Sonny Rollins | Moving Out

Secondo album registrato per la Prestige (nella doppia sessione del 18 agosto e 25 ottobre del 1954) che lo pubblicò due anni più tardi, nel 1956, Moving Out è, in quanto a musicisti all’opera, uno dei dischi meglio assortiti del sassofonista Sonny Rollins. Il bandleader, ovviamente al sax tenore, suona in quintetto lasciandosi accompagnare da Kenny Dorham alla tromba, Elmo Hope al piano, Percy Heath al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. Mentre per l’ultimo brano la band cambia radicalmente volto e a Rollins si affiancano delle guest-star d’eccezione: Thelonious Monk al piano, Tommy Potter al contrabbasso e Art Taylor alla batteria.

Raramente Rollins si è avvalso della collaborazione di trombettisti, ma quando l’ha fatto, i nomi coinvolti sono stati sempre di un certo spessore (Miles Davis o Clifford Brown, per citarne un paio). Moving Out, in questo senso, segna la prima collaborazione di Rollins con il grande Kenny Dorham, a quel tempo entrambi membri del Max Roach Quintet e proprio per questo in perfetta sintonia. Se teniamo conto anche dell’apporto di Hope, Heath e Blakey, ecco spiegato facilmente perché questo quintetto fu considerato tra i più potenti di quegli anni.

Quella di Moving Out è una musica semplice e orecchiabile, con un Rollins mai sopra le righe e un Dorham coinvolto prevalentemente sugli assoli. Per quanto lineare, risulta particolarmente effervescente la linea melodica perseguita nei primi due pezzi, la title track e Swingin’ for Bumsy, mentre Silk’n’ Satin è una lucida e morbida ballata particolarmente incentrata sul sax di Rollins. Solid è un grande classico che fa sfoggio invece di meravigliosi toni blues e vede protagonisti i due fiati (il pezzo, concertato benissimo, viene aperto da Rollins e Dorham insieme, per poi passare agli assolo di Rollins, poi Dorham, poi Hope al piano e infine di nuovo insieme sax e tromba). Chiude il disco More Than You Know che, come detto più sopra, è un brano molto particolare. A parte essere il più lungo in scaletta (11 minuti su 32 in totale dell’intero disco), vede anche uno stravolgimento della band all’opera. Il quintetto diventa quartetto e la melodia inconfondibile (diversa dalle altre per stile e consistenza) e portata avanti con armonia da Rollins e Monk.

Testimone di alcune delle migliori performance di Rollins, Moving Out raccoglie tanta buona musica anche per chi è alle prime armi con il bop, qui più sofisticato, della metà degli anni ’50.

TRACK LIST:
Tutte le composizioni sono di Rollins, tranne dove indicato diversamente. I brani dall’1 al 4 sono stati registrati il 18 agosto del 1954, mentre il quinto il 25 ottobre dello stesso anno.

  1. Moving Out – 4:31
  2. Swingin’ for Bumsy – 5:48
  3. Silk ‘n’ Satin – 4:03
  4. Solid – 6:27
  5. More Than You Know (E. Eliscu, B. Rose, V. Youmans) – 10:48

MUSICISTI:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Kenny Dorham – Tromba (tracce 1-4)
  • Elmo Hope – Piano (tracce 1-4)
  • Percy Heath – Contrabbasso (tracce 1-4)
  • Art Blakey – Batteria (tracce 1-4)
  • Thelonious Monk – Piano (traccia 5)
  • Tommy Potter – Contrabbasso (traccia 5)
  • Art Taylor – Batteria (traccia 5)

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Sonny Rollins volume 1

sonny rollins volume 1

Sonny Rollins volume 1 (noto semplicemente come Sonny Rollins, così come riportato in copertina), è il primo album che il sassofonista registrò per la Blue Note (il 16 dicembre del 1956) dopo alcune memorabili sessioni per la Prestige.
Tenendo in considerazione che il 1956 è un anno imprescindibile per i fan del sassofonista, visto che dalle sessioni registrate in quell’anno sono venuti alla luce alcuni dei più grandi e riconosciuti classici della sua discografia (Tenor Madness Rollins Plays for Bird, Sonny Rollins Plus 4 e Saxophone Colossus), anche Sonny Rollins Volume 1, per quanto non così innovativo come gli altri, ha comunque il coraggio di spiccare tra le migliori uscite hard bop di quel periodo. Secondo quanto scrive Al Campbell, critico del sito AllMusic, si dà infatti per scontata anche qui “la capacità di Rollins di snocciolare un flusso ininterrotto di linee solistiche mozzafiato, pur mantenendo intatta la struttura tematica.

A parte questo, c’è da tenere in considerazione che in occasione di quest’album, Rollins si affida comunque ad un quintetto di autentici veterani: Donald Byrd alla tromba, Wynton Kelly al piano Gene Ramey al contrabbasso e Max Roach alla batteria.
Gli originali in scaletta (quattro su cinque brani in totale), tutti composti dal bandleader, prevedono il purissimo hard bop di
Blues
note e Sonnysphere, il blueseggiante Decision (che apre il disco) e l’orecchiabile swing Plain Jane. L’unico non originale, invece, è l’interpretazione nostalgica e quieta del brano How Are Things in Glocca Morra? (dove l’interazione e lo scambio tra gli strumenti diventa meraviglioso dialogo) tratto dalla performance teatrale Finian’s Rainbow a Broadway.

sonny rollins

Secondo la critica specializzata, Sonny Rollins volume 1 non è forse il disco più adatto per chi non è particolarmente avvezzo alla musicalità del sassofonista (anche se personalmente ritengo invece i cinque brani in scaletta ideali per chi vuole avvicinarsi morbidamente alle dinamiche di Rollins), ma è di sicuro un album essenziale se visto nel complesso della sua intera discografia.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Rollins, tranne dove indicato diversamente.

  1. Decision – 8:03
  2. Bluesnote – 7:01
  3. How Are Things in Glocca Morra? (B. Lane, E.Y. “Yip” Harburg) – 6:20
  4. Plain Jane – 10:00
  5. Sonnysphere – 9:36

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Donald Byrd – Tromba
  • Wynton Kelly – Piano
  • Gene Ramey – Contrabbasso
  • Max Roach – Batteria

Sonny Rollins | The Sound of Sonny

the sound of sonny

Registrato in tre diverse sessione nel giugno del 1957, The Sound of Sonny è il primo album del sassofonista Sonny Rollins per l’etichetta Riverside. E comincia proprio con l’esordio con questa etichetta una nuova fase nella carriera musicale di Rollins. A partire da questo disco, infatti, il sassofonista produce alcuni degli album che hanno definito il suo spirito pionieristico, testimoni di alcune delle sue migliori performance (sul sito AllMusic si legge che proprio nel 1957 Rollins venne insignito dalla rivista Down Beat come il vincitore della categoria “New Star” tra i sassofonisti tenore).

Tutta la sua ritrovata libertà, e la voglia di innovare il proprio repertorio, è palese in The Sound of Sonny, dove i suoi assolo raggiungono il picco massimo in quanto a brillantezza melodica e dove il musicista inizia a sperimentare con i propri sideman, tanto da alternare i vari pezzi del cast all’opera a seconda delle esigenze. Ecco perché accanto a lui ritroviamo Sonny Clark al piano, tranne su due tracce, Percy Heath al contrabbasso, sostituito su tre pezzi da Paul Chambers, e Roy Haynes alla batteria.
Il brano più noto è proprio quello che apre l’album, lo standard The Last Time I Saw Paris, mentre il più sorprendente (il momento clou del disco) è It Could Happen to You, breve spaccato da tre minuti e quaranta secondi dove a riecheggiare sono solo le note nostalgiche del sax di Rollins. Da sottolineare inoltre la bella versione della Ev’ry Time We Say Goodbye di Cole Porter e le due uniche composizioni di Rollins, Cutie e Funky Hotel Blues (quest’ultima presente come bonus track solo nella versione in CD).

sonny rollins

The Sound of Sonny è un album vitale e brillante, fondamentale per comprendere la varietà musicale che comincerà in questi anni ad affiorare tra una nota e l’altra del meraviglioso e personalissimo stile bop di Rollins.

Tracklist:
Le tracce 5, 6 e 8 sono state registrate l’11 giugno, la 2, 3, 7 e 9 il 12 giugno e la 1, 4 e 10 il 19 giugno del 1957.

  1. The Last Time I Saw Paris (O. Hammerstein II, J. Kern) – 2:58
  2. Just in Time (B. Comden, A. Green, J. Styne) – 3:59
  3. Toot, Toot, Tootsie, Goodbye (E. Erdman, T. F. Rito, G. Kahn, R. A. King) – 4:25
  4. What Is There to Say? (V. Duke, E.Y. “Yip” Harburg) – 4:56
  5. Dearly Beloved (J. Kern, J. Mercer) – 3:05
  6. Ev’ry Time We Say Goodbye (C. Porter) – 3:23
  7. Cutie (S. Rollins) – 5:54
  8. It Could Happen to You (J. Burke, J. Van Heusen) – 3:47
  9. Mangos (D. Libby, S. Wayne) – 5:34
    Bonus track nella versione in CD:
  10. Funky Hotel Blues (S. Rollins) – 6:00

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Sonny Clark – Piano (tracce 2-7 & 9)
  • Percy Heath – Contrabbasso (tracce 2-3 & 5-7)
  • Paul Chambers – Contrabbasso (tracks 1, 4 & 10)
  • Roy Haynes – Batteria (tracce 1-7 & 9-10)

Thelonious Monk | Brilliant Corners

Brilliant Corners

Brilliant Corners è un album in studio del pianista jazz Thelonious Monk registrato in tre diverse sessioni alla fine del 1956 con due quintetti diversi. Terzo disco per la Riverside Records, primo per questa etichetta ad includere quasi esclusivamente composizioni dello stesso Monk, Brilliant Corners è noto anche perché offre al pubblico un brano, la title track, ancora oggi considerato tra le composizioni più ardite e di difficile esecuzione del pianista.

Il 9 ottobre furono registrati i due brani Ba-Ba-lue Bolivar lues-Are e Pannonica (su cui Monk suonava la celesta) con i sassofonisti Ernie Henry e Sonny Rollins, il contrabbassista Oscar Pettiford e il batterista Max Roach. Il nome della prima composizione fu attribuito all’esasperata pronuncia di Monk delle parole “Blue Bolivar Blues“, riferite all’Hotel Bolivar dove risiedeva Pannonica de Koenigswarter, scrittrice e patrona del be bop e che il pianista aveva incontrato durante il suo primo viaggio in Europa nel 1954.
Il 15 ottobre Monk tentò di registrare la title track con la stessa band durante una sessione di quattro ore. La complessità del brano divenne letteralmente una sfida per i vari sidemen portando a tensioni tra Monk, Henry e Pettiford (leggenda vuole che volarono parole dure durante la registrazione e che Pettiford in un take cominciò solo a mimare la sua parte al contrabbasso).
Il 7 dicembre, infine, furono registrate Bemsha Swing con Paul Chambers al contrabbasso e Clark Terry che sostituì Henry alla tromba, e I Surrender, Dear, eseguita in una versione solo piano da Monk.

thelonious monk

Secondo il critico Lindsay Planer del sito AllMusic:

Gli appassionati stanchi della natura idiosincratica del suono di Monk o delle sue progressioni di accordi quasi aritmetiche dovrebbero riascoltare di tanto in tanto Brilliant Corners. Sono presenti una freschezza e una vitalità che saturano ogni brano. […] Brilliant Corners potrebbe essere considerato l’alfa e l’omega del jazz americano post Seconda Guerra Mondiale e nessun serio collezionista jazz dovrebbe esserne privo.
Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.
  1. The Brilliant Corners – 7:42
  2. Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are – 13:24
  3. Pannonica – 8:50
  4. I Surrender, Dear (B. Harris) – 5:25
  5. Bemsha Swing (T. Monk, D. Best) – 7:42

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano, Celesta (traccia 3)
  • Ernie Henry – Sax alto (tracce 1-3)
  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso (tracce 1-3)
  • Max Roach – Batteria, Timpani (traccia 5)
  • Clark Terry – Tromba (traccia 5)
  • Paul Chambers – Contrabbasso (traccia 5)

Sonny Rollins with The Modern Jazz Quartet

sonny rollins with the modern jazz quartet

Sonny Rollins with the Modern Jazz Quartet, conosciuto anche con il titolo Sonny & the Stars, è un album del sassofonista Sonny Rollins pubblicato dalla Prestige nel 1956. Il disco raccoglie appunto le sue performance in collaborazione con il Modern Jazz Quartet (John Lewis al piano, Milt Jackson al vibrafono, Percy Heath al contrabbasso e Kenny Clarke alla batteria) e alcune delle sue prime sessioni come bandleader per la Prestige, con Kenny Drew al piano (sostituito nell’ultima traccia dalla guest star d’eccezione Miles Davis, in una delle sue rare registrazioni al piano) e Art Blakey alla batteria (sostituito su un brano da Roy Haynes).

A parte le cinque composizioni originali scritte dallo stesso Rollins, la scaletta omprende anche una serie di solidi standard (tra tutti, In the Sentimental Mood di Ellington e la With a Song in My Heart di Hart & Rodgers) e il brano di Miles Davis, I Know, dove, come detto sopra, Davis lascia occasionalmente la tromba per sedersi al piano. Questo brano è da sottolineare anche perché oltre a rappresentare la prima collaborazione di Davis con Rollins è anche la sua prima registrazione in assoluto con la Prestige.

sonny rollins

Sonny Rollins with the Modern Jazz Quartet è un disco meravigliosamente bop e vivace con qualche picco di malinconico ottimismo.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Rollins, tranne dove indicato diversamente. Il brano 13 è stato registrato il 17 gennaio del 1951; i brani dal 5 al 12, il 17 dicembre dello stesso anno; i primi quattro brani, il 7 ottobre del 1953.

  1. The Stopper – 2:59
  2. Almost Like Being in Love (A.J. Lerner, F. Loewe) – 3:26
  3. No Moe – 3:32
  4. In a Sentimental Mood (D. Ellington, M. Kurtz, I. Mills) – 3:20
  5. Scoops – 2:16
  6. With a Song in My Heart (L. Hart, R. Rodgers) – 3:08
  7. Newk’s Fadeaway – 3:15
  8. Time on My Hands (H. Adamson, M. Gordon, V. Youmans) – 2:42
  9. This Love of Mine (S. Parker, H. W. Sanicola Jr., F. Sinatra) – 2:26
  10. Shadrack (R. MacGimsey) – 2:35
  11. On a Slow Boat to China (F. Loesser) – 2:41
  12. Mambo Bounce – 2:25
  13. I Know (M. Davis) – 2:32

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • John Lewis – Piano (tracce 1-4)
  • Kenny Drew – Piano (tracce 5-12)
  • Miles Davis – Piano (traccia 13)
  • Milt Jackson – Vibrafono (tracce 1-4)
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Kenny Clarke – Batteria (tracce 1-4)
  • Art Blakey – Batteria (tracce 5-12)
  • Roy Haynes – Batteria (traccia 13)

Rollins Plays for Bird

rollins plays for bird

Rollins Plays for Bird è un album del sassofonista Sonny Rollins registrato il 5 ottobre del 1956 e pubblicato dalla Prestige nello stesso anno. Oltre allo stesso Rollins, il quintetto all’opera vede anche Kenny Dorham alla tromba, Wade Legge al piano, George Morrow al contrabbasso e Max Roach alla batteria.

Si tratta, come da titolo, di un disco tributo ad alcuni dei materiali più belli di Charlie Parker (scomparso il 12 marzo dell’anno precedente, nel ’55). Vista la natura da tenorista di Rollins, selezionare i brani giusti di Parker, non era cosa facile. La situazione vede quindi una serie di peculiari “sfide” e il cast all’opera riesce a dare il meglio aprendo con un medley di ben 27 minuti composto da sette standard, tra i più noti di Bird, perfettamente cuciti insieme: I Remember You, My Melancholy Baby, Old Folks, They Can’t Take That Away From Me, Just Friends, My Little Suede Shoes e Star Eyes.

Il critico Michael G. Nastos del sito AllMusic, scrive:

Wade Legge, pianista poco conosciuto del jazz anni ’50, suona qui in modo meraviglioso, mentre la sezione ritmica Morrow/Roach rende leggeri anche i movimenti più sostenuti. Insolito invece il ruolo di Dorham alla tromba che in alcuni brani è ridotto a poche note (e dove ancor più raramente suona allo stesso tempo di Rollins). Considerando le precedenti e riuscitissime esperienze di Dorham in tandem con il sax di Joe Henderson, viene da chiedersi il perché lo si senta suonare così poco.

sonny rollins

Anche se il momento più alto di questo disco è rappresentato, com’è naturale che sia, proprio dal medley iniziale, sono da sottolineare anche i due brani che chiudono l’album, il valzer “cool” Kid’s Know, dove il sax di Rollins e la tromba di Dorham suonano finalmente insieme per quasi tutti i dodici i minuti di durata, e la ballata I’ve Grown Accustomed to Her Face.
In generale, secondo la critica specializzata Rollins Plays for Bird è una sessione che offre ancora oggi una gran quantità di musica suonata ad altissimo livello ma che, proprio per via dei ruoli in qualche occasione mal organizzati, perde l’occasione di rimanere nella storia del jazz di quegli anni
.

Tracklist:

  1. Bird Medley:
    I Remember You / My Melancholy Baby / Old Folks / They Can’t Take That Away From Me / Just Friends / My Little Suede Shoes / Star Eyes (J. Mercer, V. Schertzinger/E. Burnett, G. A. Norton/D. L. Hill, W. Robison/G. Gershwin, I. Gershwin/J. Klenner, S. M. Lewis/C. Parker/G. DePaul, D. Raye) – 26:55
  2. Kids Know (S. Rollins) – 11:39
  3. I’ve Grown Accustomed to Her Face (A. J. Lerner, F. Loewe) – 4:52
    Bonus track nella versione in CD:
  4. The House I Live In (L. Allan, E. Robinson) – 9:21

Musicisti:

  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Wade Legge – Piano
  • George Morrow – Contrabbasso
  • Max Roach – Batteria

Max Roach + 4

max roach + 4

Max Roach + 4 è un album registrato il 17 e il 19 settembre 1956 e pubblicato e distribuito dalla EmArcy Records (sotto etichetta della Mercury) solo venti giorni dopo. Il disco raccogliere le performance di uno straordinario quintetto che vede appunto Max Roach alla batteria, Kenny Dorham alla tromba, Sonny Rollins al sax tenore, Ray Bryant al piano (sostituito da Bill Wallace su tre brani) e George Morrow al contrabasso. Questo album è purtroppo tristemente noto anche per essere il primo dopo la scomparsa dei due musicisti, amici e collaboratori di RoachClifford Brown e Richie Powell, in seguito ad un incidente automobilisto avvenuto nel giugno di quello stesso anno.

In Max Roach + 4, il leader si ritaglia giustamente una buona parte da solista (esempi lampanti nel brano Dr. Free-Zee, nella Just One of Those Things di Cole Porter e nella Woody ‘n You di Dizzy Gillespie). Da sottolineare inoltre l’interazione dei fiati di Dorham e Rollins, l’esecuzione dell’originale di George Russell che apre il disco, Ezz-Thetic, e quella calda ed emozionante dello standard Body and Soul.

max roach

Detto questo, Max Roach + 4 è da molti considerato come un disco provocatorio e meraviglioso che cerca di raccogliere e testimoniare, omaggiandole, proprio le influenze sonore di Clifford Brown, grazie ad un eccellente lavoro di squadra che raggiunge un picco creativo altissimo soprattutto nelle interazioni solistiche.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Roach, tranne dove indicato diversamente.

  1. Ezz-Thetic (G. Russell) – 9:18
  2. Dr. Free-Zee – 2:06
  3. Just One of Those Things (C. Porter) – 7:18
  4. Mr X. – 5:15
  5. Body and Soul (E. Heyman, R. Sour, F. Eyton, J. Green) – 6:50
  6. Woody ‘n You (D. Gillespie) – 6:51
    Bonus track nella versione CD:
  7. It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) (D. Ellington, I. Mills) – 4:45
  8. Love Letters (E. Heyman, V. Young) – 8:57
  9. Minor Trouble (R. Bryant) – 6:58

Musicisti:

  • Max Roach – Batteria
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Ray Bryant – Piano (tracce 1-6)
  • Bill Wallace – Piano (tracce 7-9)
  • George Morrow – Contrabbasso