Miles Davis | E.S.P.

e.s.p.

Registrato tra il 20 e il 22 gennaio del 1965 e pubblicato nello stesso anno dalla Columbia/Legacy RecordsE.S.P. è l’album di Miles Davis noto per aver presentato per la prima volta in via ufficiale il secondo e più longevo quintetto storico del trombettista con Wayne Shorter al sax tenore, Herbie Hancock al piano, Ron Carter al contrabbasso e Tony Williams alla batteria.

Tutto il materiale fu composto dal cast all’opera. Little One, scritta da Hancock, compare anche in Maiden Voyage che il pianista registrò poche settimane dopo. Album le cui atmosfere ricordano in parte anche la prestazione che Hancock sfodera su Eighty-One di Carter e Davis. Wayne Shorter, invece, che diventerà presto il compositore del quintetto, qui firma ben tre originali: la title track (che ricorda il brano Little Melonae di Jackie McLean che Davis incise con il primo quintetto nel ’56), Iris (una ballata che ricorda la Infant Eyes dell’album Speak No Evil di Shorter) e Mood.

A proposito di Shorter, va detto che Davis non aveva mai registrato con lui prima di questo disco e la presenza del sassofonista galvanizza il gruppo spingendolo verso un bop riconoscibile (eccetto l’hard bop più convenzionale che plasma gli ultimi pezzi). Il tutto suona però dinamico come il jazz d’avanguardia di Coltrane o le registrazioni di metà anni ’60 di Coleman, a favore dell’improvvisazione pura e di tonalità più elastiche, creando un universo sonoro che definì all’epoca il jazz moderno.

miles davis

Curiosità sulla cover dell’album da Wikipedia:

“La copertina ritrae Miles con la seconda moglie Frances ‘Fran’ Taylor nel cortile della loro casa: è l’ultima copertina dedicata a Fran e uno degli ultimi momenti sereni della coppia. Fran lasciò Davis pochi mesi dopo, allontanata dal suo comportamento erratico.”

Secondo la critica, insomma, questo quintetto ha di sicuro registrato sessioni più dinamiche e sperimentali, ma nonostante tutto E.S.P. rimane a tutti gli effetti uno dei loro migliori album.

Tracklist:

  1. E.S.P. (W. Shorter) – 5:27
  2. Eighty-One (R. Carter, M. Davis) – 6:11
  3. Little One (H. Hancock) – 7:21
  4. R.J. (R. Carter) – 3:56
  5. Agitation (M. Davis) – 7:46
  6. Iris (W. Shorter) – 8:29
  7. Mood (R. Carter, M. Davis) – 8:50

Musicisti:

  • Miles Davis – Tromba
  • Wayne Shorter – Sax tenore
  • Herbie Hancock – Piano
  • Ron Carter – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

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Herbie Hancock | My Point of View

my point of view

My Point of View è il secondo album da bandleader del pianista Herbie Hancock. Registrato il 19 marzo 1963, e pubblicato dalla Blue Note nello stesso anno, in questo disco Hancock cambia registro e sidemen, ampliando in alcuni casi la band oltre il classico quintetto hard bop.

In particolare Tony Williams, allora appena 17enne, sostituisce Billy Higgins alla batteria (e un paio di mesi dopo si sarebbe riunito con il pianista nel quintetto di Miles Davis per incidere metà dei brani dell’album Seven Steps to Heaven). Donald Byrd sostituisce Freddie Hubbard alla tromba (che lavorò al disco d’esordio del 1961 di Hancock, Takin’ Off) e il sassofonista e compositore Hank Mobley prende il posto di Dexter Gordon. Infine Hancock arricchisce ulteriormente la band ingaggiando anche il trombone di Grachan Monchur III, il contrabbasso di Chuck Israels e la chitarra di Grant Green (quest’ultimo solo sui due brani che aprono e chiudono il disco).

L’hard bop rimane fondamentale per la musica di Hancock, ma il pianista esplora i propri limiti con cinque composizioni originali (su cinque pezzi in scaletta), trovando un lato sentimentale (con il brano Blind Man, Blind Man) e strade sonore particolarmente avventurose (come in King Cobra)The Pleasure is Mine è una ballata tanto semplice quanto meravigliosa, mentre A Tribute to Someone esplora un territorio più impegnativo e lirico. Chiude l’album And What If I Don’t che trova una band immersa in un ambiente disteso che percorre un solco blues che dà la possibilità di sperimentare anche in assolo.

herbie hancock

Secondo la critica specializzata, My Point of View è la dimostrazione ufficiale che l’imponente disco di debutto di Hancock non fu solo un colpo di fortuna. Questo è un album più rilassato, ma stupefacente per tutti i motivi sopra esposti.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Hancock, tranne dove indicato diversamente.

  1. Blind Man, Blind Man – 8:19
  2. A Tribute to Someone – 8:45
  3. King Cobra – 6:55
  4. The Pleasure is Mine – 4:03
  5. And What If I Don’t – 6:35
    Bonus track nella versione in CD:
  6. Blind Man, Blind Man [Alternate Take] – 8:21

Musicisti:

  • Herbie Hancock – Piano
  • Donald Byrd – Tromba
  • Grachan Moncur III – Trombone
  • Hank Mobley – Sax tenore
  • Grant Green – Chitarra (solo tracce 1 e 5)
  • Chuck Israels – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

Miles Davis | Four & More: Recorded Live in Concert

four & more

Four & More: Recorded Live in Concert è un album live di Miles Davis registrato presso la Philharmonic Hall del Lincoln Center di New York, il 12 febbraio del 1964. Pubblicato solo due anni più tardi, nel 1966, dalla Columbia Records, da questa stessa sessione dal vivo nacque anche l’album My Funny Valentine (che a differenza di Four & More raccoglie i brani più lenti). Nel 1992 entrambi gli album furono riversati in digitale e pubblicati in un doppio cd dal titolo The Complete Concert: 1964.

Da Wikipedia:

La registrazione venne effettuata in occasione del concerto di beneficenza per l’iscrizione dell’elettorato di colore in Louisiana e Mississippi, nella ricorrenza della nascita di Abramo Lincoln.

Probabilmente annoiato dal suo repertorio, Davis compone questa scaletta mettendo insieme brani up tempo, ballate e alcuni dei suoi standard più noti, ma eseguiti a ritmi sempre più veloci, a tratti sincopati. Queste versioni di So What, Walkin, Four, Joshua, Seven Steps to HeavenThere Is No Greater Love presentano quindi ritmi accelerati e ricchi di assolo, splendidamente interpretati dal quintetto all’opera che vede anche George Coleman al sax tenore (qui alla sua ultima collaborazione con Davis), Herbie Hancock al piano, Ron Carter al contrabbasso e Tony William alla batteria.

miles davis

Tenendo conto anche del fatto che è una delle ultime volte in cui Davis avrebbe raccolto una serie così completa di standard, Four & More è un album emozionante altamente raccomandato dalla critica.

Tracklist:

  1. So What (M. Davis) – 9:10
  2. Walkin’ (R. H. Carpenter) – 8:06
  3. Joshua/Go-Go (Theme and Announcement) (V. Feldman) – 11:14
  4. Four (E. Vinson) – 6:18
  5. Seven Steps to Heaven (V. Feldman, M. Davis) – 7:51
  6. There Is No Greater Love/Go-Go (Theme and Announcement) (I. Jones, M. Symes) – 11:23

Musicisti:

  • Miles Davis – Tromba
  • George Coleman – Sax tenore
  • Herbie Hancock – Piano
  • Ron Carter – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

Kenny Dorham | Una Mas (One More Time)

una mas

Una Mas (One More Time) è un album del trombettista jazz Kenny Dorham pubblicato nel 1963 dalla Blue Note. Celebre soprattutto per rappresentare una delle ultime sessioni in studio guidate da Dorham (prima della sua graduale scomparsa dalla scena jazz nel ’64), questo disco raccoglie tre composizioni originali del trombettista (la title track Una Mas, Straight Ahead e Sao Paolo) e una ballata (If Ever I Would Leave You).

Quando si pensa ai grandi talent scout del jazz, il nome di Dorham è spesso ingiustamente trascurato. Molti musicisti poi divenuti famosi, hanno suonato con lui ancora giovani. A testimoniarlo è anche il cast all’opera proprio in quest’album: il sassofonista Joe Henderson, il contrabbassista Butch Warren e (poco prima di prendere parte al quintetto di Miles Davis) il pianista Herbie Hancock e il batterista Tony Williams.

Anche se l’intera scaletta di quattro brani è della durata totale di 37 minuti (breve, quindi, per gli standard dell’epoca), la musica risulta oscillante ed esplorativa, sicuramente all’altezza del potenziale espresso dai vari musicisti.

kenny_dorham

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Dorham, tranne dove indicato diversamente.

  1. Una Mas (One More Time) 15:19
  2. Straight Ahead 8:58
  3. Sao Paolo 7:20
  4. If Ever I Would Leave You (A. J. Lerner, F. Loewe) 5:07

Musicisti:

  • Kenny Dorham – Tromba
  • Herbie Hancock – Piano
  • Joe Henderson – Sax tenore
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

Grachan Moncur III | Evolution

evolution

Nato dalla sessione di registrazione del 21 novembre 1963 e pubblicato dalla Blue Note l’anno successivo, nel 1964, Evolution rappresenta il debutto come bandleader del trombonista americano Grachan Moncur III.
Tra i pochissimi trombonisti compositori jazz, dall’enorme potere evocativo ma fin troppo sottovalutato dalla critica, Moncur ottenne il suo primo grande riscontro proprio pochi mesi prima di questo disco con il capolavoro di Jackie McLean, One Step Beyond, i cui musicisti furono quasi tutti riuniti per questo debutto: Jackie McLean al sax alto, Bobby Hutcherson al vibrafono e Tony Williams alla batteria. A loro si aggiungono anche Lee Morgan alla tromba e Bob Cranshaw al contrabbasso.

In EvolutionMoncur si concede più spazi da solista, anche se l’attenzione è tutta per il suo talento compositivo, proprio per via dei quattro brani in scaletta, tutte composizioni originali da lui firmate. Sono pezzi lunghi (il più breve dura otto minuti), molto ambiziosi e terribilmente lunatici. Tra loro vanno sicuramente sottolineati quello più memorabile, Monk in Wonderland, con il suo capriccioso tema angolare compensato dalle misteriose vibrazioni di Hutcherson, e l’inquietante e terribilmente frenetico Air Raid.

Il critico Steve Huey del sito AllMusic, scrive:

Gran parte dell’album suona sinistro e minaccioso, dove anche il materiale più brillante è permeato da una contorta e surreale giocosità. In parte è dovuto alla precisione con cui i musicisti interpretano la visione di Moncur. Hutcherson offre il suo tipico accompagnamento che risulta fondamentale per la complessiva consistenza dell’album. E per di più il disco raccoglie alcune delle prestazioni più strambe di McLean e quelle di un Morgan particolarmente ispirato e avanzato.

Con un debutto del genere, dove l’inventiva prima di tutto è un valore inequivocabile, viene da pensare che sia un vero peccato che Moncur abbia registrato così poco da leader (seguì l’album Some Other Stuff e poco altro). La cosa rende Evolution un disco ancora più importante soprattuto per gli appassionati del jazz avanguardistico.

grachan moncur III

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Moncur.

  1. Air Raid – 9:19
  2. Evolution – 12:24
  3. The Coaster – 11:39
  4. Monk in Wonderland – 7:54

Musicisti:

  • Grachan Moncur III – Trombone
  • Lee Morgan – Tromba
  • Jackie McLean – Sax alto
  • Bobby Hutcherson – Vibrafono
  • Bob Cranshaw – Contrabbasso
  • Tony Williams – Batteria

The Complete Studio Recordings of The Miles Davis Quintet 1965–1968

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Pubblicato nel marzo del 1998 dalla Columbia, The Complete Studio Recordings of The Miles Davis Quintet 1965–1968 è un box set da sei CD che raccoglie alcuni dei lavori più acclamati di Miles Davis eseguiti con il suo secondo, storico quintetto.

I lavori in questione comprendono tutti i brani tratti dagli album ESP, Miles Smiles, Sorcerer, Nefertiti, Miles in the Sky e alcune tracce in quintetto da Filles de Kilimanjaro e Water Babies. Si tratta quindi per lo più delle sessioni registrate tra il 20 gennaio 1965 e il 21 giugno 1968. La tracklist dei sei CD rispetta rigorosamente l’ordine cronologico delle sessioni, con la versione ufficiale e definitiva dei brani preceduti dai rispettivi take alternativi (in molti casi del tutto inediti).

Grazie alla collaborazione con avventurosi e allora giovani musicisti come Wayne Shorter al sax, Herbie Hancock al piano, Ron Carter al contrabbasso e Tony Williams alla batteria, Davis si spinge verso l’avant-garde, amplia il jazz modale inaugurato con Kind of Blue e getta le basi per la fusion.
Secondo la critica quest’opera è assolutamente essenziale ma si rivolge con particolare attenzione ai collezionisti e agli appassionati storici del jazz, mentre gli ascoltatori meno dedicati potrebbero essere meglio serviti  dai singoli album originali.

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Qui su Wikipedia trovi la tracklist completa dei sei CD.

Musicisti:

  • Miles Davis – Tromba, Chimes
  • Wayne Shorter – Sax tenore
  • Herbie Hancock – Piano, Celeste, Piano elettrico Wurlitzer, Piano elettrico Fender Rhodes, Clavicembalo elettrico
  • Ron Carter – Contrabbasso, basso elettrico
  • Tony Williams – Batteria

Herbie Hancock | Empyrean Isles

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Empyrean Isles è il quarto album da bandleader del pianista jazz Herbie Hancock, registrato il 17 giugno del 1964 e pubblicato nello stesso anno dalla Blue Note Records. Il disco segna il debutto di due delle composizioni più popolari di Hancock, One Finger Snap e Cantaloupe Island. All’opera ritroviamo un quartetto che oltre allo stesso Hancock, comprende anche Freddie Hubbard alla cornetta, Ron Carter al contrabbasso e Tony Williams alla batteria.

Su alcuni dei suoi più noti lavori precedenti come My Point of View o Inventions and Dimensions, Hancock esplorava i margini dell’hard bop, lavorando soprattutto con una big band e una sezione di percussioni dalle venature latine, mentre su Empyrean Isles il pianista torna all’hard bop più puro, ottenendo risultati tutt’altro che convenzionali. Lavorando in quartetto con musicisti d’esperienza ma tutti giovani e sperimentatori come lui, Hancock spinge lo stile fino ai propri confini, trovando un brillante e suggestivo equilibrio tra tradizione bop, groove intimistico e jazz post-modale. Le quattro composizioni originali del pianista furono scritte apposta per spingere il cast di musicisti ai propri limiti, come nel caso di Cantaloupe Island, ben nota per il suo giro funky riff al piano ma che non si limita di certo a cavalcare il suo groove melodico centrale. The Egg è un brano dalla melodia minimale e dalle improvvisazioni soliste estese e creative. One Finger Snap e Oliloqui Valley aderiscono alle convenzioni più hard bop, ma ogni pezzo è testimone di un quartetto vigoroso alla ricerca di nuovi territori sonori.

herbie hancock

Empyrean Isles è un disco che trasuda passione e che decreta di pieno diritto la grande vena artistica di un Hancock in continua fioritura.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Herbie Hancock.

  1. One Finger Snap – 7:20
  2. Oliloqui Valley – 8:28
  3. Cantaloupe Island – 5:32
  4. The Egg – 14:00
    Bonus tracks nella versione in CD:
  5. One Finger Snap [Alternate Take] – 7:37
  6. Oliloqui Valley [Alternate Take] – 10:47

Musicisti:

  • Herbie Hancock − Piano
  • Freddie Hubbard − Cornetta
  • Ron Carter − Contrabbasso
  • Tony Williams − Batteria