Lee Morgan vol. 3

Lee Morgan Vol. 3 è l’ultima di una serie di sessioni che un giovanissimo Lee Morgan (all’epoca appena 18enne) registrò nel 1957, anno fondamentale, per il trombettista americano, in quanto nella sua musica risultò dominante una vena hard bop che da quel momento avrebbe travolto il panorama jazz moderno.

Pubblicato dalla Blue Note come terzo album da solista, per questo Vol. 3, Morgan preferì suonare in sestetto, avvalendosi della collaborazione di Benny Golson al sax tenore, Gigi Gryce al sax alto e al flauto, Wynton Kelly al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Charlie Persip alla batteria, dimostrando di avere le idee ben chiare sui sidemen che voleva al suo fianco (Kelly e Chambers vennero scelti per via della loro fresca collaborazione sulle prime sessioni registrate da John Coltrane e Miles Davis insieme, mentre a Golson, all’epoca già considerato un veterano nonostante avesse solo 28 anni, venne chiesto di occuparsi anche dell’intera scrittura del disco).

L’album si apre con Hasaan’s Dream, il brano più insolito in scaletta, dove il flauto di Gryce in apertura dona alla composizione, principalmente bop, un’atmosfera vagamente araba. Domingo è costellata da sapori latini ed energizzata dal trio di fiati, assoluto protagonista.
La malinconica I Remember Clifford è il tributo che Morgan e Golson vollero dedicare a Clifford Brown, scomparso meno di un anno prima. Questa versione originale, definita dalla critica come “immortale”, diverrà un notissimo standard e Golson e Morgan stessi la suoneranno l’anno successivo anche con i Jazz Messengers di Art Blakey.
La complessa Mesabi Chant, che sembra fosse ispirata alle sterili pianure del Minnesota, spiega perché fossero considerate emergenti le idee di Golson e testimonia quanto effettivamente si trattasse di un compositore jazz unico nel suo genere.
Tip-Toeing, infine, è un brano intriso di blues, arricchito dal drumming di Persip che tiene banco e da alcuni meravigliosi assolo di Golson e Morgan.

Lee Morgan

Quella di Lee Morgan vol. 3 è una sessione composta e rilassata, suonata da un ensemble stellare, che rappresenta una delle migliori registrazioni iniziali della carriera di Morgan.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Benny Golson.

  1. Hasaan’s Dream – 8:44
  2. Domingo – 9:22
  3. I Remember Clifford – 7:07
  4. Mesabi Chant – 6:09
  5. Tip-Toeing – 6:39
    Bonus track nella versione in CD:
  6. Tip-Toeing [Alternate Take] – 6:40

Musicisti:

  • Lee Morgan – Tromba
  • Benny Golson – Sax tenore
  • Gigi Gryce – Sax alto, Flauto
  • Wynton Kelly – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Charlie Persip – Batteria

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Tina Brooks | Minor Move

minor move

Registrato il 16 marzo del 1958, Minor Move rappresenta ufficialmente il primo album che Tina Brooks ha registrato come leader per la Blue Note Records. L’album, però, fu inspiegabilmente messo da parte e mai distribuito (mentre proprio in quel periodo Brooks godeva di una certa attenzione, registrando da sideman per Jimmy Smith su House Party e The Sermon!, per Kenny Burrell su Blue Lights e per Jackie McLean su Jackie’s Bag).
La prima volta che entrò nei negozi fu infatti nel 1980, in Giappone, e soltanto nel 2000 fu rimasterizzato in digitale in edizione limitata. Strano a dirsi, insomma, visto che Minor Move vanta, tra le altre cose, un cast di musicisti tra i più prestigiosi dell’epoca (e tra i meglio assortiti, a parere di chi scrive) dove accanto allo stesso Brooks al sax tenore, troviamo Lee Morgan alla tromba, Sonny Clark al piano, Doug Watkins al contrabbasso e Art Blakey alla batteria.

Stilisticamente, la musica espressa in quest’album fu una grande sorpresa per la critica che una volta di più si chiese per quale motivo fosse rimasto inedito per così tanti anni. Si parla infatti di prestazione eccezionali che solcano un rettilineo puramente hard bop, dove il bandleader dà vita ad un suono ricco e corposo e ad un fraseggio intelligente, dimostrando di non soffrire minimamente l’ingombrante presenza di “star” come Morgan o Clark, all’epoca entrambi molto più celebri di lui.
La scaletta dei brani, cinque in tutto più una versione alternativa della title track, raccoglie
standard come The Way You Look Tonight, Star Eyes e Everything Happens to Me e le composizioni originali di Brooks, Nutville e Minor Move (proprio attraverso queste ultime due, viene offerta all’intera band l’opportunità di rilassarsi o lasciarsi andare ad una vigorosa improvvisazione).

tina brooks

Un piccolo aneddoto: più volte nel corso degli anni, il brano Nutville fu accreditato a Lee Morgan. In verità, come spiega anche Michael Cuscuna nelle note di copertina della ristampa in CD, Lee diede un grosso apporto melodico all’intera sessione e in particolare al brano in questione, ma non ha mai partecipato alla sua composizione che era opera esclusiva di Brooks (come confermò successivamente anche il trombonista Curtis Fuller).

Minor Move si piazza senza alcun dubbio all’interno della tradizione hard bop, quella più pura e gustosa, divenendo, agli occhi dei fan di questo stile, uno dei tesori più godibili e preziosi di quel periodo.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Brooks, tranne dove indicato diversamente.

  1. Nutville – 8:52
  2. The Way You Look Tonight (J. Kern, D. Fields) – 10:41
  3. Star Eyes (G. De Paul, D. Raye)- 8:15
  4. Minor Move – 6:40
  5. Everything Happens to Me (M. Dennis, T. Adair) – 6:10
    Bonus track nella versione in CD:
  6. Minor Move [Alternate Take] – 6:53

Musicisti:

  • Tina Brooks – Sax tenore
  • Lee Morgan – Tromba
  • Sonny Clark – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Hank Mobley | Dippin’

dippin'

Il catalogo Blue Note del sassofonista Hank Mobley è ricco di capolavori grandi e piccoli e Dippin’ (registrato il 18 giugno del 1965 e pubblicato l’anno successivo dall’etichetta) non fa certo eccezione. C’è da tenere in cosiderazione che è stato registrato in un periodo, gli anni ’60, che è uno dei più belli e prolifici per Mobley. Anni che in particolare hanno rivelato la profondità e la dimensione della sua composizione armonica.

Oltre allo stesso Mobley al sax tenore, la band, un quintetto, vede all’opera Lee Morgan alla tromba, Harold Mabern al piano, Larry Ridley al contrabbasso e Billy Higgins alla batteria.
Dippin’ raccoglie quattro originali composti da Mobley e due standard. Si apre con The Dip, pezzo da otto minuti che mette sotto la luce dei riflettori l’ottima prima linea a due corni dove comincia, sin dalle prime note, l’intesa che sfiora la perfezione tra il bandleader e Morgan. In Recado Bossa Nova, scritta da Djalma Ferreira, la band si muove al di fuori della propria usuale zona ritmica per esplorare una bossa nova dalla composizione vivace e godibile (e te lo dice uno che non impazzisce per il genere). Tra gli altri, da segnalare, la
ballata I See Your Face Before Me dove Mobley suona tenendo toni bassi e fumosi (alla Ben Webster, tanto per intenderci), la breve ma sostenuta The Break Through o il bel lavoro svolto dalla sezione ritmica (in particolare da Higgins) sul pezzo che chiude l’album, Ballin’.

hank mobley

Le linee blues che esprimono i fiati e le linee eleganti che spingono la melodia in territori diversi, tra il pop e l’hard bop, rendono questa sessione una testimonianza perfetta delle note capacità di Mobley come bandleader e compositore.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Mobley, tranne dove indicato diversamente.

  1. The Dip – 7:57
  2. Recado Bossa Nova (L. Antonio, D. Ferreira) – 8:13
  3. The Break Through – 5:51
  4. The Vamp – 8:21
  5. I See Your Face Before Me (A. Schwartz, H. Dietz) – 5:29
  6. Ballin’ – 6:49

Musicisti:

  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Lee Morgan – Tromba
  • Harold Mabern, Jr. – Piano
  • Larry Ridley – Contrabbasso
  • Billy Higgins – Batteria

Lee Morgan | Candy

candy

Subito dopo i primi successi conseguiti come solista (City Lights e The Cooker), ma ancora lontano da uno dei più grandi successi commerciali in ambito jazz (The Sidewinder), un Lee Morgan appena 19enne registra l’album Candy (per la Blue Note nel 1958) in un prodigioso quartetto che oltre a lui vede Sonny Clark al piano, Doug Watkins al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

In questo disco Morgan conferma uno stile unico e un eccellente virtuosismo strumentale in un percorso cominciato anni prima, attraverso le sue collaborazioni come sideman con la band di Dizzy Gillespie e con la migliore formazione dei Jazz Messengers di Art Blakey.
Mentre la maggior parte dei giovani musicisti jazz tendeva infatti a farsi influenzare solo dai grandi nomi dei rispettivi strumenti, Morgan assorbì invece il fraseggio e lo stile da una vasta gamma di musicisti (Gillespie e Davis su tutti) per codificarli poi in un proprio, personalissimo suono. Lo dimostra proprio in quest’album dove, come unico fiato del quartetto, è sotto la luce dei riflettori facendosi portatore delle linee melodiche con una tecnica meravigliosa e con un tono fluido e gioioso, ma allo stesso tempo articolato. Per di più avrebbe dimostrato la sua buona vena di interprete, come nella Since I Fell for You di Buddy Johnson e nella C.T.A. di Jimmy Heath, e suonando con sentimento e trasporto pezzi come All the Way e Personality.

lee morgan

Il giovanissimo Morgan, insomma, comincia ufficialmente proprio con Candy una personale scalata che lo porterà ad essere considerato come uno dei trombettisti jazz più influenti e importanti di sempre.

Tracklist:

  1. Candy (M. David, A. Kramer, J. Whitney) – 7:06
  2. Since I Fell for You (B. Johnson) – 5:39
  3. C.T.A. (J. Heath) – 5:06
  4. All the Way (S. Cahn, J. Van Heusen) – 7:27
  5. Who Do You Love, I Hope (I. Berlin) – 5:01
  6. Personality (J. Burke, J. Van Heusen) – 6:16
    Bonus track nella versione in CD:
  7. All at Once You Love Her (O. Hammerstein, R. Rodgers) – 5:26

Musicisti:

  • Lee Morgan – Tromba
  • Sonny Clark – Piano
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Lee Morgan | City Lights

city lights

Registato il 25 agosto del 1957, e pubblicato dalla Blue Note nello stesso anno, City Lights è il quinto album da leader del trombettista americano Lee Morgan.

Particolarità di questo disco è indubbiamente la scrittura di Benny Golson (sue tre composizioni delle cinque in totale) che rende la tracklist di questa sessione dinamica e orecchiabile allo stesso tempo, spaccata solo a metà dalla parentesi malinconica di You’re Mine, You (firmata invece dalla coppia Johnny Green e Edward Heyman).
Morgan, all’epoca appena 19enne, è in forma eccellente e tiene testa e passo agli impressionanti musicisti di cui si è circondato per questa occasione: George Coleman al sax tenore e alto, Curtis Fuller al trombone, Ray Bryant al piano, Paul Chambers al contrabbasso Art Taylor alla batteria.

Lee Morgan

City Light raccoglie in pratica alcune delle performance più belle e calde dell’intero repertorio di Morgan e il suo modo di suonare in questa sessione anticipa temi e ritmi più di quanto non faranno le sue registrazionimmediatamente successive.

Tracklist:

  1. City Lights (B. Golson) – 5:46
  2. Tempo de Waltz (B. Golson) – 6:24
  3. You’re Mine, You (J. Green, E. Heyman) – 6:03
  4. Just by Myself (B. Golson) – 9:24
  5. Kin Folks (G. Gryce) – 9:42

Musicisti:

  • Lee Morgan – Tromba
  • George Coleman – Sax tenore, Sax alto
  • Curtis Fuller – Trombone
  • Ray Bryant – Piano
  • Paul Chambers – Contrabbasso
  • Art Taylor – Batteria

Grachan Moncur III | Evolution

evolution

Nato dalla sessione di registrazione del 21 novembre 1963 e pubblicato dalla Blue Note l’anno successivo, nel 1964, Evolution rappresenta il debutto come bandleader del trombonista americano Grachan Moncur III.
Tra i pochissimi trombonisti compositori jazz, dall’enorme potere evocativo ma fin troppo sottovalutato dalla critica, Moncur ottenne il suo primo grande riscontro proprio pochi mesi prima di questo disco con il capolavoro di Jackie McLean, One Step Beyond, i cui musicisti furono quasi tutti riuniti per questo debutto: Jackie McLean al sax alto, Bobby Hutcherson al vibrafono e Tony Williams alla batteria. A loro si aggiungono anche Lee Morgan alla tromba e Bob Cranshaw al contrabbasso.

In EvolutionMoncur si concede più spazi da solista, anche se l’attenzione è tutta per il suo talento compositivo, proprio per via dei quattro brani in scaletta, tutte composizioni originali da lui firmate. Sono pezzi lunghi (il più breve dura otto minuti), molto ambiziosi e terribilmente lunatici. Tra loro vanno sicuramente sottolineati quello più memorabile, Monk in Wonderland, con il suo capriccioso tema angolare compensato dalle misteriose vibrazioni di Hutcherson, e l’inquietante e terribilmente frenetico Air Raid.

Il critico Steve Huey del sito AllMusic, scrive:

Gran parte dell’album suona sinistro e minaccioso, dove anche il materiale più brillante è permeato da una contorta e surreale giocosità. In parte è dovuto alla precisione con cui i musicisti interpretano la visione di Moncur. Hutcherson offre il suo tipico accompagnamento che risulta fondamentale per la complessiva consistenza dell’album. E per di più il disco raccoglie alcune delle prestazioni più strambe di McLean e quelle di un Morgan particolarmente ispirato e avanzato.

Con un debutto del genere, dove l’inventiva prima di tutto è un valore inequivocabile, viene da pensare che sia un vero peccato che Moncur abbia registrato così poco da leader (seguì l’album Some Other Stuff e poco altro). La cosa rende Evolution un disco ancora più importante soprattuto per gli appassionati del jazz avanguardistico.

grachan moncur III

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Moncur.

  1. Air Raid – 9:19
  2. Evolution – 12:24
  3. The Coaster – 11:39
  4. Monk in Wonderland – 7:54

Musicisti:

  • Grachan Moncur III – Trombone
  • Lee Morgan – Tromba
  • Jackie McLean – Sax alto
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

Lee Morgan | The Procrastinator

the procrastinator

The Procrastinator è un doppio album del trombettista jazz Lee Morgan che raccoglie brani registrati tra il 1967 e il 1969 ma pubblicato postumo dalla Blue Note Records solo nel 1978. Il disco offre le solide performance di un doppio sestetto all star nel quale, oltre allo stesso Morgan, compaiono anche Wayne Shorter e George Coleman al sax tenore, Bobby Hutcherson al vibrafono, Herbie Hancock e Harold Mabern al piano, Julian Priester al trombone, Ron Carter e Walter Booker al contrabbasso e Billy Higgins e Mickey Roker alla batteria.

La tracklist comprende brani registrati in tre diverse sessioni registrate nel luglio 1967 e nel settembre e ottobre 1969 e fa parte di un programma di ristampe che la stessa Blue Note operò appunto sei anni dopo la precoce scomparsa di Morgan, nel 1972 (The Procrastinator fu proprio il primo della serie, seguito negli anni successivi da Sonic Boom, Tom Cat, Taru e Infinity).

Detto questo, e visto il cast all’opera, risulta quantomeno sorprendente che quest’album non fosse stato distribuito all’epoca della sua registrazione. I temi musicali spaziano dal funky all’hard bop e in tutti viene concesso ampio spazio alle esplorazioni e agli assolo dei vari musicisti.

lee morgan

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Morgan, tranne dove indicato diversamente. Tutti i brani sono stati registrati nelle sessioni del 14 luglio 1967 (tracce 1-6), del 12 settembre 1969 (tracce 8- 9, 13) e dell’ottobre dello stesso anno (tracce 7, 10-12).

Disco 1

  1. The Procrastinator – 8:06
  2. Party Time – 6:01
  3. Dear Sir (W. Shorter) – 6:55
  4. Stop Start – 6:12
  5. Rio (W. Shorter) – 6:11
  6. Soft Touch – 7:02

Disco 2

  1. Free Flow (G. Coleman) – 4:50
  2. Stormy Weather – (H. Arlen, T. Koehler) – 5:44
  3. Mr. Johnson (H. Mabern) – 6:11
  4. The Stroker (J. Priester) – 5:47
  5. Uncle Rough (H. Mabern) – 5:35
  6. Claw-Til-Da (M. Roker) – 3:07
  7. Untitled Boogaloo – 5:40

Musicisti:

Tracce 1-6:

  • Lee Morgan – Tromba
  • Wayne Shorter – Sax tenore
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono
  • Herbie Hancock – Piano
  • Ron Carter – Contrabbasso
  • Billy Higgins – Batteria

Tracce 7-13:

  • Lee Morgan – Tromba
  • Julian Priester – Trombone
  • George Coleman – Sax tenore
  • Harold Mabern – Piano
  • Walter Booker – Contrabbasso
  • Mickey Roker – Batteria