Cee Lo Green | The Lady Killer

the lady killerThomas Callaway (conosciuto in passato come Thomas Burton e oggi come Cee Lo Green) è un musicista, rapper e produttore discografico statunitense. La sua musica spazia dal funk al soul, dall’hip-hop all’R&B, ma la sua dote più riconoscibile resta di sicuro il suo particolare timbro vocale, vibrato e potente allo stesso tempo. Negli anni ’90 è stato membro dei Goodie Mob con Khujo, T-Mo e Big Gipp, mentre dal 2005 è uno dei componenti, insieme a Danger Mouse, del magico duo Gnarls Barkley. Dal 2002, Callaway porta avanti anche la sua carriera da solista che ha visto questo suo terzo album, The Lady Killers (Elektra Roadrunner, 2010), premiato e certificato con un disco d’oro (280 mila copie vendute solo negli Stati Uniti).

Tracklist

  1. The Lady Killer Theme (Intro) – 1:37
  2. Bright Lights, Bigger City – 3:38
  3. Fuck You! – 3:43
  4. Wildflower – 4:02
  5. Bodies – 3:43
  6. Love Gun (feat. Lauren Bennett) – 3:20
  7. Satisfied – 3:26
  8. I Want You – 3:36
  9. Cry Baby – 3:27
  10. Fool for You (feat. Philip Bailey) – 3:40
  11. It’s OK – 3:46
  12. Old Fashioned – 3:24
  13. No One’s Gonna Love You – 3:29
  14. The Lady Killer Theme (Outro) – 0:58

Il disco fu annunciato e anticipato dal singolo di successo Fuck You!, qui sotto accompagnato dal bellissimo video girato nella Sun Valley, a Los Angeles, dal regista Matt Stawski. A seguire, i brani Bodies e Satisfied. Qui, infine, puoi ascoltare tutto l’album su Grooveshark.

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Jazz Liberatorz | Clin d’Oeil & Fruit of the Past

jazz liberatorz

I Jazz Liberatorz sono una band hip hop francese fondata a Meaux, nella regione dell’Île-de-France, dai DJ e produttori musicali DJ Damage, Dusty e Madhi. Attivi sin dal 2003, il gruppo ha pubblicato due album in studio, entrambi firmati dalla Kif Recordings. La musica dei Jazz Liberatorz miscela commistioni e generi vecchi e nuovi con una particolare attenzione alla parte strumentale (anche questa in parte ispirata a quella jazz) e vanta collaborazioni con artisti lirici quali il rapper Emanon e la band rock alternativa T.Love.

clin d'oeilIl disco d’esordio, pubblicato nel 2008 con il titolo Clin d’Oeil, può essere considerato un omaggio alla golden age dell’hip-hop e alle radici della black music e alla musica jazz più in particolare.

Tracklist:

  1. Clin D’Oeil – 7:04
  2. Ease My Mind – 5:28
  3. I Am Hip Hop – 4:43
  4. When The Clock Ticks – 4:54
  5. Genius At Work (ft. Fat Lip & T.Love) – 4:30
  6. Indonesia (ft. Tableek) – 6:03
  7. The Process – 5:28
  8. The Return – 5:14
  9. U Do – 5:39
  10. Cool Down – 5:21
  11. Take A Time – 5:12
  12. Vacation – 4:52
  13. Speak The Language (ft. Lizz Fields) – 6:03
  14. Qîdar – 4:05
  15. Outro – 5:04

fruit of the pastIl secondo album, Fruit of the Past, viene pubblicato un anno dopo, nel 2009, e raccoglie prestigiosi contributi di artisti come Fatlip, il gruppo hip hop The Pharcyde e del celebre rapper Mos Def.

Tracklist:

  1. Music In My Mind Part 1 – 0:52
  2. Loop Prisioner – 1:20
  3. What’s Real – 5:18
  4. Dark Keys – 4:51
  5. What’s Next On The Menu – 1:46
  6. Music Makes The World Go Round (20Syl Remix) – 4:11
  7. Force Be With You – 3:25
  8. Diggin Sound – 0:33
  9. It Was Only A Song – 1:56
  10. Always Something – 4:18
  11. My Style Is Fly – 3:26
  12. Capture Your Mind – 1:39
  13. A Paris – 1:59
  14. After Party (Jazz Lib Remix) – 3:56
  15. That’s Right – 0:31
  16. Mountain Sunlight – 3:20
  17. Breathing Pleasure – 4:07
  18. Music In My Mind Part 2 – 3:05
  19. That’s Reality – 1:52
  20. Black Avenue – 3:13
  21. Back Packers – 4:02
  22. Slow Down – 1:36
  23. Force Be With You (Drum Brothers Remix) – 3:25
  24. My Style Is Fly (Dela Remix) – 3:32
  25. Music Makes The World Go Round – 4:40
  26. What’s Next – 2:24

Di questo secondo disco, qui sotto puoi ascoltare i brani Loop Prisioner, What’s Real, Always Something e What’s Next on the Menu, mentre qui è disponibile all’ascolto l’intero album su Grooveshark.

Q-Tip | Kamaal the Abstract

kamaal the abstractKamaal the Abstract è il terzo album in studio del cantante hip hop americano Q-Tip pubblicato nel settembre 2009 dalla Battery Records, ma originariamente previsto per la pubblicazione nel 2002, come seguito del suo disco d’esordio, Amplified. L’album fu messo da parte dall’etichetta che mise in dubbio il suo potenziale commerciale. Dopo la sua uscita ufficiale nel 2009, il disco debuttò vendendo solo 6.000 copie nella prima settimana, ma al momento della sua uscita ricevette recensioni entusiastiche dalla maggior parte della critica musicale (dando il via da quel momento ad un tam tam mediatico che alzò inesorabilmente il numero di copie vendute).

Kamaal the Abstract fonde ecletticamente diversi generi, correnti e stili musicali come il rap, l’hip hop, il rock, l’R&B, il funk e il soul, fino ad esplorare le profonde influenze che Q-Tip trae dalla musica jazz (omaggiata soprattutto attraverso l’uso di strumenti quali il vibrafono, l’organo e il flauto), infarcendo i propri brani con temi lirici e introspettivi e lasciando spazio ad una vasta gamma d’improvvisazioni.

A proposito del suo stile musicale, il critico John Bush ha scritto:

Kamaal the Abstract omaggia l’ultimo sussulto di prodotti
biologicamente pop mainstream degli anni ’70 e ’80.

Un album stupendo, a parere mio, che riesce come pochi nell’intento di costruire una propria identità musicale, alta e raffinata, prendendo spunto da un’infinità di influenze tra le più diverse.

Tracklist:

  1. Feelin – 4:32
  2. Do You Dig U? (ft. Kurt Rosenwinkel & Gary Thomas) – 7:19
  3. A Million Times – 4:16
  4. Blue Girl – 5:20
  5. Barely in Love – 4:03
  6. Heels – 3:07
  7. Abstractionisms (ft. Kenny Garrett a.k.a. Truth) – 5:19
  8. Caring – 1:40
  9. Even If It Is So – 5:30

Ronnie Foster | Two Headed Freap

the two headed freap

The Two Headed Freap è l’album di debutto dell’organista americano Ronnie Foster, registrato tra il 20 e il 21 gennaio del 1972 e pubblicato dalla Blue Note.

Il disco raccoglie sonorità funky e soul-jazz tipiche di quei primi anni ’70 con sfumature che tendono a farlo somigliare alla colonna sonora di un film blaxploitation. Foster ha certamente un debito con Jimmy Smith, organista più celebre di lui, del quale segue le orme ma in modo più drammatico e selvaggio. Il suo modo di suonare si fonde al mix di effetti wah-wah per chitarra, ritmi funk, basso elettrico, arpe e percussioni energiche.

Tra le note di Two Headed Freap tutto appare sfavillante e cinematografico e gli ingredienti primi, il colore e il funky, rendono l’esperienza d’ascolto seducente per chi è appassionato del genere, nonostante le poche improvvisazioni e la ripetizione di alcune scale tonali nei vari brani. Secondo la recensione di Stephen Thomas Erlewine del sito AllMusic (che premia l’album con 4 stelle e mezzo su 5), è probabile che i puristi del jazz (e anche del soul jazz) possano trovare questa musica un po’ monotona e commerciale, ma quelli del funky style anni ’70 che hanno imparato ad apprezzare Sly Stone e l’Herbie Hancock di quegli anni, troveranno appunto pane per i loro denti.

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Alcuni brani saranno in futuro campionati e ripresi, come nel caso della bellissima Mystic Brew che ha sedotto il pianista Vijay Iyer, il cantante Jeremih Felton, l’artista hip-hop J. Cole e, soprattutto, il multistrumentista, dj, rapper e produttore musicale Otis Jackson Jr., meglio noto solo come Madlib, che l’ha riarrangiata per il suo album Shades of Blue (del quale ho parlato qui).

Tracklist:
Tutti i brani sono stati registrati negli studi Rudy Van Gelder ad Englewood Cliffs, nel New Jersey tra il giorno 20 gennaio (tracce 2, 5, 6 e 7) e 21 gennaio (tracce 1, 3, 4 e 8) del 1972.

  1. Chunky – 4:50
  2. Drowning in the Sea of Love – 4:00
  3. The Two-Headed Freap – 4:19
  4. Summer Song – 5:20
  5. Let’s Stay Together – 4:50
  6. Don’t Knock My Love – 4:30
  7. Mystic Brew – 4:13
  8. Kentucky Fried Chicken – 5:00

Musicisti:

  • Ronnie Foster – Organo
  • Eugene Bianco – Arpa
  • George Devens – Vibrafono, Cabasa, Shaker, Cowbell
  • Gene Bertoncini – Chitarra
  • George Duvivier – Contrabbasso
  • Gordon Edwards – Basso elettrico
  • Jimmy Johnson – Batteria
  • Arthur Jenkins – Conga
  • Wade Marcus – Arrangiamenti

The George Benson Quartet | It’s Uptown

it's uptown

It’s Uptown (Legacy/Columbia, 1966) è il quarto album da solista del chitarrista jazz George Benson, realizzato nel pieno della sua maturazione come musicista e quando la sua reputazione nel mondo del jazz stava crescendo grazie proprio ai suoi primi lavori prodotti dalla stessa Columbia (Benson venne “scoperto” e portato presso l’etichetta in questione dal noto talent scout John Hammond).

Questo disco rivela che gli interessi di Benson erano molteplici sin dall’inzio, esplorando uno spettro musicale che andava da un bop abbastanza lineare ad un hard bop più tecnico come su Hello BirdieMyna Bird Blues, o più riflessivo come nella sua reinterpretazione del celebre standard jazz Willow Weep for Me di Ann Ronell. Si passa poi addirittura a sfumature quasi rock & roll con Jaguar o agli accordi latini di Bullfight. Il suono e la voce del giovane Benson risultano inoltre dolci e puri (ed elementi centrali anche dei suoi successi a venire) nei brani cantanti Summertime, A Foggy Day e nella bellissima Stormy Weather.

Tracklist:
Le composizioni sono di George Benson, tranne dove indicato.

  1. Clockwise – 4:25
  2. Summertime (D. Heyward, G. Gershwin) – 2:22
  3. Ain’t That Peculiar (M. Tarplin, R. Rogers, W. Robinson, W. Moore) – 2:54
  4. Jaguar – 2:44
  5. Willow Weep for Me (A. Ronnell) – 7:37
  6. A Foggy Day (G. Gershwin, I. Gershwin) – 2:31
  7. Hello Birdie – 3:58
  8. Bullfight – 3:46
  9. Stormy Weather (H. Arlen, T. Koehler) – 2:55
  10. Eternally – 4:02
  11. Myna Bird Blues – 4:35

Musicisti:

  • George Benson – Chitarra
  • Ron Cuber – Sax baritono
  • Lonnie Smith – Organo
  • Jimmy Lovelace – Batteria

Horace Silver and the Jazz Messengers

horace silver and the jazz messengers

Come da titolo, Horace Silver and the Jazz Messengers (Blue Note, 1955) è un album firmato dal pianista jazz Horace Silver e dai Jazz Messengers. Album fondamentale per l’affermazione dello stile hard bop, questo sarà proprio il primo ad essere firmato dalla band in questione, un cast all-star composto che oltre allo stesso Silver al piano vede anche Kenny Dorham alla tromba, Hank Mobley al sax tenore, Doug Watkins al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. Le sonorità spaziano tra il bebop e il blues con rimandi alla musica gospel. Prima della partenza di Silver e della carriera da leader di Blakey, questa prima sessione servì anche al gruppo per impostare un proprio personalissimo standard con il quale si sarebbe confrontato in futuro.

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I brani sono tutti scritti da Silver, a parte la boppeggiante Hankerin’ strutturata invece da Hank Mobley, mentre Room 608 e le blueseggianti Creepin ‘In e Hippy sono esempi eccellenti dello stile creativo e compositivo dell’intera squadra. In ogni caso i brani più celebri del disco rimangono i due classici Doodlin’ e The Preacher. Per quanto riguarda quest’ultima, sembra che in prima battuta fosse stata respinta dal produttore Alfred Lion che pensò potesse risultare troppo “vecchio stampo”. Il brano in questione fu reintegrato in scaletta solo in seguito alle insistenze di Blakey e Silver che minacciarono di annullare la sessione di registrazione nel caso non avessero trovato un brano ulteriormente valido da inserire al suo posto.

In pratica questo album è riconosciuto come un vero classico, una splendida fotografia d’epoca che definisce uno stile che ha dominato il jazz tra gli anni ’50 e ’60.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Silver, tranne dove indicato diversamente.

  1. Room 608 – 5:22
  2. Creepin’ In – 7:26
  3. Stop Time – 4:07
  4. To Whom It May Concern – 5:11
  5. Hippy – 5:23
  6. The Preacher – 4:18
  7. Hankerin’ (H. Mobley) – 5:18
  8. Doodlin’ – 6:45

Musicisti:

  • Horace Silver – Piano
  • Kenny Dorham – Tromba
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Doug Watkins – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Cannonball Adderley with Milt Jackson | Things Are Getting Better

things are getting better

Things Are Getting Better (Riverside, 1959) è l’undicesimo album in studio del sassofonista jazz Julian “Cannonball” Adderley, il secondo rilasciato con l’etichetta Riverside, nato dalla collaborazione con il vibrafonista Milt Jackson e che conta nel cast all-star il pianista Wynton Kelly, il contrabassista Percy Heath e il batterista Art Blakey.

Questo disco offre svariate performance del miglior Cannonball Adderley, maestosamente accompagnato dal Modern Jazz Quartet di Milt Jackson, permeate da una ricca varietà di atmosfere sonore, come nel caso della lunatica Blues Oriental che apre il disco con un Jackson subito in parte e completamente immerso nelle sue tipiche intonazioni scintillanti. In netto contrasto la sensuale Serve Me Right ci mostra invece tutta la duttilità musicale dell’intero cast all’opera e sottolinea l’interazione da pieni voti tra Adderley e Jackson. Ricco di un’oscillante atmosfera R&B è invece il brano Sounds for Sid, mentre a chiudere l’album in maniera magistrale ci pensa la cover Porteriana Just One of Those Things. La recensione firmata da Lindsay Planer per AllMusic premia l’album con 4 stelle e afferma che l’album può essere raccomandato senza esitazione ad ogni sorta di appassionato jazz, in quanto offre letteralmente sonorità tipiche per tutti i gusti.

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Things Are Getting Better è stato rimasterizzato in CD con due bonus track in aggiunta ai sette brani originali. Si tratta delle versioni alternate di Serves Me Right (considerata dalla critica addirittura migliore del master originale) e di The Sidewalks of New York.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Julian “Cannonball” Adderley, tranne dove indicato. I brani 4 e 7 sono bonus track aggiunte alla versione in CD.

  1. Blues Oriental (M. Jackson) – 5:05
  2. Things Are Getting Better – 7:16
  3. Serves Me Right [Take 5] (B. Johnson) – 4:51
  4. Serves Me Right [Alternate Take 4] – 4:38
  5. Groovin’ High (D. Gillespie) – 5:24
  6. The Sidewalks of New York [Take 5] (J. W. Blake, C. B. Lawlor) – 7:01
  7. The Sidewalks of New York [Alternate Take 4] – 5:16
  8. Sounds for Sid – 6:29
  9. Just One of Those Things (C. Porter) – 6:45

Musicisti:

  • Cannonball Adderley – Sax alto
  • Milt Jackson – Vibrafono
  • Wynton Kelly – Piano
  • Percy Heath – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria