Thelonious Monk | Straight, No Chaser

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Straight, No Chaser è il sesto album di Thelonious Monk registrato in studio, in una doppia sessione datata 14 novembre 1966 e 10 gennaio 1967, e prodotto sotto la direzione di Teo Macero per la Columbia (da non confondersi con l’omonimo documentario che la Warner Bros dedicò proprio al pianista nel 1988).

Il quartetto all’opera in questo disco è da considerarsi praticamente quello definitivo con il quale Monk registrerà fino alla fine della sua carriera musicale (nei due dischi successivi sempre realizzati per la Columbia, Underground e Monk’s Blues). Oltre a lui al pianoforte, quindi, troviamo Charlie Rouse al sax tenore, Larry Gales al contrabbasso e Ben Riley alla batteria. Un ensemble maturo e affiatato che allo stesso tempo ha saputo destreggiarsi in ambiti nuovi, donando però agli assolo di Monk sempre il dovuto spazio.
In scaletta sono da sottolineare invece le tre composizioni originali di Monk: il brano Locomotive che apre l’album, la title track (con i suoi 12 minuti di durata), dove viene messa
in evidenza soprattutto l’interazione stellare tra Monk e Rouse, e We See che si presenta all’ascoltatore come il pezzo bop più difficile del disco. Il resto di Straight, No Chaser raccoglie due pezzi solo piano, Between the Devil and the Deep Blue Sea e la brevissima This is My Story, This is My Song.

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Il disco originale comprendeva solo sei brani, la metà dei quali fu modificata a causa della ristretta durata del vinile. Nelle successive ristampe, non solo furono ripristinate tutte le performance inserite precedentemente in forma abbreviata, ma furono anche aggiunte tre bonus tracks, tra le quali la I Didn’t Know About You di Duke Ellington e la Green Chimneys dello stesso Monk, pubblicate qui per la prima volta.

Straight, No Chaser è un disco prezioso e originale che è diventato un classico anche perché testimone degli ultimi anni di attività e della piena maturità artistica di uno dei più brillanti pianisti jazz di sempre.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.

  1. Locomotive – 6:40
  2. I Didn’t Know About You (D. Ellington) – 6:52
  3. Straight, No Chaser – 11:28
  4. Japanese Folk Song (Kōjō no Tsuki, Rentarō Taki) – 16:42
  5. Between the Devil and the Deep Blue Sea (H. Arlen) – 7:36
  6. We See – 11:37
    Bonus track nella versione in CD:
  7. This is My Story, This is My Song (P. Knapp) – 1:42
    (conosciuta anche con il titolo “Blessed Assurance”)
  8. I Didn’t Know About You (D. Ellington) – 6:49
  9. Green Chimneys – 6:34

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano
  • Charlie Rouse – Sax tenore
  • Larry Gales – Contrabbasso
  • Ben Riley – Batteria

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Thelonious Monk | Monk’s Music

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Monk’s Music nacque da una sessione del 26 giugno 1957 a New York e viene pubblicato nello stesso anno dalla Riverside Records. Thelonious Monk lo registrò nemmeno a sei mesi di distanza da uno dei suoi più grandi successi dell’epoca, Brilliant Corners.

Il sestetto all’opera, composto da straordinarie personalità, oltre allo stesso Monk al piano vede anche Ray Copeland alla tromba, Gigi Gryce al sax alto, Coleman Hawkins e John Coltrane al sax tenore, Wilbur Ware al contrabbasso e Art Blakey alla batteria. A proposito di Coltrane, la sua presenza è da attribuire al fatto che si era unito al gruppo di Monk dopo un breve periodo passato nel quintetto di Miles Davis. E Monk’s Music è in effetti l’unica testimonianza registrata in studio della collaborazione tra il lui e il pianista.

Cinque dei sei pezzi totali sono composizioni originali di Monk, anche se qualcuno era già apparso in precedenti lavori. Il disco si apre con Abide with Me, un preludio sacro suonato in chiave gospel (e solo dal quartetto di fiati) scritto in origine dall’organista inglese William Henry Monk nel 1847.
Vanno citate inoltre l’immortale standard monkiano Ruby, My Dear, qui immersa nelle ricche e fumose atmosfere di Hawkins, Off Minor, guidata per lo più dai brillanti e memorabili assolo del pianista, ed Epistrophy, pezzo testimone della grande intesa tra Monk e Coltrane e di un meraviglioso assolo di Blakey, qui al top della forma.

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I sei anni di collaborazione tra Monk e la Riverside tra il 1955 e il 1961, sono spesso citati come punto focale dell’intera carriera del pianista. E anche se Monk’s Music dura poco più di trenta minuti, sono qui infatti confezionate le versioni definitive di alcune delle più note composizioni del pianista e alcune incredibile interazioni di uno spettacolare ensemble (quelle tra Coltrane e Hawkins, basterebbero da sole).

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.

  1. Abide with Me (H. F. Lyte, W. H. Monk) – 0:54
  2. Well, You Needn’t – 11:24
  3. Ruby, My Dear – 5:26
  4. Off Minor – 5:07
  5. Epistrophy (T. Monk, K. Clarke) – 10:46
  6. Crepuscule with Nellie – 4:38

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano
  • Ray Copeland – Tromba
  • Gigi Gryce – Sax alto
  • Coleman Hawkins – Sax tenore
  • John Coltrane – Sax tenore
  • Wilbur Ware – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Thelonious Monk | Brilliant Corners

Brilliant Corners

Brilliant Corners è un album in studio del pianista jazz Thelonious Monk registrato in tre diverse sessioni alla fine del 1956 con due quintetti diversi. Terzo disco per la Riverside Records, primo per questa etichetta ad includere quasi esclusivamente composizioni dello stesso Monk, Brilliant Corners è noto anche perché offre al pubblico un brano, la title track, ancora oggi considerato tra le composizioni più ardite e di difficile esecuzione del pianista.

Il 9 ottobre furono registrati i due brani Ba-Ba-lue Bolivar lues-Are e Pannonica (su cui Monk suonava la celesta) con i sassofonisti Ernie Henry e Sonny Rollins, il contrabbassista Oscar Pettiford e il batterista Max Roach. Il nome della prima composizione fu attribuito all’esasperata pronuncia di Monk delle parole “Blue Bolivar Blues“, riferite all’Hotel Bolivar dove risiedeva Pannonica de Koenigswarter, scrittrice e patrona del be bop e che il pianista aveva incontrato durante il suo primo viaggio in Europa nel 1954.
Il 15 ottobre Monk tentò di registrare la title track con la stessa band durante una sessione di quattro ore. La complessità del brano divenne letteralmente una sfida per i vari sidemen portando a tensioni tra Monk, Henry e Pettiford (leggenda vuole che volarono parole dure durante la registrazione e che Pettiford in un take cominciò solo a mimare la sua parte al contrabbasso).
Il 7 dicembre, infine, furono registrate Bemsha Swing con Paul Chambers al contrabbasso e Clark Terry che sostituì Henry alla tromba, e I Surrender, Dear, eseguita in una versione solo piano da Monk.

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Secondo il critico Lindsay Planer del sito AllMusic:

Gli appassionati stanchi della natura idiosincratica del suono di Monk o delle sue progressioni di accordi quasi aritmetiche dovrebbero riascoltare di tanto in tanto Brilliant Corners. Sono presenti una freschezza e una vitalità che saturano ogni brano. […] Brilliant Corners potrebbe essere considerato l’alfa e l’omega del jazz americano post Seconda Guerra Mondiale e nessun serio collezionista jazz dovrebbe esserne privo.
Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.
  1. The Brilliant Corners – 7:42
  2. Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are – 13:24
  3. Pannonica – 8:50
  4. I Surrender, Dear (B. Harris) – 5:25
  5. Bemsha Swing (T. Monk, D. Best) – 7:42

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano, Celesta (traccia 3)
  • Ernie Henry – Sax alto (tracce 1-3)
  • Sonny Rollins – Sax tenore
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso (tracce 1-3)
  • Max Roach – Batteria, Timpani (traccia 5)
  • Clark Terry – Tromba (traccia 5)
  • Paul Chambers – Contrabbasso (traccia 5)

The Unique Thelonious Monk

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The Unique Thelonious Monk è il secondo album del pianista jazz con la Riverside Records che lo pubblicò nel 1956. Si tratta di un disco che raccoglie cover di standard già noti all’epoca e che rispetta il progetto dell’etichetta di sfruttare l’interesse degli appassionati di Monk tentando di abbattere la percezione che voleva la sua musica troppo “difficile” per il mercato di massa (il primo step del suddetto progetto fu l’album Plays Duke Ellington pubblicato l’anno precedente, nel 1955, dove Monk suonava appunto i brani di Ellington).

Nonostante questo, però, e il fatto che rimanga tra i lavori più trascurati dell’intera carriera del pianista, The Unique Thelonious Monk si fregia di contenere autentiche gemme costellate da alcune ottime prestazioni sia di Monk sia dei membri della sua band, un trio che rasenta la perfezione in quanto a interazioni, che oltre lui vede all’opera anche Oscar Pettiford al contrabbasso e Art Blakey alla batteria.

I sette standard in scaletta sono selezionati per esemplificare il doppio ruolo che interpreta Monk, prima come pianista e poi come bandleader, nel contesto di melodie familiari al pubblico. Per quanto riguarda i sideman, mentre Pettiford aveva già accompagnato Monk in passato (proprio su Plays Duke Ellington), Blakey sostituisce invece Kenny Clarke (spesso presente nelle precedenti formazioni in trio). Ma l’abbinamento di Monk e Blakey non deve essere sottovalutato. Questa prima prova, infatti, dà come risultato una riuscita interazione strumentale che è anche il punto focale ritmico in brani come Liza (dei fratelli Gershwin), dove i due musicisti giocano come al gatto col topo.

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Tracklist:

  1. Liza (All the Clouds’ll Roll Away) (G. Gershwin, I. Gershwin, G. Kahn) – 3:11
  2. Memories of You (E. Blake, A. Razaf) – 4:15
  3. Honeysuckle Rose (F. Waller, A. Razaf) – 5:32
  4. Darn That Dream (E. DeLange, J. Van Heusen) – 6:30
  5. Tea for Two (V. Youmans, I. Caesar) – 5:52
  6. You Are Too Beautiful (R. Rodgers, L. Hart) – 4:53
  7. Just You, Just Me (J. Greer, R. Klages) – 7:59

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano
  • Oscar Pettiford – Contrabbasso
  • Art Blakey – Batteria

Thelonious Monk | It’s Monk’s Time

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It’s Monk’s Time è il sesto album da solista di Thelonious Monk pubblicato nel 1964 dalla Columbia Records. Passato un anno appena dal suo precedente album in studio (Criss-Cross, 1963), Monk chiama a rapporto il sassofonista Charlie Rouse (sideman fisso del pianista sin dal ’58) e apporta una significativa alterazione alla sezione ritmica del quartetto dando il benvenuto a Butch Warren al contrabbasso e Ben Riley alla batteria.

Nato da due sessioni separate (una il 29 gennaio e l’altra il 9 marzo 1964), It’s Monk’s Time raccoglie tre composizioni originali e tre noti standard e testimonia l’apice dell’offerta stilistica dei musicisti all’opera. Dall’agile musicalità di Monk vengono fuori performance costellate da una giocosa maliziosità, notevole soprattutto sullo splendido brano d’apertura, Lulu Back in Town, e sulla Work If You Can Get It di Gershwin (entrambi questi standard sono esempi lampanti dell’approccio inimitabile di Monk come vero e proprio pioniere bop). Il resto delle composizioni armoniche vede Rouse sostenere in maniera efficace i tempi ingannevoli del brano Stuffy Turkey e il bop più aggressivo di Brake’s Sake. Quest’ultima scatena anche più di una gustosa interazione tra Monk e Rouse, esemplificando alla perfezione una strepitosa sinergia. Il pezzo che chiude il disco, Shuffle Boil, basato su una struttura melodica raffinata e stimolante, è un gioiello che Monk riprenderà anche nei suoi lavori successivi.

Il critico musicale Lindsay Planer del sito AllMusic, scrive:

Spesso ingiustamente diffamato dai sedicenti “puristi” del jazz, a metà anni ’60 Monk ha invece fatto con la Columbia un ottimo lavoro. It’s Monk’s Time contiene alcune delle migliori, se non le migliori, registrazioni in studio che il pianista abbia realizzato nei suoi ultimi anni da musicista. Il titolo dell’album si rivelò essere profetico, come confermò il Time che lo ritrasse sulla cover del 28 febbraio del 1964 [N.d.R.: Questa]. Quella copertina, infatti, era in programma per essere pubblicata il novembre dell’anno precedente, ma l’assassinio dell’allora presidente John F. Kennedy aveva avuto, naturalmente, la precedenza.

Tracklist:
Tutte le composizioni sono di Monk, tranne dove indicato diversamente.

  1. Lulu’s Back in Town (A. Dubin, H. Warren) – 9:55
  2. Memories of You (E. Blake, A. Razaf) – 6:06
  3. Stuffy Turkey – 8:16
  4. Brake’s Sake – 12:29
  5. Nice Work If You Can Get It (G.e Gershwin, I. Gershwin) – 4:15
  6. Shuffle Boil – 7:09

Musicisti:

  • Thelonious Monk – Piano
  • Charlie Rouse – Sax tenore
  • Butch Warren – Contrabbasso
  • Ben Riley – Batteria

Charlie Parker & Dizzy Gillespie | Bird & Diz

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Bird & Diz è la testimonianza del meraviglioso incontro tra il sax alto di Charlie Parker e la tromba di Dizzy Gillespie. Pubblicato nel 1952 dalla Clef Records (etichetta sussidiaria della Verve), tutti i brani di questo disco vennero registrati nella sessione del 6 giugno 1950 a parte le tracce Passport e Visa che vennero incise, tra marzo e maggio del 1949, senza Gillespie e con sideman differenti.

Dalla pagina Wikipedia dedicata al disco:

Nonostante il produttore delle sessioni fosse Norman Granz, che era conosciuto all’epoca per la sua preferenza verso l’impiego di grandi orchestre e di arrangiamenti complessi, l’album contiene composizioni eseguite impiegando la classica strumentazione essenziale bebop: sassofono, tromba, piano, contrabbasso e batteria. L’opera è l’ultima collaborazione in studio tra Parker e Gillespie ed è nota anche per contare una delle prime apparizioni accreditate su disco del pianista Thelonious Monk.

Molti sono i pregi che distinguono questa da altre sessione in quintetto di questi veri e propri pionieri del bebop. Tra questi vanno sottolineati soprattutto il risultato finale su un set di brani che suona familiare ai fan di Parker e Gillespie, tanto da ricordare le loro precedenti e prestigiose registrazioni per Savoy e Dial e la scelta dello stesso Parker di Thelonious Monk come pianista (come detto sopra, qui ad una delle sue prime apparizioni accreditate) dove, nonostante trovi poco spazio per i suoi geniali assolo, riesce comunque a infondere il proprio stile a certi passaggi. Chiudono il quintetto il contrabbassista Curly Russell e il batterista Buddy Rich, mentre sui due brani sopra menzionati (Passport e Visa), Parker viene accompagnato da Kenny Dorham alla tromba, Al Haig al piano, Tommy Potter al contrabbasso e Max Roach alla batteria (guest star d’eccezione: Carlos Vidal ai Bonghi su PassportTommy Turk al trombone su Visa).

Secondo la critica, questo è un album eccezionale costellato da brillanti versioni degli standard Parkeriani come Leap Frog, Mohawk e Relaxin’ with Lee, da una performance altissima su Bloomdido e da una interessante ed emozionante versione di My Melancholy Baby.

Tracklist:
Tutti le composizioni sono di Parker, tranne dove indicato diversamente. I brani Passport e Visa sono stati esclusi dalle successive ristampe perché non registrate durante le sessioni del 1950. La ristampa in CD della Verve/PolyGram include 18 bonus tracks (qui su AllMusic la tracklist completa).

  1. Bloomdido – 3:25
  2. My Melancholy Baby (E. M. Burnett, G. A. Norton) – 3:24
  3. Relaxin’ with Lee – 2:47
  4. Passport – 3:00
  5. Leap Frog (Benny Harris, Charlie Parker) – 2:29
  6. An Oscar for Treadwell – 3:23
  7. Mohawk – 3:35
  8. Visa – 2:55

Musicisti:

  • Charlie Parker – Sax alto
  • Dizzy Gillespie – Tromba (tracce 1-3 e 5-7)
  • Thelonious Monk – Piano (tracce 1-3 e 5-7)
  • Curly Russell – Contrabbasso (tracce 1-3 e 5-7)
  • Buddy Rich – Batteria (tracce 1-3 e 5-7)
  • Kenny Dorham – Tromba  (tracce 4 e 8)
  • Al Haig – Piano (tracce 4 e 8)
  • Tommy Potter – Contrabbasso (tracce 4 e 8)
  • Max Roach – Batteria (tracce 4 e 8)
  • Tommy Turk – Trombone (traccia 8)
  • Carlos Vidal – Bonghi (traccia 4)

[VIDEO] Thelonious Monk Quartet in Poland (aprile 1966)

Thelonious Monk al piano, Charles Rouse al sax tenore, Lawrence Gales al contrabbasso e Benjamin Riley alla batteria per 26 minuti di musica scanditi da tre grandi classici: Epistrophy (da 0:00, con un Monk inquieto e giocoso nei rispetti del suo strumento, alle prese con il suo stesso genio creativo e folle), ‘Round Midnight (da 3:20) e la Lulu’s Back in Town di Al Dubin, Harry Warren (da 10:30).