Sonny Rollins volume 1

sonny rollins volume 1

Sonny Rollins volume 1 (noto semplicemente come Sonny Rollins, così come riportato in copertina), è il primo album che il sassofonista registrò per la Blue Note (il 16 dicembre del 1956) dopo alcune memorabili sessioni per la Prestige.
Tenendo in considerazione che il 1956 è un anno imprescindibile per i fan del sassofonista, visto che dalle sessioni registrate in quell’anno sono venuti alla luce alcuni dei più grandi e riconosciuti classici della sua discografia (Tenor Madness Rollins Plays for Bird, Sonny Rollins Plus 4 e Saxophone Colossus), anche Sonny Rollins Volume 1, per quanto non così innovativo come gli altri, ha comunque il coraggio di spiccare tra le migliori uscite hard bop di quel periodo. Secondo quanto scrive Al Campbell, critico del sito AllMusic, si dà infatti per scontata anche qui “la capacità di Rollins di snocciolare un flusso ininterrotto di linee solistiche mozzafiato, pur mantenendo intatta la struttura tematica.

A parte questo, c’è da tenere in considerazione che in occasione di quest’album, Rollins si affida comunque ad un quintetto di autentici veterani: Donald Byrd alla tromba, Wynton Kelly al piano Gene Ramey al contrabbasso e Max Roach alla batteria.
Gli originali in scaletta (quattro su cinque brani in totale), tutti composti dal bandleader, prevedono il purissimo hard bop di
Blues
note e Sonnysphere, il blueseggiante Decision (che apre il disco) e l’orecchiabile swing Plain Jane. L’unico non originale, invece, è l’interpretazione nostalgica e quieta del brano How Are Things in Glocca Morra? (dove l’interazione e lo scambio tra gli strumenti diventa meraviglioso dialogo) tratto dalla performance teatrale Finian’s Rainbow a Broadway.

sonny rollins

Secondo la critica specializzata, Sonny Rollins volume 1 non è forse il disco più adatto per chi non è particolarmente avvezzo alla musicalità del sassofonista (anche se personalmente ritengo invece i cinque brani in scaletta ideali per chi vuole avvicinarsi morbidamente alle dinamiche di Rollins), ma è di sicuro un album essenziale se visto nel complesso della sua intera discografia.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Rollins, tranne dove indicato diversamente.

  1. Decision – 8:03
  2. Bluesnote – 7:01
  3. How Are Things in Glocca Morra? (B. Lane, E.Y. “Yip” Harburg) – 6:20
  4. Plain Jane – 10:00
  5. Sonnysphere – 9:36

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Donald Byrd – Tromba
  • Wynton Kelly – Piano
  • Gene Ramey – Contrabbasso
  • Max Roach – Batteria

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The Amazing Bud Powell

the amazing bud powell

The Amazing Bud Powell è un album del pianista jazz pubblicato originariamente dalla Blue Note nell’aprile del 1952 come vinile a 10″ (al quale seguirà poi una versione più estesa e rinominata Volume 1, poi il Volume 2 nel 1954 e il Volume 3 nel 1957).
Il disco originale raccoglie otto brani registrati il 9 agosto 1949 dove Powell suona due pezzi da solista al piani e otto in trio, con Curley Russell al contrabbasso e Max Roach alla batteria. Successivamente, nella rimasterizzazione in cd nel 1989 saranno aggiunti sette take alternativi, mentre in quella del 2001 (Rudy Van Gelder Edition), la tracklist verrà ampliata a 20 pezzi con l’aggiunta di una seconda sessione in quintetto del 1951.

The Amazing Bud Powell è tra i dischi più apprezzati dalla critica nella discografia del pianista, anche se si apre con una delle sue più discusse composizioni, l’intenso brano Un Poco Loco (“Un po’ folle“). Cinque minuti di durata per una brillante composizione scandita però (opinione personalissima) dal martellante e snervante “campanaccio” picchiettato da Roach. Nonostante questo, Un Poco Loco è stata riconosciuta dagli storici musicali per il suo intrinseco significato culturale (il critico letterario Harold Bloom si spinse ad includere questa performance nel suo breve elenco delle più grandi opere d’arte americane del XX secolo).
Tra i brani in scaletta vanno sottolineati la ritmata versione di A Night in Tunisia, la frivola e sussurrata Ornithology e le delicate versioni di Over the Rainbow e It Could Happen to You (queste due ultime suonate da solo al piano con stile e reminiscenze classiche proprie del miglior Powell).

bud powell

Questo disco offre tra le più importanti e brillanti prestazioni del pianista all’apice della carriera e rappresenta un grandioso saggio delle sue capacità. Uno dei suoi lavori più completi e monumentali, apprezzato dalla critica e dal pubblico, soprattutto se inserito nel contesto dell’intero trittico di dischi successivo.

Tracklist:

  1. Un Poco Loco (B. Powell) – 4:42
  2. Over the Rainbow (H. Arlen, E.Y. Harburg) – 2:55
  3. Ornithology (B. Harris, C. Parker) – 2:20
  4. Wail (B. Powell) – 3:02
  5. A Night in Tunisia (D. Gillespie, F. Paparelli) – 4:12
  6. It Could Happen to You (J. Burke, J. Van Heusen) – 3:12
  7. You Go to My Head (J. F. Coots, H. Gillespie) – 3:11
  8. Bouncing with Bud (G. Fuller, B. Powell) – 3:01

Musicisti:

  • Bud Powell – Piano
  • Curly Russell – Contrabbasso (eccetto tracce 2 e 4)
  • Max Roach – Batteria (eccetto tracce 2 e 4)

[VIDEO] Charlie Parker | White Christmas (Live in New York, 25 dicembre 1948)

In una meravigliosa diretta radio del 25 dicembre 1948 presso la Royal Roost di New York, Charlie Parker al sax alto, Kenny Dorham alla tromba, Al Haig al piano, Tommy Porter al contrabbasso e Max Roach alla batteria, auguravano buon Natale a tutte le persone in ascolto, suonando White Christmas.

Il Natale è ormai andato, insomma (neanche sembra arrivato, a dire il vero, visto le insopportabili e miti temperature quasi primaverili), ma le feste fortunatamente ancora no. Di conseguenza, con colpevole ritardo, sto qui ad augurarti un buon proseguimento e una felicissima quiete.

Thelonious Monk | Brilliant Corners

Brilliant Corners

Brilliant Corners è un album in studio del pianista jazz Thelonious Monk registrato in tre diverse sessioni alla fine del 1956 con due quintetti diversi. Terzo disco per la Riverside Records, primo per questa etichetta ad includere quasi esclusivamente composizioni dello stesso Monk, Brilliant Corners è noto anche perché offre al pubblico un brano, la title track, ancora oggi considerato tra le composizioni più ardite e di difficile esecuzione del pianista.

Il 9 ottobre furono registrati i due brani Ba-Ba-lue Bolivar lues-Are e Pannonica (su cui Monk suonava la celesta) con i sassofonisti Ernie Henry e Sonny Rollins, il contrabbassista Oscar Pettiford e il batterista Max Roach. Il nome della prima composizione fu attribuito all’esasperata pronuncia di Monk delle parole “Blue Bolivar Blues“, riferite all’Hotel Bolivar dove risiedeva Pannonica de Koenigswarter, scrittrice e patrona del be bop e che il pianista aveva incontrato durante il suo primo viaggio in Europa nel 1954.
Il 15 ottobre Monk tentò di registrare la title track con la stessa band durante una sessione di quattro ore. La complessità del brano divenne letteralmente una sfida per i vari sidemen portando a tensioni tra Monk, Henry e Pettiford (leggenda vuole che volarono parole dure durante la registrazione e che Pettiford in un take cominciò solo a mimare la sua parte al contrabbasso).
Il 7 dicembre, infine, furono registrate Bemsha Swing con Paul Chambers al contrabbasso e Clark Terry che sostituì Henry alla tromba, e I Surrender, Dear, eseguita in una versione solo piano da Monk.

thelonious monk

Secondo il critico Lindsay Planer del sito AllMusic:

Gli appassionati stanchi della natura idiosincratica del suono di Monk o delle sue progressioni di accordi quasi aritmetiche dovrebbero riascoltare di tanto in tanto Brilliant Corners. Sono presenti una freschezza e una vitalità che saturano ogni brano. […] Brilliant Corners potrebbe essere considerato l’alfa e l’omega del jazz americano post Seconda Guerra Mondiale e nessun serio collezionista jazz dovrebbe esserne privo.
Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.
  1. The Brilliant Corners – 7:42
  2. Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are – 13:24
  3. Pannonica – 8:50
  4. I Surrender, Dear (B. Harris) – 5:25
  5. Bemsha Swing (T. Monk, D. Best) – 7:42

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano, Celesta (traccia 3)
  • Ernie Henry – Sax alto (tracce 1-3)
  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso (tracce 1-3)
  • Max Roach – Batteria, Timpani (traccia 5)
  • Clark Terry – Tromba (traccia 5)
  • Paul Chambers – Contrabbasso (traccia 5)

Sonny Stitt / Bud Powell / J. J. Johnson

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Pubblicato dalla Prestige nel 1957, Sonny Stitt / Bud Powell / J. J. Johnson (conosciuto anche come All God’s Children Got Rhythm) è un album del sassofonista Sonny Stitt che raccoglie le sue collaborazioni con il trombonista J. J. Johnson e il pianista Bud Powell registrate in una tripla sessione tra il 1949 e il 1950. Alla fine degli anni ’40, Stitt restò fuori dalla scena musicale per qualche tempo per problemi di droga (purtroppo ancora ne sarebbero seguiti alla fine dei ’50). Quest’album quindi non solo segna il suo ritorno in uno studio di registrazione, ma vede anche il suo debutto al sax tenore (mettendo momentaneamente da parte quello alto dopo essere stato ingiustamente accusato di essere “solo” un imitatore di Charlie Parker).

La tracklist originale è composta da ben quindici brani, tutti di breve durata: sui primi nove, prevalentemente composizioni originali di Stitt, suona un Bud Powell al top della forma, il contrabbassista Curly Russell e il batterista Max Roach (l’unico, insieme a Stitt, a suonare in tutti i brani), mentre sugli altri (dal 10 al 17), al piano prende posto John Lewis e al contrabbasso Nelson Boyd. Tra questi ultimi otto brani troviamo tre originali di J. J. Johnson e la versione originale della Afternoon in Paris di Lewis (nella versione in CD sono stati inseriti anche i take alternativi dei rispettivi brani).

Sonny Stitt / Bud Powell / J. J. Johnson è un grande classico, altamente consigliato dalla critica specializzata a tutti i collezionisti appassionati di bop.

Sonny Stitt | Bud Powell | J. J. Johnson

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Stitt, tranne dove indicato diversamente. Il 17 ottobre del 1949 sono state registrati i brani dal 10 al 17, l’11 dicembre dello stesso anno dall’1 al 4 e il 26 gennaio 1950 dal 5 al 9. I brani segnati con un asterisco alla fine (6, 11, 13, 15 e 17), sono stati inseriti come bonus tracks nella versione in CD.

  1. All God’s Chillun Got Rhythm (W. Jurmann, G. Kahn, B. Kaper) – 2:57
  2. Sonnyside – 2:21
  3. Bud’s Blues – 2:32
  4. Sunset – 3:44
  5. Fine and Dandy (P. James, K. Swift) – 2:39
  6. Fine and Dandy [Alternate Take] (P. James, K. Swift) – 2:38*
  7. Strike Up the Band (G. Gershwin, I. Gershwin) – 3:26
  8. I Want to Be Happy (I. Caesar, V. Youmans) – 3:09
  9. Taking a Chance on Love (V. Duke, T. Fetter, J. Latouche) – 2:32
  10. Afternoon in Paris (J. Lewis) – 3:03
  11. Afternoon in Paris [Alternate Take] (J. Lewis) – 2:59*
  12. Elora (J. J. Johnson) – 3:03
  13. Elora [Alternate Take] (J.J. Johnson) – 3:07*
  14. Teapot (J. J. Johnson) – 2:43
  15. Teapot [Alternate Take] (J.J. Johnson) – 3:01*
  16. Blue Mode (J. J. Johnson) – 3:45
  17. Blue Mode [Alternate Take] (J. J. Johnson) – 2:49*

Musicisti:

  • Sonny Stitt – Sax tenore
  • J. J. Johnson – Trombone (tracce 10-17)
  • Bud Powell – Piano (tracce 1-9)
  • John Lewis – Piano (tracce 10-17)
  • Curly Russell – Contrabbasso (tracce 1-9)
  • Nelson Boyd – Contrabbasso (tracce 10-17)
  • Max Roach – Batteria

Rollins Plays for Bird

rollins plays for bird

Rollins Plays for Bird è un album del sassofonista Sonny Rollins registrato il 5 ottobre del 1956 e pubblicato dalla Prestige nello stesso anno. Oltre allo stesso Rollins, il quintetto all’opera vede anche Kenny Dorham alla tromba, Wade Legge al piano, George Morrow al contrabbasso e Max Roach alla batteria.

Si tratta, come da titolo, di un disco tributo ad alcuni dei materiali più belli di Charlie Parker (scomparso il 12 marzo dell’anno precedente, nel ’55). Vista la natura da tenorista di Rollins, selezionare i brani giusti di Parker, non era cosa facile. La situazione vede quindi una serie di peculiari “sfide” e il cast all’opera riesce a dare il meglio aprendo con un medley di ben 27 minuti composto da sette standard, tra i più noti di Bird, perfettamente cuciti insieme: I Remember You, My Melancholy Baby, Old Folks, They Can’t Take That Away From Me, Just Friends, My Little Suede Shoes e Star Eyes.

Il critico Michael G. Nastos del sito AllMusic, scrive:

Wade Legge, pianista poco conosciuto del jazz anni ’50, suona qui in modo meraviglioso, mentre la sezione ritmica Morrow/Roach rende leggeri anche i movimenti più sostenuti. Insolito invece il ruolo di Dorham alla tromba che in alcuni brani è ridotto a poche note (e dove ancor più raramente suona allo stesso tempo di Rollins). Considerando le precedenti e riuscitissime esperienze di Dorham in tandem con il sax di Joe Henderson, viene da chiedersi il perché lo si senta suonare così poco.

sonny rollins

Anche se il momento più alto di questo disco è rappresentato, com’è naturale che sia, proprio dal medley iniziale, sono da sottolineare anche i due brani che chiudono l’album, il valzer “cool” Kid’s Know, dove il sax di Rollins e la tromba di Dorham suonano finalmente insieme per quasi tutti i dodici i minuti di durata, e la ballata I’ve Grown Accustomed to Her Face.
In generale, secondo la critica specializzata Rollins Plays for Bird è una sessione che offre ancora oggi una gran quantità di musica suonata ad altissimo livello ma che, proprio per via dei ruoli in qualche occasione mal organizzati, perde l’occasione di rimanere nella storia del jazz di quegli anni
.

Tracklist:

  1. Bird Medley:
    I Remember You / My Melancholy Baby / Old Folks / They Can’t Take That Away From Me / Just Friends / My Little Suede Shoes / Star Eyes (J. Mercer, V. Schertzinger/E. Burnett, G. A. Norton/D. L. Hill, W. Robison/G. Gershwin, I. Gershwin/J. Klenner, S. M. Lewis/C. Parker/G. DePaul, D. Raye) – 26:55
  2. Kids Know (S. Rollins) – 11:39
  3. I’ve Grown Accustomed to Her Face (A. J. Lerner, F. Loewe) – 4:52
    Bonus track nella versione in CD:
  4. The House I Live In (L. Allan, E. Robinson) – 9:21

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Wade Legge – Piano
  • George Morrow – Contrabbasso
  • Max Roach – Batteria

Max Roach + 4

max roach + 4

Max Roach + 4 è un album registrato il 17 e il 19 settembre 1956 e pubblicato e distribuito dalla EmArcy Records (sotto etichetta della Mercury) solo venti giorni dopo. Il disco raccogliere le performance di uno straordinario quintetto che vede appunto Max Roach alla batteria, Kenny Dorham alla tromba, Sonny Rollins al sax tenore, Ray Bryant al piano (sostituito da Bill Wallace su tre brani) e George Morrow al contrabasso. Questo album è purtroppo tristemente noto anche per essere il primo dopo la scomparsa dei due musicisti, amici e collaboratori di RoachClifford Brown e Richie Powell, in seguito ad un incidente automobilisto avvenuto nel giugno di quello stesso anno.

In Max Roach + 4, il leader si ritaglia giustamente una buona parte da solista (esempi lampanti nel brano Dr. Free-Zee, nella Just One of Those Things di Cole Porter e nella Woody ‘n You di Dizzy Gillespie). Da sottolineare inoltre l’interazione dei fiati di Dorham e Rollins, l’esecuzione dell’originale di George Russell che apre il disco, Ezz-Thetic, e quella calda ed emozionante dello standard Body and Soul.

max roach

Detto questo, Max Roach + 4 è da molti considerato come un disco provocatorio e meraviglioso che cerca di raccogliere e testimoniare, omaggiandole, proprio le influenze sonore di Clifford Brown, grazie ad un eccellente lavoro di squadra che raggiunge un picco creativo altissimo soprattutto nelle interazioni solistiche.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Roach, tranne dove indicato diversamente.

  1. Ezz-Thetic (G. Russell) – 9:18
  2. Dr. Free-Zee – 2:06
  3. Just One of Those Things (C. Porter) – 7:18
  4. Mr X. – 5:15
  5. Body and Soul (E. Heyman, R. Sour, F. Eyton, J. Green) – 6:50
  6. Woody ‘n You (D. Gillespie) – 6:51
    Bonus track nella versione CD:
  7. It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) (D. Ellington, I. Mills) – 4:45
  8. Love Letters (E. Heyman, V. Young) – 8:57
  9. Minor Trouble (R. Bryant) – 6:58

Musicisti:

  • Max Roach – Batteria
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Ray Bryant – Piano (tracce 1-6)
  • Bill Wallace – Piano (tracce 7-9)
  • George Morrow – Contrabbasso