  2. Pedro’s Time (K. Dorham) – 10:04
  3. Our Thing – 5:36
  4. Back Road (K. Dorham) – 6:19
  5. Escapade (K. Dorham) – 8:05
    Bonus track nella versione in CD:
  6. Teeter Totter [Alternate Take] – 7:10

Musicisti:

  • Joe Henderson – Sax tenore
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Andrew Hill – Piano
  • Eddie Khan – Contrabbasso
  • Pete La Roca – Batteria

Qui sotto i due brani che aprono l’album, Teeter Totter e Pedro’s Time, mentre qui è disponibile all’ascolto l’intero album su Grooveshark.

Rollins Plays for Bird

rollins plays for bird

Rollins Plays for Bird è un album del sassofonista Sonny Rollins registrato il 5 ottobre del 1956 e pubblicato dalla Prestige nello stesso anno. Oltre allo stesso Rollins, il quintetto all’opera vede anche Kenny Dorham alla tromba, Wade Legge al piano, George Morrow al contrabbasso e Max Roach alla batteria.

Si tratta, come da titolo, di un disco tributo ad alcuni dei materiali più belli di Charlie Parker (scomparso il 12 marzo dell’anno precedente, nel ’55). Vista la natura da tenorista di Rollins, selezionare i brani giusti di Parker, non era cosa facile. La situazione vede quindi una serie di peculiari “sfide” e il cast all’opera riesce a dare il meglio aprendo con un medley di ben 27 minuti composto da sette standard, tra i più noti di Bird, perfettamente cuciti insieme: I Remember You, My Melancholy Baby, Old Folks, They Can’t Take That Away From Me, Just Friends, My Little Suede Shoes e Star Eyes.

Il critico Michael G. Nastos del sito AllMusic, scrive:

Wade Legge, pianista poco conosciuto del jazz anni ’50, suona qui in modo meraviglioso, mentre la sezione ritmica Morrow/Roach rende leggeri anche i movimenti più sostenuti. Insolito invece il ruolo di Dorham alla tromba che in alcuni brani è ridotto a poche note (e dove ancor più raramente suona allo stesso tempo di Rollins). Considerando le precedenti e riuscitissime esperienze di Dorham in tandem con il sax di Joe Henderson, viene da chiedersi il perché lo si senta suonare così poco.

sonny rollins

Anche se il momento più alto di questo disco è rappresentato, com’è naturale che sia, proprio dal medley iniziale, sono da sottolineare anche i due brani che chiudono l’album, il valzer “cool” Kid’s Know, dove il sax di Rollins e la tromba di Dorham suonano finalmente insieme per quasi tutti i dodici i minuti di durata, e la ballata I’ve Grown Accustomed to Her Face.
In generale, secondo la critica specializzata Rollins Plays for Bird è una sessione che offre ancora oggi una gran quantità di musica suonata ad altissimo livello ma che, proprio per via dei ruoli in qualche occasione mal organizzati, perde l’occasione di rimanere nella storia del jazz di quegli anni
.

Tracklist:

  1. Bird Medley:
    I Remember You / My Melancholy Baby / Old Folks / They Can’t Take That Away From Me / Just Friends / My Little Suede Shoes / Star Eyes (J. Mercer, V. Schertzinger/E. Burnett, G. A. Norton/D. L. Hill, W. Robison/G. Gershwin, I. Gershwin/J. Klenner, S. M. Lewis/C. Parker/G. DePaul, D. Raye) – 26:55
  2. Kids Know (S. Rollins) – 11:39
  3. I’ve Grown Accustomed to Her Face (A. J. Lerner, F. Loewe) – 4:52
    Bonus track nella versione in CD:
  4. The House I Live In (L. Allan, E. Robinson) – 9:21

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Wade Legge – Piano
  • George Morrow – Contrabbasso
  • Max Roach – Batteria

Max Roach + 4

max roach + 4

Max Roach + 4 è un album registrato il 17 e il 19 settembre 1956 e pubblicato e distribuito dalla EmArcy Records (sotto etichetta della Mercury) solo venti giorni dopo. Il disco raccogliere le performance di uno straordinario quintetto che vede appunto Max Roach alla batteria, Kenny Dorham alla tromba, Sonny Rollins al sax tenore, Ray Bryant al piano (sostituito da Bill Wallace su tre brani) e George Morrow al contrabasso. Questo album è purtroppo tristemente noto anche per essere il primo dopo la scomparsa dei due musicisti, amici e collaboratori di RoachClifford Brown e Richie Powell, in seguito ad un incidente automobilisto avvenuto nel giugno di quello stesso anno.

In Max Roach + 4, il leader si ritaglia giustamente una buona parte da solista (esempi lampanti nel brano Dr. Free-Zee, nella Just One of Those Things di Cole Porter e nella Woody ‘n You di Dizzy Gillespie). Da sottolineare inoltre l’interazione dei fiati di Dorham e Rollins, l’esecuzione dell’originale di George Russell che apre il disco, Ezz-Thetic, e quella calda ed emozionante dello standard Body and Soul.

max roach

Detto questo, Max Roach + 4 è da molti considerato come un disco provocatorio e meraviglioso che cerca di raccogliere e testimoniare, omaggiandole, proprio le influenze sonore di Clifford Brown, grazie ad un eccellente lavoro di squadra che raggiunge un picco creativo altissimo soprattutto nelle interazioni solistiche.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Roach, tranne dove indicato diversamente.

  1. Ezz-Thetic (G. Russell) – 9:18
  2. Dr. Free-Zee – 2:06
  3. Just One of Those Things (C. Porter) – 7:18
  4. Mr X. – 5:15
  5. Body and Soul (E. Heyman, R. Sour, F. Eyton, J. Green) – 6:50
  6. Woody ‘n You (D. Gillespie) – 6:51
    Bonus track nella versione CD:
  7. It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) (D. Ellington, I. Mills) – 4:45
  8. Love Letters (E. Heyman, V. Young) – 8:57
  9. Minor Trouble (R. Bryant) – 6:58

Musicisti:

  • Max Roach – Batteria
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Ray Bryant – Piano (tracce 1-6)
  • Bill Wallace – Piano (tracce 7-9)
  • George Morrow – Contrabbasso

The Jazz Messengers at the Cafe Bohemia Vol. 1&2

The Jazz Messengers at the Cafe Bohemia vol 1

At the Cafe Bohemia è un doppio album live di Art Blakey and the Jazz Messengers pubblicato dalla Blue Note Records nel 1955 e distribuito in due dischi in vinile (Volume 1 e Volume 2). Entrambi raccolgono il concerto registrato nella notte del 23 novembre del 1955 presso il Cafe Bohemia, famoso night club nel Greenwich Village, a New York. Qui esordisce anche la terza esplosiva formazione della band in questione che oltre a Blakey alla batteria, vede Horace Silver al piano, Kenny Dorham alla tromba, Hank Mobley al sax tenore e Doug Watkins al contrabbasso.

Nel Volume 1, Dorham è uno dei protagonisti e contribuisce anche alla composizione di tre dei brani in scaletta: la melodica Minor’s Holiday (imbeccata da una martellante introduzione di Blakey), Prince Albert (una diligente riarmonizzazione della classicissima All the Things You Are) e The Theme. Dal canto suo, Mobley, appena reduce dall’album Hank Mobley Quartet proprio in compagnia di Blakey, Silver e Watkins, per l’occasione compone il brano Deciphering the Message. Mentre lo standard Soft Winds di Fletcher Henderson assume il semplice ruolo di “riscaldamento” per i vari membri della band, la Lady Bird di Tadd Dameron risulta invece una vera e propria palestra per assolo, ricca com’è di variazioni introduttive e di armonici colpi di scena. Infine è da sottolineare l’apporto di Watkins su What’s New?, brano che sancisce l’unione tra un’atmosfera malinconica e una risolutrice scintilla di speranza.

The Jazz Messengers at the Cafe Bohemia vol 2

Passando al Volume 2, c’è subito da dire che in molti credono sia più profondo e affascinante del primo. Le tematiche musicali risultano più energiche e coerenti, spingendo ulteriormente in avanti le dinamiche hard bop. Anche qui Mobley gioca un ruolo da raffinato protagonista, firmando composizioni come Sportin’ Crowd, gemma hard bop più volte accostata al classico Tenor Madness di Sonny Rollins. La versione live di Hank’s Symphony, a differenza di quella in studio, sposa anche sonorità asiatiche e calypso con molti accenni ad una melodia secondaria. L’ultimo brano di Mobley è Avila and Tequila, reso vitale e memorabile dalle venature afro-cubane da Blakey e dalle battute modali di Silver. Ancora Mobley, incontenibile, mette lo zampino anche sulla chiusura dell’album, sulla strappalacrime I Waited for You, caratterizzata soprattutto dalla tromba di un Dorham in forma strepitosa. Il resto dei brani sono composti dalla blueseggiante Like Someone in Love, da una versione breve della ballata Yesterdays, dal soul Gone with the Wind e dal classico Just One of Those Things di Cole Porter.

Si tratta di un live travolgente realizzato insomma da veri e propri maestri dell’hard bop che cercano di ampliare il linguaggio del jazz moderno attraverso il loro potere intrinseco di limitare la semplicità della chiave melodica e di eseguire una serie di fantastici assolo che oscillano su quelle stesse linee armoniche. In definita, secondo la critica specializzata e anche a parere di chi scrive, uno dei capolavori jazz più coinvolgenti di sempre.

Horace Silver | Hank Mobley | Art Blakey | Kenny Dorham | Doug Watkins

Tracklist:
Esiste un Volume 3 di questo live ma pubblicato dalla Blue Note solo nel 1996, una sorta di “best of” con tre brani dal Volume 1 (le bonus track, nel CD) e tre del Volume 2. Il due volumi, inoltre, sono stati ristampati in digitale proprio nel 2013 in un solo splendido doppio CD titolato The Complete Jazz Messengers at the Cafe Bohemia.

Volume 1

  1. Announcement by Art Blakey – 1:32
  2. Soft Winds (F. Henderson) – 12:34
  3. The Theme (K. Dorham) – 6:11
  4. Minor’s Holiday (K. Dorham)  – 9:11
  5. Alone Together (H. Dietz, A. Schwartz) – 4:15
  6. Prince Albert (K. Dorham)  – 8:51
    Bonus tracks nella versione in CD:
  7. Lady Bird (T. Dameron) – 7:30
  8. What’s New? (J. Burker, B. Haggart) – 4:31
  9. Deciphering the Message (H. Mobley) – 10:13

Volume 2

  1. Sportin’ Crowd (H. Mobley) – 7:32
  2. Like Someone in Love (J. Burke, J. Van Heusen) – 9:18
  3. Yesterdays (O. Harbach, J. Kern) – 4:20
  4. Just One of Those Things (C. Porter) – 9:29
  5. Hank’s Symphony (H. Mobley) – 4:44
  6. Gone with the Wind (H. Magidson, A. Wrubel) – 7:27
  7. Avila and Tequila (H. Mobley) – 12:49
  8. I Waited for You (G. Fuller, D. Gillespie) – 9:50

Musicisti:

  • Art Blakey – Batteria
  • Horace Silver – Piano
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Doug Watkins – Contrabbasso